Chi non conosce la storia di Rocky Balboa, il pugile italo-americano inventato (ed interpretato) da Sylvester Stallone?  Il lottatore sconosciuto a cui viene data l’occasione di battersi per il titolo di campione dei pesi massimi. Rocky è un esordiente, ha pochissime chance di vittoria, ma si batte con grande orgoglio contro il favoritissimo Apollo Creed, resistendo per 15 durissimi round, ma alla fine a Rocky rimane “solo” la vittoria morale; il titolo di campione rimane ad Apollo.

 

Ecco, queste poche righe riassumono gli esisti di (quasi) tutte le finali dell’UEFA Champion’s League: se sei un’esordiente, non vinci. Fin dagli esordi di questa competizione, quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni, infatti pare che per le debuttanti nella finale la vittoria sia una chimera: era il 1957, la seconda edizione della più prestigiosa coppa europea, e la detentrice Real Madrid (vero “spauracchio” della nostra storia) sconfigge l’esordiente Fiorentina, prima squadra italiana a raggiungere la finale.

Stessa sorte toccherà al Milan l’anno dopo, all’Eintracht Francoforte due anni dopo e al Partizan Belgrado nel 1966. Ci saranno ovviamente alcune eccezioni, ma la coppa dei Campioni aveva questa tradizione….. tradizione che si è tramutata quasi in una “sentenza” quando, nel 1992/93 è stata istituita appunto l’UEFA Champion’s League. Su 23 edizioni infatti, solo UNA volta la squadra esordiente, “vergine” di vittorie di coppe dei campioni, è riuscita a battere una squadra già vincitrice; più precisamente è accaduto nel 1996 quando il Borussia Dortumund vinse contro la favorita Juventus.

Da allora, le debuttanti hanno sempre visto infrangersi i loro sogni; chiedetelo ai tifosi del Valencia, che nel duemila si presenta per la prima volta in finale e viene sconfitta per 3 a 0 dal “perfido” Real Madrid; chiedetelo ai tifosi del Bayern Leverkusen, che solo due anni dopo vedono infrangersi i loro sogni per mano, un’altra volta, del Real Madrid. Chiedetelo ai tifosi del Monaco, che steccano la prima finale della loro storia contro il Porto (squadra che nel suo palmares poteva già contare una vittoria continentale nel 1987), oppure a quelli dell’Arsenal, che nel maggio del 2007 si vedono sfilare la loro prima coppa dalle mani a causa stavolta del Barcellona. Sempre restando in quel di Londra, la giovane esordiente Chelsea vede svanire il proprio sogno ai calci di rigore contro i Diavoli Rossi del Manchester United, che di coppe nella sua storia ne poteva contare già 2 fino a quel momento. Per finire con la recente disfatta dell’Atletico Madrid (che però a dire il vero già una finale l’aveva disputata, nel 74) che viene raggiunta e poi rimontata nei tempi supplementari ….. indovinate da chi? Già sempre loro: i “Blancos” del Real Madrid.

A oggi mancano meno di due mesi alla finalissima di Milano, e tra le pretendenti alla finale ci sono ben tre squadre che non ne hanno mai disputato una: il PSG, il Manchester City e il Wolfsburg. I loro tifosi hanno tutto il diritto di fare i debiti scongiuri.

2016-Champions-League-final

Carmelo Mobilia