Ieri pomeriggio, il Paris Saint-Germain ha battuto per 4-0 il Montpellier e ha così riscattato il ko contro il Lione della scorsa settimana. La squadra di Unai Emery è sempre salda al comando della classifica con 59 punti.

Il primo dei marcatori è stato Edinson Cavani. Per l’attaccante uruguaiano, in Francia dall’estate 2013 dopo un triennio al Napoli che ho la ha visto timbrare la bellezza di 104 reti, non si tratta di un gol qualsiasi.

Grazie alla zampata con cui ha trafitto il portiere avversario Lecomte, Cavani ha raggiunto uno storico primato: è divenuto il miglior bomber della storia del Paris Saint-Germain. I suoi gol totali sono infatti 157.

Il giocatore che ha superato è un certo Zlatan Ibrahimovic, un profilo sicuramente non secondario e che dalle parti de “Il Parco dei Principi” (e non solo) ha lasciato il segno in ben più di un’occasione.

Per la cronaca, a completare il podio c’è Pedro Miguel Pauleta, attaccante portoghese ora ritiratosi e fermatosi a 109 gol. Ha vestito la maglia del PSG dal 2003 al 2008.

In primo impatto, potrebbe sembrare quasi superfluo scrivere del record del centravanti ex Napoli e Palermo. È facile cadere in discorsi quali il livello non estremamente difficile della Ligue 1 oppure la netta superiorità della squadra parigina rispetto alle altre.

Per Cavani questo risultato vale molto di più, perché il suo percorso nella capitale francese non è stato di certo facile. Nel primo periodo, vale a dire fino a due stagioni fa, ha dovuto cercare di convivere con Zlatan Ibrahimovic, calciatore propenso a concentrare il gioco su di sé, togliendo così spazio agli altri compagni di squadra. Molto spesso Cavani era costretto ad agire quasi da esterno, ruolo a lui  ben poco consono.

Quest’estate, invece, il club di Al-Khelaifi ha acquistato Neymar e Mbappé, due stelle con la voglia di vincere e di incantare.

Ebbene, se col secondo il centravanti nativo di Salto non ha avuto alcun tipo di problema, con il brasiliano proveniente dal Barcellona non è stato così. Per settimane si era infatti parlato della lite tra i due in quanto Cavani non avrebbe voluto far calciare il rigore a Neymar. Si vociferava persino un clamoroso addio dell’attaccante uruguaiano.

È sempre lui a dover ricoprire il ruolo della c.d. vittima sacrificale.

Ma Edinson non ha mai mollato ma, al contrario, ha sempre tenuto duro, sacrificandosi e lottando fino all’ultimo.

Questo record vale dunque molto più di altri, come tutti quelli conquistati dopo aver superato numerosi ostacoli.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)