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Nel Milan è ormai ai margini del progetto targato-Montella (5 presenze e 95 minuti complessivi), e così Keisuke Honda finirà col dedicare più tempo ad una carriera che sin qui era rimasta decisamente all’oscuro di tutti: in pochi, infatti, conoscevano la storia svelata da ExtraTime, e riguardante il fatto che la stella del Giappone è da oltre un anno proprietario di un club.

E qui il pensiero comune farebbe pensare ad una società giapponese di minor cabotaggio, e invece la realtà è ben diversa: Honda, infatti, ha investito nel giugno del 2015 nell’SV Horn, club con sede in una città a 30km dal confine tra l’Austria e la Repubblica Ceca, che ha strappato pochi mesi fa la promozione in Erste Liga (la Serie B locale). La Honda Estilo, l’azienda di famiglia, ha infatti acquistato il 49% del club, diventandone il socio di maggioranza e rivoluzionandone la rosa, lo staff e il parco dirigenziale: un investimento strano per un giocatore tuttora in attività, che però ha alle sue dipendenze circa 50 scuole calcio in Giappone con 1500 giocatori sotto contratto, e rappresenta uno dei brand più ”redditizi” del paese nipponico.

Sin dal momento dell’acquisto dell’Horn, Honda si è dimostrato ambizioso: ‘‘Il nostro obiettivo è quello di portare l’Horn in alto. Entro tre anni vogliamo il titolo austriaco, con la qualificazione ai gironi di Champions League entro 5 anni”. Frasi che ricordano le farneticazioni del presidente del Pavia Zhu, ma il buon Keisuke sembra fare sul serio, e investe dai 3 ai 5 milioni l’anno per portare in alto il club: un investimento che sin qui non sta dando i frutti sperati, dato che l’Horn sta soffrendo il salto di categoria ed è 8° su 10 squadre nell’Erste Liga (19 punti in 20 gare), a due soli punti dalla retrocessione, ma l’Austria è calcisticamente strana (l’Austria Vienna fallì nel tentativo di diventare una potenza nei primi anni 2000, mentre ora l’Altach è primo con un budget da 5.5mln), e questo fa accrescere le speranze di una società che è diventata un’autentica isola giapponese in Austria. 

L’Horn, infatti, non ha solo la proprietà giapponese con Honda, ma anche il presidente (Yoji Honda, cugino di Keisuke), l’allenatore Masanori Hamayoshi (ex giovanili di Nova Gorica e Domzale, oltre ad aver fatto da vice del Nagoya Grampus) e ben sei giocatori, tra i quali spicca Shuichi Gonda: il portiere classe ’89 (3 presenze nei Samurai), in prestito dall’FC Tokyo, ha infatti fatto parte della rosa del Giappone nei Mondiali 2014, e dunque stupisce la sua presenza in una squadra di B austriaca. È stato proprio Honda a convincerlo a giocare per la sua squadra, e fare da chioccia agli altri giapponesi in rosa: il difensore Mikki Havenaar (difensore classe ’95, fratello dell’attaccante ex Vitesse), i centrocampisti Mizuki Arai (classe ’97, ex Urawa Legend), Kenta Kawanaka (’97, ex Hatsushima) e Rintaro Hajima (’93, ex Meiji), e l’attaccante-saetta Shota Sasaki (classe ’93 e 163cm, ex Sapporo).

A loro si aggiungono il coreano classe ’98 Kim e la punta italoargentina (ex Tokushima Vortis, ultima squadra dell’attuale tecnico dell’Horn) Nicolas Orsini, che vanno a completare la truppa proveniente dall’Asia, per un mix che sta facendo storcere il naso ai giornalisti e tifosi locali: Honda si è difeso dicendo che ”non vogliamo creare una squadra con 11 giapponesi titolari, ma una sinergia tra i prodotti delle nostre scuole calcio ed i talenti locali”, e in effetti guardando la rosa dell’Horn (che comprende molti austriaci e l’ex ADO Den Haag Kevin Tano), non possiamo dargli torto.

Riuscirà il giapponese nel suo intento di portare l’Horn in tipico-Bundesliga e renderlo una potenza del calcio austriaco? La strada al momento sembra ancora molto lunga, e dunque è più pronosticabile un disamoramento del trequartista del Milan, che però al momento sembra molto entusiasta di quest’avventura da ”padrone”: il suo Horn, infatti, fa mille spettatori in Austria (in uno stadio, la Waldviertler Volksbank Arena, da 3500), ma le gare del club biancazzurro sono viste da 30mila spettatori a partita in Giappone, facendo rendere al massimo la vendita dei diritti tv nel paese natale del 10 rossonero.

E chissà che, se mai l’Horn dovesse davvero centrare la tipico-Bundesliga, Keisuke Honda non decida di chiudere la carriera proprio nel suo club austriaco, che sin qui era ignoto ai più…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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