L'esultanza della Chapecoense dopo la vittoria in Copa Libertadores

Si è giocata nella notte l’andata della Recopa Sudamericana, sfida che ha visto opposta la Chapecoense ai colombiani dell‘Atletico Nacional. La prima delle due sfida si è giocata in Brasile, in uno stadio gremito in ogni ordine di posto. Ambiente che, ancora una volta, ha fatto la differenza. Le formazioni in campo sono quelle tipo, una sfida così importante, che vale il primo trofeo stagionale, non può che vedere schierati i ventidue migliori da parte dei rispettivi tecnici. Il brasiliano Mancini si è affidato al canonico 4-4-1-1 mentre l’allenatore dell’Atletico ha schierato il suo Nacional con il 4-3-3 con il palese intento di fare la partita e segnare almeno un gol in trasferta. I ritmi in avvio sono abbastanza bassi e, l’importanza della posta in gioco fa si che le due compagini più che offendere siano concentrate a non lasciare potenziali occasioni agli avversari. I primi quindici minuto scorrono così, lentamente, con i padroni di casa che gestiscono il possesso palla ma senza mai rendersi davvero pericolosi. L’impressione è che serva un episodio per sbloccare la partita, anche tatticamente. L’episodio arriva a metà primo tempo quando Bocanegra trattiene l’attaccante avversario che cade in area di rigore, per l’arbitro non ci sono dubbi: rigore per la Chape. Dal dischetto Reginaldo non sbaglia e fa impazzire lo stadio, portando i suoi in vantaggio quando il cronometro segna 24 minuti di gioco. L’episodio ha sbloccato il match e cambiato il canovaccio tattico dell’incontro, ora anche i colombiani devono fare il match per recuperare lo svantaggio ma, così facendo, concedono spazio alle frecce brasiliane nelle ripartenze. La partita è decisamente più gradevole. Prima dell’intervallo Torres sfiora il gol del pareggio, su ottima intuizione di Ruiz, e poco dopo invece Artur va vicino al raddoppio ma, da posizione favorevole, spara alto. Rientrati dagli spogliatoi ecco i primi cambi, dentro Luiz Otavio a rimpiazzare uno spento Grolli. L’Atletico Nacional cresce e prova a spingere. Va ancora vicino al gol con Torres dopo 10′ ma il suo tiro è ben respinto dall’estremo difensore avversario, che gli strozza in gola l’urlo di gioia. Ma dovrà attendere solo per poco l’attaccante colombiano perchè al minuto 60′ riesce finalmente a vincere il proprio personalissimo duello con il portiere e riporta tutto in parità. Manca mezz’ora ed il match sembra in mano ai colombiani, che attaccano per ipotecare la vittoria finale andando ad espugnare il campo della Chape. Ma il calcio è strano, ed è proprio questo il bello. Nel momento di maggior pressione dell’Atletico Nacional, arriva il gol del definitivo 2-1 per la Chape. E’ proprio il subentrato Luiz Otavio che, a quindici minuti dal termine, fa impazzire i tifosi presenti allo stadio e tutti quelli che, dopo la tragedia  avvenuta pochi mesi fa, si sono affezionati alla squadra brasiliana. Termina dunque 2-1 il match di andata della Recopa Sudamericana, il ritorno sarà un altro match da non perdere, con i padroni di casa che vorranno portare a casa il trofeo per festeggiare davanti ai propri tifosi ma, la Chape, in contropiede può provare a punire e rovinare la festa colombiana.

Stefano Gaudino

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