Dopo 105 anni di storia il Modena Football Club 1912 muore. Un duro colpo al cuore per tutto il calcio italiano, per una squadra che è sempre stata presente negli almanacchi del calcio italiano

Stagione dopo stagione, i Canarini sono sempre stati presenti nei campionati professionistici italiani. Certo non si sono contraddistinti per i campionati vinti o la partecipazione alle coppe europee, ma ogni anno abbiamo potuto trovare il logo gialloblù e le figurine dei suoi calciatori sull’album della Panini che, scherzo del destino, ha sede proprio nella città emiliana. Una presenza fissa dati i 28 massimi campionati disputati (con uno storico 3° posto nel 1946/47), i 50 di Serie B (la terza per partecipazioni) e i 22 di Serie C (più uno di C2).

Il Modena Fc stagione 1962/63 che diputò la Serie A (Fonte Wikipedia.org)

Ebbene, oggi si compie quello che non è mai accaduto a questa società in 105 anni di storia: è una delle poche squadre che non è mai sceso nelle divisioni dilettantistiche, oltre a non aver mai subito retrocessioni d’ufficio o annullamenti di promozioni e, soprattutto, non è mai fallita. 3 motivi di vanto che da oggi (in attesa dell’ufficialità), non saranno più validi, data la radiazione che arriverà nei prossimi giorni.

La radiazione

Oggi alle ore 18.30 si sarebbe dovuta disputare la 12° giornata di Serie C, che vedeva il Santarcangelo ospitare il Modena al Valentino Mazzola. Purtroppo, nessun calciatore scenderà in campo oggi. I motivi sono legati ad uno sciopero indetto dai calciatori gialloblù, viste le mensilità non ancora saldate di luglio e agosto 2017, e il rifiuto della Serie C di rinviare la partita (come già avvenuto con il Fano) o di far scendere in campo la Beretti.

Stando al regolamento della FIGC (NOIF – Art.53 comma 5) infatti, dopo quattro partite nella quale una società non si presenta a disputare una gara, è automaticamente esclusa dal campionato o dalla manifestazione in questione. Vista la non disponibilità di “mura amiche” nelle quali disputare le gare contro Mestre e Albinoleffe (gare soggette a ricorso, ma che non verrà accettato), sono arrivati i primi 2 ko a tavolino, mentre il successivo sciopero dei calciatori ha portato a non giocarsi la partita col Padova, seguita da quella odierna con il Santarcangelo. Quarto match non disputato, radiazione definitiva alla quale manca solo l’ufficialità.

Inutili i tentativi di rianimare il Modena negli ultimi giorni come nelle ultime ore: da un tentativo dell’Azionariato Popolare, che riunisce semplici tifosi modenesi senza avere un sostegno economico saldo, ad un altro colpo di defibrillatore dato dell’architetto Salerno, già vicino a Caliendo negli scorsi mesi per rilevare la società. Tutto vano, non c’era già più niente da fare.

E ora, che ne sarà del Modena?

In attesa dell’ufficialità della radiazione, l’attuale presidente Taddeo depositerà istanza di fallimento, la quale andrà a coprire il fallimento concordato attuato dal suo predecessore. Questo porterà alla scomparsa del Modena F.C. non solo da un punto di vista sportivo (perderà il nome e lo stemma), ma anche economico. Dalla prossima stagione, come garantito dalle normative FIGC, la società potrà ottenere un titolo per partecipare alle Serie D o all’Eccellenza, ovviamente in base alla disponibilità dell’eventuale futuro acquirente.

Nel frattempo almeno alle squadre giovanili è stato garantito il regolare svolgimento dei rispettivi tornei fino alla fine della stagione, per non alterare quantomeno la loro crescita sportiva. Poi, ovviamente, scompariranno insieme alla prima squadra.

In attesa dell’ufficialità, non ci resta che piangere la scomparsa del Modena F.C., che da qui a qualche giorno cesserà di esistere. Un altro pezzo di storia del calcio italiano che se ne va, purtroppo.

Di Gianluca Zanfi (@GianlucaZanfi)