È il pilastro della retroguardia della Roma, l’uomo che nella stagione passata è stato il protagonista assoluto nella notte più bella.

Stiamo parlando di Kostas Manolas, che ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport  alcune importanti dichiarazioni relative al passato, al presente e al futuro.

Non mi sento un leader, ma faccio sempre il massimo per aiutare la squadra a vincere. L’anno scorso abbiamo fatto un cammino incredibile in Champions. Nelle partite secche non c’è mai un vero favorito e quindi chissà, se non avessimo perso contro il Liverpool in semifinale avremmo potuto alzarla noi quella coppa a Kiev“.

I giallorossi sono attesi da due impegni ravvicinati. Oggi alle 15 affronterà la Spal e martedì sera il Cska Mosca. Entrambe le partite in casa, all’Olimpico, che il difensore greco reputa una delle armi in più della squadra:

Noi giocatori sentiamo la differenza quando lo stadio è pieno. Siamo incitati a dare il massimo e non ricordo una partita in cui non abbiamo fatto bene con l’Olimpico gremito. Il Cska è cambiato molto durante l’ultimo calciomercato, ma hanno comunque tanta esperienza. Abbiamo l’obbligo di vincere se vogliamo passare il turno“.

Il 27enne nato a Nasso, città famosa per le antiche rovine elleniche e le lunghe spiagge, dice la sua anche sulla crisi che ha colpito la Roma nelle ultime settimane:

Bisogna avere personalità per uscire da certi momenti. Non credo però che sia stato il ritiro a farci trovare la luce in fondo al tunnel. Personalmente lo soffro sempre tanto, perché sono lontano dalla mia famiglia. Per fortuna adesso abbiamo ritrovato ritmo e convinzione, continuando a giocare dimostreremo di essere forti“.

Sulla situazione di classifica attuale della Serie A:

La Juventus è un passo davanti alle altre. Comprano ogni anno giocatori super e hanno sempre tanti ricambi a disposizione. Nel calcio però niente è impossibile e noi l’abbiamo dimostrato l’anno scorso ai quarti di Champions contro il Barcellona“.

Sul suo passato recente, che lo aveva quasi portato a lasciare la capitale:

L’anno scorso non sono andato allo Zenit perché c’era un problema di cambio tra rubli e dollari. Gli ho chiesto di cambiare e mi hanno detto di no, così ho rifiutato anche quando poi loro sono tornati sui loro passi e volevano accontentarmi“.

Sui grandi campioni affrontati in passato e su quelli che affronterà quest’anno:

Non vedo l’ora di incontrare Cristiano Ronaldo e tanti altri campioni, perché a me piacciono le sfide. Il più forte contro cui ho giocato è stato Ibrahimovic. È enorme e immarcabile, perché quando trovi qualcuno fisicamente molto più forte di te è molto dura trovare le contromisure

E infine sui giovani rampanti della Roma:

Ne sono arrivati tanti di talenti qui quest’anno. Oltre a Kluivert e Cristante, ad esempio, credo che Schick abbia tanto potenziale. È veloce, tecnico e forte, gli manca solo di dimostrarlo in partita. Roma è una piazza difficile, ma ai tifosi chiedo di aspettarlo, non se ne pentiranno“.

Giuseppe Lopinto