Naby Keita, Sadio Manè, Kevin Kampl, Dayot Upamecano. Questi sono solo pochi dei talenti che ha creato il Red Bull Salzburg, per noi italiani il Salisburgo. Un modello perfetto di gestione della società con una programmazione partita da lontano e cresciuta pian piano nel tempo, fino a raggiungere un discreto livello europeo (attualmente).

La nota marca di bevande energetiche acquista la squadra principale di Salisburgo nel lontano 2005, rinominando immediatamente quella che era conosciuta come SV Austria Salzburg con il nome appunto della azienda che ha proprio la sede nella città austriaca. Un mezzo perfetto (il calcio s’intende) per la Toro Rosso per farsi pubblicità e associare il proprio marchio ad un club, con una generosa sponsorizzazione a disposizione. Peccato che sia la squadra che l’intero movimento calcistico austriaco siano decisamente lontani dai molti concorrenti europei, e dunque sarebbe servito tanto tempo per ristrutturare il tutto.

Investendo diligentemente anno dopo anno e avendo una grandissima capacità di dilazione, la società è riuscita ad aggiungere tassello dopo tassello al puzzle, ottenendo pian piano risultati che hanno incrementato la capacità evolutiva del club. Innanzitutto si è arrivati al titolo di campione d’Austria (2006/07), riuscendo nell’impresa grazie ad un allenatore internazionale e molto esperto come Giovanni Trapattoni (coadiuvato da Matthaus), mentre si gettavano le basi per costituire un settore giovanile all’altezza. E così è stato: lo scorso anno la squadra Under 19 ha vinto la UEFA Youth League, la Champions League dei giovani, battendo in fila PSG, Atletico Madrid, Barcellona e Benfica.

Con la creazione del RBL Lipsia poi, il potenziale del Salisburgo è aumentato, grazie sopratutto alla maggiore visibilitò dei tanti talenti della cantera austriaca (Keita, Upamecano, ecc). C’è da ammettere che la scelta di virare su un club di un’altra nazione sia dovuta sì ad una questione pubblicitaria, ma anche ad una esclusivamente calcistica, dato che il movimento austriaco non si è ancora adattato al livello del Salisburgo, che è campione incontrastato da 4 stagioni (7 titoli nelle ultime 9). Alla luce di questo, è logico che la Redbull sposti le proprie attenzioni sul fratello Lipsia al momento. Ciò nonostante il modello è stato realizzato talemente bene che il RB Salzburg ha raggiunto per la prima volta dal 1993/94 (finale persa contro l’Inter) un quarto di finale di Europa League, battendo una delle favorite per la conquista finale del titolo (il Borussia Dortmund), dopo anni di prestazioni altalenanti (esempio l’eliminazione dai lussembirghesi del Differdange nei preliminari di Champions League).

Ora il Salisburgo coglie i frutti di questi anni di programmazione intelligente: questa sera l’età media era di 25.1 anni, dove figuravano i 22enni Samassékou, Hwang, il 21enne centrale Culeta-Car (molto promettente) e i 20enni Haidara e Schlager, mentre è solo subentrato il 19enne Wolf.

La domanda ora è questa: questo modello di gestione potrà espatriare oltre i confini austriaci? E soprattutto, senza le garanzie Red Bull potrà perdurare nel tempo questo modello di società?

Di Gianluca Zanfi (@GianlucaZanfi)