Abbiamo affrontato tempi bui. E’ passata l’estate più corta della nostra esistenza. Forse è stato proprio questo a farci cambiare idea, perchè noi non sappiamo stare lontani da Agenti Anonimi. Siamo tornati. Siamo risorti dalle nostre ceneri. Qualche semplice parola dedicata a questo sorprendente ritorno

COME L'(A)ARABA FENICE, RISORGIAMO DALLE NOSTRE CENERI…

Nell’oscurità e nella cupezza di questo periodo abbiamo tutti più o meno cercato di evadere dalla realtà, e non per forza la mia affermazione ricade dentro il cerchio del lockdown. Anzi, per qualcuno è stato ben più difficile ripartire dopo mesi di isolamento forzato a suon di “Andrà tutto bene!” o di attesa dei numeri alle 18. Abbiamo addirittura passato l’estate, secondo me quella più corta di tutta la mia vita, credo anche la vostra. Ci siamo svegliati da un letargo durato una primavera e pronti-via, è già settembre. Le nostre mura di casa già ci soffocano.

Ci siamo stati anche noi, anzi anche io. Nacque così “de botto, senza senso” la volontà di riscoprire Agenti Anonimi e una passione per la scrittura sopita. Era una sera di metà marzo. L’assenza degli affetti stabili, del lavoro, della compagnia, la limitatezza dello spazio vivibile hanno portato al risogimento di Agenti Anonimi. Per il sottoscritto è stata la vera evasione dal confinamento dei mesi primaverili. E’ stato il mio sfogo, un modo per spezzare la routine lavorativa vissuta interamente fra le quattro mura di casa, giorno dopo giorno. Per non parlare dei primi caldi weekend primaverili, nei quali il livello di sensazione di prigionia era altissimo. AA è stato di aiuto.

Probabilmente in fondo speravo che il lavoro svolto sarebbe servito ad un sogno più grande: annoverare questa pagina fra le “grandi” d’Italia. Una missione più che una speranza, un compito da portare avanti nel nome e per chi ha abbandonato troppo in fretta l’ascesa verso il successo. Per carità, non che fosse semplice, ma la potenzialità che aveva questa pagina era troppo alta per non puntare alle stelle.

Quei desideri a cui tanto ambivo putroppo non si sono realizzati, portando con sè molta tristezza e sensazione di fallimento: alla fine del lockdown la vita è tornata via via al suo decorso naturale, e come questa pure Agenti Anonimi è passato in secondo piano, soverchiato dagli impegni quotidiani. Vani sono stati i tentativi di ripristino, questa splendida realtà era destinata a chiudere.

E fu così che un giorno di settembre ti arriva quel messaggio che in realtà cela ben altro: “Ciao Gian, ma Agenti Anonimi ha chiuso?“. Una domanda capitata diverse volte nella mia chat alla quale ho sempre risposto con un malinconico “Purtroppo, sì…“. E pronti via, dopo una decina di giorni siamo qua, siamo ritornati. Chi se lo sarebbe mai aspettato che dietro a questa conversazione potesse esserci una rinascita della pagina. Il destino alle volte sa essere beffardo, ma questa volta pare ci abbia concesso grazia. Il condizionale è d’obbligo…

Vi sarà sicuramente mancato il nostro storpiaggio dell’italiano al solo scopo di trovare hashtag e titoli alle nostre rubriche. Quella doppia A caratteristica delle pile stilo che nel tempo abbiamo assunto come simbolo, per rivendicare idee, contenuti e fantasia in un mondo poco avvezzo all’originalità e alla produzione di contenuti innovativi.

A me, come unica figura rimasta di quello che fu l’Agenti Anonimi originale, non resta che fare i più grandi auguri a questa combriccola di ragazzi passando il testimone. Siamo rinati dalle nostre ceneri. Siamo ritornati, come l’AAraba fenice