Il Var? Promosso, ma migliorabile. Il giudizio di Nicola Rizzoli, ex arbitro e ora designatore per la Serie A, è positivo se si parla di moviola in campo, alle prese con una stagione di debutto complicata.

Alla trasmissione “Si gonfia la rete” di Radio Crc, Rizzoli si dice contento: “Il bilancio è positivo, ci sono ampi margini di miglioramento perché siamo partiti da zero, c’è da fare esperienza. Abbiamo un’ottima base da cui partire per la prossima stagione“.

Sulla mancanza della Var nelle competizioni europee, il linguaggio di Rizzoli si fa più diplomatico: “Hanno bisogno di tempo e risorse umane per poterla usare, credo vogliano farlo il prima possibile. E’ naturale che noi italiani, essendo abituati, ci chiediamo perché non venga applicata anche in Champions“. Insomma, sarebbe solo una questione di tempo.

Ma l’utilizzo della tecnologia ha suscitato parecchie polemiche in casa nostra. L’esempio più evidente è la direzione di gara dell’arbitro Orsato durante l’ultimo Inter-Juventus e, in particolare, l’espulsione di Matias Vecino dopo appena dodici minuti. “Non parlo di episodi singoli, non voglio polemiche – spiega il fischietto dell’ultima finale mondiale – il fatto che l’arbitro applichi una sanzione (nel caso specifico l’ammonizione, ndr) non impedisce al Var di intervenire. Orsato rimane uno dei migliori arbitri italiani, il suo valore non è in discussione. Non è stato più designato perché aveva importanti appuntamenti all’estero. Si può dire però che in quell’occasione non abbia arbitrato come ci si aspettava da un uomo con le sue qualità. Ma ci sono partite e situazioni che fanno più rumore di altre“.

Rizzoli, 46 anni, è stato il terzo arbitro italiano a dirigere una finale Mondiale (Argentina-Germania 2014) e il quinto ad arbitrare una finale di Champions (Bayern Monaco-Borussia Dortmund 2013 a Wembley). A luglio 2017 ha lasciato l’attività di arbitro sul campo per diventare responsabile e designatore della Can A.

Stefano Francescato