La Bundesliga numero 29 splende nella bacheca del Bayern Monaco, ma per una volta i festeggiamenti all’Allianz Arena sono sporcati da qualche riga di lacrime. La vittoria per 5-1 contro l’Eintracht Francoforte che riconsegna a Monaco il 7° campionato di fila è anche l’ultima partita per Franck Ribery, Arjen Robben e Rafinha. Tre campioni alla loro ultima chiamata in biancorosso.

Franck segna la sua ultima rete tedesca al 72′. Arrivò al Bayern a luglio 2007 per 30 milioni, un anno dopo un Mondiale vissuto da rivelazione – vinto dall’Italia. Scuola Lilla, aveva fatto tanta gavetta tra Alès, Brest e Metz – contando anche sei mesi in Turchia, al Galatasaray – prima di approdare al Marsiglia.

Una carriera fatta di 424 presenze e 124 reti, con la Champions 2013 – anno in cui fu vicinissimo al Pallone d’Oro -, 1 Supercoppa Europea, 1 Mondiale per Club, 8 scudetti, 5 Coppe di Germania, 5 Supercoppe di Germania e 1 Coppa di Lega. Quest’anno tanta fatica, 25 presenze e altri tre infortuni, il vero punto debole nella carriera di un fuoriclasse.

Lo stesso vale per Arjen Robben, un anno più giovane di Ribery ma accomunato dalle stesse maledizioni: niente Pallone d’Oro, niente Mondiale e tantissimi infortuni. L’olandese era già un talento affermatissimo quando nella stessa estate 2007 venne prelevato dal Real Madrid per 35 milioni. Aveva “studiato” da Groninga e Psv prima di fare il grande salto con tre stagioni al Chelsea, appena rivoluzionato da Abramovich.

I numeri dicono 308 presenze, 144 gol, Triplete nel 2013, 8 scudetti e 4 Supercoppe di Germania. Senza contare 1 Liga, 1 Supercoppa di Spagna, 2 Premier, 2 FA Cup, 1 League Cup, 1 Eredivisie e 2 Supercoppe d’Olanda. Un uomo che ha vinto ovunque, per la cifra mostruosa di 31 trofei. Ma quell’errore davanti a Casillas nella finale Mondiale del 2010 ancora lo perseguita. Nel 2019 due infortuni lo hanno tenuto lontano dai campi per cinque mesi, rendendo inevitabile il passo d’addio.

Le lacrime dei due giganti oscurano quelle del terzo partente, un uomo che il disastrato Genoa di oggi ricorda bene. Rafinha, 33 anni, arrivò proprio dai rossoblù per 5,5 milioni, che lo avevano pagato 8 milioni allo Schalke. Il brasiliano ha giocato 266 volte con la maglia del Bayern per un totale di 16 coppe. Un protagonista silenzioso, che mancherà alla squadra di Kovac.

E ora? La dirigenza ha annunciato una rivoluzione per la stagione 2020 ed è probabile che saranno scintille, ora che il campionato è finito. Il primo punto sarà decidere se confermare Niko Kovac, che ha avuto una stagione travagliata, o puntare su Van Bommel, tecnico del Psv. Poi si dovrà decidere il futuro di Lewandowski, Muller e Rodriguez, tre stelle che agiteranno il mercato estivo.

Ma questi sono tutti pensieri rivolti al domani. Per oggi meglio accontentarsi di applaudire tre campioni che salutano per l’ultima volta lo stadio e la maglia che li hanno resi grandissimi. Una cosa è certa: ci mancheranno.

Stefano Francescato