River Plate

È una festa che arriva con due settimane di ritardo, dopo il disastro organizzativo del Monumental: allora il governo argentino perse una grande occasione, non assegnando una scorta al bus del Boca Juniors e ”consegnando” gli xeneizes all’aggressione delle barra bravas del River Plate, che assaltarono il coche a suon di sassate e gas al peperoncino. Molti i giocatori intossicati, con Lamardo e Pablo Perez feriti dalle schegge e costretti a un rapido ricovero ospedaliero per rimuoverle: il Boca Juniors si rifiutò di giocare, mentre fuori dal Monumental impazzavano gli scontri tra gli ultras che volevano entrare senza biglietto e la polizia. E la CONMEBOL, dopo giorni di tensione (con tanto di richiesta di 3-0 a tavolino degli xeneizes: secco no), ha deciso che questa gara andava giocata fuori dall’Argentina e dal Sudamerica: una sconfitta per un continente intero, un’opportunità per la Spagna, che ospita la finale a Madrid e nel Santiago Bernabeu. L’impegno spagnolo ospita la SuperFinal 2018, l’ultima andata e ritorno per quella che è stata ironicamente ribattezzata ”Copa Conquistadores” (il trofeo intitolato a Bolivar e ai liberatori del Sudamerica gioca infatti l’atto conclusivo in Spagna e nella terra dei conquistadores=, col River Plate che ufficialmente gioca in casa: ci sono almeno 20mila tifosi argentini, ci sono molti più tifosi europei e tanti grandi giocatori (Cristiano Ronaldo, Messi, Torreira e non solo). Tutti pronti a godersi uno spettacolo mai visto, e che probabilmente non si vedrà mai più.

COPA LIBERTADORES 2018: LE SCELTE DEI TECNICI– Rispetto alla gara che si doveva giocare due settimane fa, cambiano gli schieramento. Il River Plate, privo dello squalificato Borré e di Scocco infortunato, recupera Ponzio: c’è lui a guidare la mediana folta scelta da Gallardo, che schiera i suoi con un 4-3-2-1. In porta Armani, difesa con Montiel-Pinola-Maidana-Casco (e Martinez Quarta in panca), mediana con Enzo Perez e Palacios (che potrebbe giocare qui in futuro: è vicino al Real Madrid) ai lati di Ponzio, e poi Nacho Fernandez e il Pity Martinez a supportare Lucas Pratto. Schelotto invece recupera l’acciaccato Pavon, ko all’andata, ma soprattutto recupera a sorpresa Esteban Andrada dopo la frattura alla mandibola riportata contro il Cruzeiro. C’è lui in porta al posto di Rossi, con Buffarini-Izquierdoz-Magallan-Olaza in difesa, Pablo Perez regolarmente a centrocampo con Barrios e Nandez, attacco con Pavon e Sebastian Villa ai lati del Pipa Benedetto, che torna titolare. E gli xeneizes hanno una panchina-monstre, a differenza di un River povero di alternative: dal banquillo possono entrare Tevez, Zarate, Gago e Abila. Un lusso.

LA PARTITA: BENEDETTO CHIAMA, PRATTO RISPONDE. SI VA AI SUPPLEMENTARI– È il Boca Juniors a partire meglio al Bernabeu: gli xeneizes aggrediscono il River e non lo fanno ragionare, in una prima frazione dominata dal nervosismo e dalla paura di sbagliare. Il primo sussulto è per Maidana, che sfiora l’autorete dell’ex (ha giocato anni nel Boca), mentre il River Plate è poco pericoloso inizialmente e si fa vedere giusto con una conclusione dal limite di Nacho Fernandez. La sfida si gioca a ritmi alti, ed entrambe le squadre cercano di prendere il controllo della mediana: ci riesce per qualche minuto il Boca Juniors, che va a fiammate, attacca con molte palle inattive e ha una grande occasione con Pablo Perez, il cui tracciante attraversa tutta l’area senza che Nandez riesca a toccare. Il gioco è spezzettato, il River è poco pericoloso davanti (il Pity Martinez è un assente ingiustificato), e il Boca Juniors ne approfitta: Armani anticipa Benedetto ed evita un gol, mentre poco dopo il River Plate spreca un grande contropiede. La giocata che sposta gli equilibri arriva al 43′, e parte da un grande spavento per il Boca Juniors: Andrada ha un momento di follia e passa la palla ai Millonarios, che sprecano tutto. Da lì parte il letale contropiede degli xeneizes: Nandez aziona Darío Benedetto, che manda al bar Pinola e Maidana (scivolano entrambi) e fulmina Armani in uscita. 1-0 Boca e linguaccia del Pipa (5° gol negli ultimi 6 tiri: il sesto è quello che gli parò Armani all’andata, minuto 91) agli avversari, che attaccano furiosamente nel recupero: non cambia nulla, e il Boca Juniors chiude avanti sull’1-0 al Santiago Bernabeu. È stato un primo tempo al di sotto delle attese, e con due ammoniti pesanti: Ponzio e Pablo Perez, i giocatori più esperti nonchè capitani, sono gli unici che hanno subito il cartellino giallo.

La ripresa parte con un River Plate subito aggressivo, che sfiora la rete con Nacho Fernandez su un ottimo suggerimento di Lucas Pratto: i Millonarios, che inseriscono Quintero al posto di Ponzio per riguadagnare campo, hanno una tempra diversa e aggrediscono il Boca, mettendolo in difficoltà in una gara che li ha visti dominare nel possesso palla (68% River). E meriterebbero un rigore: Andrada travolge Pratto in uscita senza toccare minimamente la palla, rimane qualche secondo a terra e forse impietosisce arbitro e VAR, che sanciscono un assurdo fallo in attacco negando il penalty. Pratto si prende la sua rivincita al 68′, segnando la rete dell’1-1: Nacho Fernandez e Palacios fanno un triangolo d’alta scuola in velocità, col giovane mediano che serve l’ex Gimnasia di tacco, e la sfera viene poi passata all’ex Genoa, che spiazza Andrada. 1-1 River, poco dopo che Schelotto aveva sostituito Benedetto (primo giocatore a segnare all’andata e al ritorno in finale e semifinale) con Abila: il Boca Jrs aveva perso campo, e si vede annullare il terzo vantaggio in questa finale. Il River cresce, il Mellizo inserisce Gago per abbassare i ritmi e, dopo aver battuto una punizione a due in area (non si vedevano da un po’) per un errore arbitrale, il Boca porta a casa l’1-1 a fine tempi regolamentari: acciacco finale per Nandez, che resta però in campo, e finale che si deciderà ai supplementari.

I SUPPLEMENTARI: QUINTERO SBLOCCA IL MATCH, IL PITY CHIUDE IL DISCORSO. RIVER CAMPEON!– L’overtime si apre con l’episodio che può spaccare la partita: Wilmar Barrios, grande protagonista della Libertadores del Boca Juniors, commette un fallo ingenuo e viene espulso per doppia ammonizione al 92′. Schelotto reagisce inserendo Jara, e schierandolo alto a destra, con Pavon dall’altra parte in un 4-4-1 difensivo. E Biscay, vice di Gallardo e suo facente funzioni, risponde osando: fuori Palacios, dentro il giovane attaccante classe 2000 Julian Alvarez, che fa il suo debutto internazionale nel Superclasico più importante della storia e al Bernabeu, e ha giocato la prima da titolare solo pochi giorni fa. Si presenta bene, sfiorando la rete con una conclusione a lato di poco al 102′: il River Plate aggredisce, il Boca Juniors soffre in 10, e con Nandez acciaccato e Andrada coi crampi. Altri 15′ di sofferenza per i giocatori, che ripartono nuovamente dall’1-1.

Succede tutto nel secondo tempo supplementare, dove il River Plate conquista la sua Copa Libertadores nella sfida più sentita (e nell’ultima finale andata/ritorno: nel 2019 gara secca a Santiago del Chile). Il vantaggio arriva al 108′: una grande azione palla al piede dei Millonarios libera al tiro Juanfer Quintero, che trova un grandissimo gol col suo splendido sinistro. River Plate avanti, e Boca Jrs che inserisce Tevez per Buffarini e fa saltare gli schemi. L’azzardo non funziona, perchè Gago lascia i suoi in 9 per infortunio (l’ennesimo contro il River) dopo una brutta caduta, e perchè Andrada perde la testa: il portiere ex Lanus inizia a giocare alla Higuita, uscendo dalla sua area e diventando un regista avanzato. Non ci riesce, passa oltre due minuti nell’area avversaria e ”propizia” la rete che chiude il match: senza Andrada a difendere i pali, il River Plate fa un contropiede due-contro-zero, con Quintero che serve Gonzalo Martinez (MVP della Libertadores). Il Pity si fa 60m palla a terra in solitaria e deposita la sfera in porta per il 3-1 finale al 121′: un minuto prima, palo del Boca Jrs con Jara, nella più classica delle sliding doors. La Copa Libertadores è del River Plate, la quarta della sua storia (eguaglia l’Estudiantes), la seconda di Marcelo Gallardo: il Muñeco ha vinto nove titoli da tecnico coi Millonarios e una Libertadores da giocatore, ed è uno dei più vincenti del Sudamerica (2 Libertadores, 2 Recopa Argentina, una Copa Sudamericana, 2 Copa Argentina e una Copa Suruga Bank). Non dovrebbe approdare subito in Europa, nonostante le sirene francesi (Monaco e Marsiglia), mentre potrebbe lasciare l’Argentina Guillermo Barros Schelotto: è vicino all’Atlanta United e all’MLS, e verrà aspramente criticato per come ha gestito questa partita. Intanto, però, il River può esultare: la Copa Libertadores è sua, e anche la qualificazione alla prossima edizione.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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