Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Radio Anch’io Sport, in onda su Radio 1. Queste le dichiarazioni del nuovo tecnico viola.

Nazionale? Noi italiani cerchiamo di trovare sempre negatività anche quando le cose vanno bene. C’erano 20 assenti, ma quelli che sono rimasti hanno capito la filosofia e la cultura di gioco. Complimenti al tecnico, ma questo è un lavoro che parte davvero da lontano, dal 2010-12″.

Se la mia Fiorentina ha qualcosa del CT Mancini? Molti parlano di sistemi di gioco, ma il concetto va interpretato. Bastoni e Acerbi giocano a 3 nei loro club, ma ieri sera non hanno avuto problemi in una linea a 4. Il gol di Berardi è da vedere e rivedere. E’ chiaro poi che se hai un Roberto Baggio non gli puoi chiedere di giocare di prima, ma adattarsi a questi schemi è più facile. Cosa c’è di diverso? La base: c’è molta scelta, varietà di uomini e di schemi. Il nostro calcio viene seguito con molta attenzione, nel suo passaggio da difensivo ad offensivo. I nostri allenatori stanno facendo un grande lavoro”.

La mia carriera sarebbe stata diversa senza la Nazionale? Coi se e i ma non si ottiene nulla. La Nazionale concede di conoscere persone di spessore e di diventare abbastanza popolari, l’Italia del pallone è di tutti, specie in momenti bui come questo. Dobbiamo salvaguardare la nostra rappresentativa, magari concedendole due mesi in blocco… Alcuni presidenti si lamenterebbero meno. Il nostro calcio deve puntare sempre sui giovani”.

La Fiorentina può puntare alla Champions? Come ho detto ai dirigenti, ci sono ottime potenzialità, ma non possiamo porci un obiettivo se non quello di crescere come squadra e come mentalità. Anche nel mio primo ciclo a Firenze abbiamo festeggiato la salvezza al primo anno, per poi alzare l’asticella. Il gruppo deve essere cementato al meglio”.

Cutrone? Ho tre giocatori con ottime qualità, ma non devono pensare di essere già arrivati. Per un miglioramento individuale, devono lavorare molto sui tempi di gioco in base alla disposizione dei compagni. Patrick spende molte energie in movimenti che potrebbe evitare, un attaccante come lui dovrebbe concentrarsi sulle mosse mirate”.

Ribery? Al di là dei sistemi di gioco, che come ho detto sono ormai superati, quando hai un valore aggiunto come lui, non puoi dargli sulle spalle tutta la squadra. Lui è abituato, ma sarebbe interessante vederlo in zone del campo finalizzate alla realizzazione più che alla costruzione offensiva del gioco”.

Io in società con Sarri allenatore? Fantacalcio. Io alla Fiorentina chiedo solo di poter dimostrare di essere ancora un allenatore di livello, a Barone ho detto scherzando che tra qualche mese saranno loro a chiedermi di rimanere. Ho trovato una dirigenza che sta cercando di creare una famiglia. E’ chiaro che ci possono essere delle divergenze, ma si risolvono in famiglia appunto. Ai ragazzi ho detto che hanno un tifoso come allenatore, conosco benissimo la piazza, che chiede molto ma ti dà tutto. Tornare dopo 5 anni straordinari è difficile, ma sono convinto di poter fare bene”.