Il campionato portoghese è a rischio sospensione per una giornata. Il 15 dicembre, infatti, gli arbitri della Liga lusitana minacciano sciopero, a causa delle accuse di malafede e corruzione loro rivolte da calciatori e dirigenti nelle ultime settimane. Niente addetti al Var e quarto uomo, rimarrebbe solo il guardalinee.

La protesta doveva scattare questo weekend, quando 73 dei 76 arbitri si sono detti disponibili a non fischiare. Quando si è paventata la possibilità di usare giocatori come arbitri, soluzione consentita dal regolamento in mancanza di alternative, l’Aia portoghese ha acconsentito a spostare il reclamo a dicembre, specificando che insinuazioni di accordi o corruzione non saranno più tollerate. La dilazione è stata decisa da una riunione dell’Associazione arbitri, durata fino all’alba, per rispettare le regole che prevedono un preavviso di almeno venti giorni in caso di scioperi simili.

Tutto potrebbe ancora cambiare, ma lo scenario peggiore è ancora lì sul tavolo. Nel caso, si dovrebbe fare una riunione tra la dirigenza dei club prima delle partite, che individuino un sostituto di comune accordo. Se l’intesa non arriva, si procede a un sorteggio tra le due squadre, chi vince può nominare un suo uomo di fiducia. Che sarebbe un giocatore di uno dei due club, quindi ancor più di parte di un arbitro “fazioso”. Una scappatoia davvero estrema, che rischierebbe di gettare un’onda di ridicolo sul campionato. Più probabile, nel caso, una sospensione della giornata, da recuperare in primavera.

La condizione che gli arbitri “psicologicamente non pronti” hanno posto è che vengano prese entro tempi brevi delle sanzioni adeguate per chi ha ingiuriato il nome dell’Associazione. Ora la palla passa alla Federcalcio, che dovrà scegliere quale linea seguire. Se si arrivasse allo scenario estremo, si creerebbe un precedente clamoroso, che potrebbe essere imitato anche all’estero, limitando il potere negoziale e l’immagine della classe arbitrale in vicende simili.

Stefano Francescato