E’ morto questa mattina, a 85 anni, Raymond Kopa, leggenda del calcio francese e stella del grande Real Madrid degli anni Cinquanta. Ad annunciarlo, è stato il figlio, William Boucher: “E’ morto alle 08:15, dopo una ricaduta della sua malattia. Raymond era stato ricoverato domenica.”

“Tornatene in miniera!” Questo, si sentì gridare da tifosi e giornalisti Kopa dopo l’eliminazione della sua Francia dai Mondiali di Svizzera del 1954. Raymond Kopaszewski, nato a Noeux-les-Mines nel 1931, in miniera ci era stato davvero, e non aveva intenzione di tornarci. La sua famiglia, di chiara origine polacca, si era trasferita in suolo francese dopo il Trattato di Saint-Germain en Laye, del 1919, che consentiva ai polacchi di lavorare legalmente nelle miniere della Francia. Kopa, a 14 anni, entra a lavorare in miniera con suo padre e, qui, a causa di un incidente, perde un dito della mano. Un altro suo passatempo, come quello di tanti figli di minatori di quelle zone, è il calcio. Molto spesso, i club di calcio erano legati alle società minerarie e, per mantenere la fedeltà dei loro lavoratori, spesso ingaggiavano i minatori più bravi nella loro squadra di calcio. Non a caso, Kopa si troverà più, avanti a giocare in una Nazionale francese composta da moltissimi giocatori di origine polacca.

Nel 1949, supera un concorso per giovani calciatori a Lille, e viene messo sotto contratto dall’Angers, squadra di Seconda Divisione. Piccolo di statura, Kopa ama partire in velocità sulla fascia e saltare gli avversari, oppure far lanci lunghi perché, da sempre, preferisce fare segnare gli altri che segnare.  Dopo un’amichevole contro lo Stade de Reims, Albert Batteux, allenatore-giocatore del club in cui, molti decenni dopo, giocherà un certo Robert Pires, decide di acquistarlo. Batteux, primo interprete di quello che viene chiamato “Calcio Champagne”, tiene il ragazzino sotto la sua ala protettrice e, una volta appese le scarpette al chiodo, lo lancia come fulcro della squadra. Con lui, i francesi vincono 2 Campionati (1953 e 1955) e due Coppe Latine (1953 e 1956). Dopo la delusione dei Mondiali del 1954, Albert Batteux diventa il CT dei Bleus, e Kopa, in miniera, non ci tornerà davvero mai più. Grazie a lui, i Galletti ottengono una storica vittoria a Madrid contro la nazionale spagnola, che porta i giornalisti di tutta Europa a soprannominare il franco-polacco, autore di una sontuosa prestazione nel ruolo di regista, “Il Napoleone del calcio”.

Raymond Kopa in azione ai tempi della sua prima esperienza allo Stade de Reims.

Quella sera del marzo 1955, Kopa attirò su di sé gli occhi di tutto il mondo, ma, in particolare, quelli di Santiago Bernabeu, presidente del Real Madrid. Le Merengues, hanno già una rosa che gode di campioni assoluti come Alfredo Di Stefano, Francisco Gento e Hector Rial ma, grazie alla vicinanza politica con il Caudillo Francisco Franco, Bernabeu riesce a trovare i soldi adatti per fare una proposta irrinunciabile allo Stade de Reims e al giocatore (52 milioni di franchi al club e uno stipendio di 10 volte superiore a quello attuale al francese). Nei primi mesi del 1956, le due società raggiungono l’accordo, che diventerà effettivo a partire dalla stagione successiva. Il destino vuole che, proprio in quell’anno, la squadra francese raggiunga la finale di Coppa dei Campioni, dove affronterà il Real Madrid. Kopa scende in campo, e disputa una grande partita, ma lui e i suoi compagni cadono a pochi minuti dalla fine, quando Rial segna il 4-3 definitivo.

Le Merengues portano a casa il binomio Coppa-Kopa, che si rivela un importante investimento anche fuori dal campo. Infatti, il francese iniziò una collaborazione con una marca francese di scarpe per commercializzarne alcune paia con il suo nome; poi, si occupò di dirigere un hotel e una tabaccheria, prima di aprire una linea di moda che porta il suo nome. A Madrid, Kopa è più uno sfizio che una necessità: qui, comanda la Saeta Rubia, Di Stefano. E’ lui a decidere come ci si allena e come si gioca. Con Di Stefano al centro e Gento a sinistra, Kopa è costretto a giocare sulla fascia destra, facendo inizialmente molta fatica ad inserirsi negli schemi di gioco degli spagnoli. Col tempo, le cose migliorano, anche grazie all’arrivo di Ferenc Puskas, e le Merengues conquistano 3 Coppe dei Campioni ( 1957, 1958, 1959) e due Campionati (1957 e 1958).

In patria, non gli hanno perdonato il trasferimento in Spagna, perciò, fino al 1958, Kopa è allontanato dalla Nazionale. A ridosso del Mondiale di Svezia del 1958, Batteux lo richiama. In Nazionale, trova Just Fontaine, suo erede allo Stade de Reims: l’intesa tra i due è perfetta. I francesi sono una delle rivelazioni di quel campionato del mondo, e segneranno addirittura 23 gol (13 solo di Fontaine), prima di arrendersi in semifinale contro il Brasile di Didì, Vavà, Pelé e Garrincha. Verrà comunque eletto come miglior giocatore della competizione. Il 1958 rappresenta l’apice della carriera di Kopa: a fine anno, si guadagnerà il Pallone d’Oro – primo francese della storia ad ottenere tale riconoscimento –  e il suo marchio industriale ne risentirà positivamente.

Le stelle del Real Madrid degli anni Cinquanta. Da sinistra: Raymond Kopa, Hector Rìal, Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas e Francisco Gento.

Nel 1959, Kopa torna allo Stade de Reims. Qui, vince ancora due Campionati (1960 e 1962), ma incomincia a subire i primi seri infortuni alla caviglia, che gli impediscono di partecipare alla prima Coppa Henri Delaunay (il futuro Campionato  Europeo per Nazionali). Da lì in poi, la sua carriera sarà in continuo declino: giocherà fino al 1967, scendendo con lo Stade de Reims in Seconda Divisione; si lascerà in malo modo con la Nazionale Bleus, prendendo anche una squalifica di sei mesi in seguito alle sue accuse mosse contro la FFF per via dei contratti dei calciatori professionisti, secondo lui “trattati come schiavi”. In seguito, le sue lamentele saranno ascoltato, e la Federazione introdurrà i contratti a tempo determinato. In questi anni, la vita di Kopa è segnata soprattutto dalla morte di un figlio Denis, morto nel 1963 a causa di un linfoma.

A 42 anni, verrà contattato da Just Fontaine, dt del Paris Saint-Germain, per tornare a giocare. Kopa, rifiuterà, ma prenderà parte ad un amichevole in cui indosserà la maglia dei parigini. Si dice che abbia giocato a calcio a livello amatoriale fino ai 70 anni, quando dovette lasciare per una osteotomia alla gamba.

Questa mattina, sono arrivati anche gli annunci dei due club che hanno segnato la sua carriera:

lo Stade de Reims“Più che lo SDR, è il calcio a perdere una grande stella.”

e il Real Madrid: “Il Real Madrid si unisce al dolore della famiglia e esprime le proprie condoglianze per la sua scomparsa.”

 

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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