Ormai lo sappiamo, nel calcio contano solo ed esclusivamente i risultati. Nelle conferenze stampa tutti si riempiono la bocca di belle parole, di considerazioni sui valori umani dell’allenatore, del gruppo, dei collaboratori, ma il risultato è l’unico giudice spietato, dinanzi al quale non esiste appello.

Questa volta la vittima di una consuetudine consolidata è stato Luigi Delneri. Un allenatore che ha avuto una buona carriera, senza grandi glorie ma senza dubbio è uno dei nomi più importanti nel panorama dei tecnici italiani.

Delneri è stato esonerato alle 22.45 di lunedì sera mentre era a cena con i colleghi allenatori del gruppo provinciale udinese dell’Aiac. Come riporta il “Messaggero Veneto” la telefonata è durata 25 secondi o forse anche qualcosina meno con il DS Gerolin che ha avuto l’ingrato compito di dare la triste e fredda notizia. Delneri dall’alto della sua esperienza aveva percepito l’insoddisfazione di tutto l’ambiente ed era pronto a qualsiasi decisione della società. Ma ciò che ancora una volta colpisce è il ripetersi di una storia di persone che non sanno più guardarsi in faccia, magari l’esonero anche giusto, sarebbe dovuto arrivare al termine di un confronto “de visu”. Quali siano le cause di questo imbarbarimento dei rapporti umani non è dato sapere, quantomeno sarebbe meglio se ci risparmiassero le solite frasi fatte della supremazia dei valori umani sul risultato sportivo, se non altro per un atto di verità.

Lorenzo Giardini