La Roma cresce e continuerà a farlo: se la prima è una certezza, la seconda è una promessa. Parola di Mauro Baldissoni, direttore generale dei giallorossi, che ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Sky Sport. La Roma è reduce da un percorso formidabile in Europa giunto al capolinea mercoledì sera, al termine della giravolta di emozioni contro il Liverpool di Jurgen Klopp. Sfortuna, decisioni arbitrali controverse, un po’ di imprecisione e un approccio sbagliato nella semifinale di andata: questo il cocktail micidiale che ha estromesso la squadra di Di Francesco da quella che sarebbe stata la terza finale internazionale nella storia del club (dopo quelle perse con il Liverpool nel 1984 e in Coppa UEFA contro l’Inter nel 1991 n.d.r.).

Baldissoni esprime grande rammarico, ma allo stesso tempo è convinto che la sua Roma possa guardare con convinzione al futuro: “Certo che c’è rammarico: quando si gioca fino all’ultimo una semifinale di Champions League bisogna pensare di poter arrivare in finale. Sicuramente il Liverpool ha fatto una grande partita d’andata ma era una squadra alla portata. Non va ignorato il percorso della squadra, ci rimane una grande consapevolezza: abbiamo come impegno e obiettivo quello di portare la Roma a essere tra le grandi d’Europa. E’ ambizioso ma il presidente ha sempre usato il termine ‘Champions League team‘. Ciò che abbiamo visto in questa edizione costituisce una pietra miliare del nostro percorso, sarà il nostro nuovo punto di partenza: la consapevolezza di poter giocare certe partite non da vittime sacrificali ma da protagonisti che meritano di accedere al turno successivo“.

Una piazza, quella romanista, molto difficile da accontentare. Eppure l’eccezionale stagione dei giallorossi è testimoniata dal grande entusiasmo dei tifosi: “I risultati aiutano a leggere e a riconoscere il lavoro che si fa, e se si raggiungono certi obiettivi vuol dire che il lavoro è stato eccellente. Ritengo che i tifosi possano riconoscere alla società un certo impegno. Ho sempre avvertito molto rispetto, in questo senso, è ovvio che ora ci sia più entusiasmo. In città c’è la necessità di sciogliere questa patina, di non poter raggiungere ciò che si sogna e forse pian piano stiamo cominciando a capire che ci sono obiettivi che sono alla nostra portata“.

Il 4-2 finale nella sfida dell’Olimpico contro i Reds lascia un po’ di amaro in bocca, anche in virtù di una direzione gara che ha negato ai giallorossi due rigori. Il presidente James Pallotta è entrato a gamba tesa definendo la UEFA “inappropriata“. Baldissoni cerca di gettare un po’ di acqua sul fuoco per spegnere o quanto meno smorzare l’incendio delle polemiche: “Il presidente ha soltanto ribadito la necessità del VAR in Europa, è chiaro che i toni forse siano stati troppo accesi nell’immediato post partita ma noi non dobbiamo preoccuparci degli errori arbitrali bensì di quelli nostri. Perché se un arbitro sbaglia, ne è consapevole lui per primo. Il rispetto non deve mai mancare, altrimenti è inutile anche giocare“.

La stagione volge al termine ed è quasi tempo di bilanci. Il 30 giugno, infatti, chiude l’anno fiscale e i 100 milioni di introiti derivanti dalla Champions potrebbero portare a un cambio di strategia nella prossima campagna acquisti. Bacchettata per la tendenza a cercare plusvalenze tramite le cessioni (come Salah lo scorso anno n.d.r.), la Roma grazie ai ricavi potrebbe attaccare sul mercato senza dover per forza di cose giocare in difesa. Baldissoni dice: “Quando chiude l’anno fiscale bisogna essere in regola con dei numeri che per forza dobbiamo far quadrare a livello internazionale per via del Financial Fairplay. Abbiamo spiegato tante volte che arrivare ad anticipare delle cessioni serve per ricalibrare il disavanzo fra costi e ricavi. […]. Se servono cessioni vuol dire che i costi sono stati più alti dei ricavi e questo lo si è fatto per rimanere competitivi. […]. Continueremo in futuro ad agire su questa politica, ma ovviamente più si accede ai ricavi e meno si avrà la necessità di ricorrere a cessioni ‘tattiche’. Se potrebbe accadere quest’estate? Sì, potrebbe“.

Momo Salah, 25 anni, a Roma dal 2015 al 2017. L’egiziano è stato venduto al Liverpool la scorsa estate per 42 milioni di euro più bonus.

Chiusura doverosa sulla vicenda Sean Cox, il 53enne tifoso del Liverpool accoltellato dieci giorni fa all’esterno di Anfield Road da un gruppo di teppisti romanisti. La moglie di Cox ha espresso i suoi più sentiti ringraziamenti alla società giallorossa apprezzando la totale presa di distanza dall’accaduto: “Credo che sia chiaro che non ci siano mai stati momenti di esitazione o incomprensioni – chiude Baldissoni -. Non tolleriamo che ci sia qualsiasi concessione alla violenza. Chi pensa di andare in giro per affermare se stesso in qualche modo di questo tipo, è bene che sappia che si tratta di vigliaccheria e come per la violenza non c’è spazio per queste nel calcio per la Roma. Su questo abbiamo una posizione molto ferma“.

Alessandro Badalin