La rivoluzione perpetua è ormai la costante della Roma americana. Dopo Sabatini e Monchi, tocca ora al neo DS Gianluca Petrachi l’arduo compito di mantenere la squadra giallorossa competitiva nonostante le cessioni di cui ogni anno ha bisogno.

Dopo aver toccato l’apice un anno e mezzo fa con la semifinale di Champions League, la Roma ha subìto poi un continuo livellamento verso il basso che l’ha portata alla disfatta della scorsa stagione conclusasi con un 6° posto e una umiliante Coppa Italia. La Caporetto romanista è stata devastante e ha portato la società giallorossa ad una rivoluzione totale che non ha fatto prigionieri, su tutti il ds Monchi considerato il principale autore del fallimento. Il 25 giugno è stato ufficializzato Petrachi come nuovo direttore sportivo. Il salentino era in realtà al lavoro per la Roma già da più di un mese con l’intenzione di portare nella capitale Antonio Conte e costruire una squadra di nuovo competitiva. Sfumato Conte è arrivato Fonseca, ufficializzato per assurdo 15 giorni prima di Petrachi, allenatore giovane e moderno da cui far ripartire la nuova Roma.

In due anni i giallorossi sono passati dal duo SzczesnyAlisson a OlsenMirante. Considerando comunque l’ex Bologna una buona riserva è evidente il downgrade tra i pali. Petrachi per risolvere questa situazione ha deciso di investire molto. I 23,5 milioni di euro spesi per Pau Lopez rendono il portiere classe ’94 il 9° portiere più costoso della storia del calcio. Nonostante la giovane età l’ex Betis porta con sé già 150 presenze tra i professionisti.

Il pacchetto difensivo è stato a fine giugno orfano del suo punto fermo: Kostas Manolas. Per sopperire ai problemi di bilancio è stato infatti sacrificato il greco, soprattutto a causa della trattativa DzekoInter che fin da subito stava presentando diversi problemi. Con il numero 44 passato al Napoli, Petrachi ha deciso di affiancare a Fazio e Jesus Gianluca Mancini, Mert Cetin e Chris Smalling. L’ex Atalanta è arrivato nella capitale in prestito oneroso (2 mln) con riscatto obbligatorio fissato a 13 mln più un massimo di 8 mln di bonus. Una bella cifra per il classe ’96 che ha però impressionato nei due anni a Bergamo, con tutta probabilità si prenderà un posto da titolare. Colpo a sorpresa è stato quello di Smalling arrivato in prestito secco (3 mln) e che porta con sé ben 323 presenze con il Manchester United, non l’ultimo arrivato ma difficilmente supererà le performance di Manolas. La super scommessa è rappresentata da Cetin. Il classe 1997 arriva a Roma dopo aver disputato un anno in terza divisione turca e due in seconda. Sarà tutto da scoprire. Sulle fasce sono arrivati due rinforzi importanti con Zappacosta che permetterà a Florenzi di salire tra i tre alle spalle di Dzeko e con Spinazzola che sarà una validissima alternativa a Kolarov. L’ex terzino della Juventus è rientrato nello scambio che ha portato Luca Pellegrini in bianconero fruttando ad entrambe le società corpose plusvalenze. E’stata sicuramente questo il reparto che ha subìto più variazioni. La cessione infine di Marcano al Porto ha generato una piccola plusvalenza, Karsdorp è tornato in prestito al Feyenoord.

Il centrocampo, dopo la traumatica perdita di Daniele De Rossi, ha visto l’arrivo di buoni interpreti come Amadou Diawara (rientrato nell’operazione Manolas) e soprattutto Jordan Veretout che arriva a Roma con l’intenzione di prendere al più presto la regia della squadra di Fonseca. In uscita Petrachi ha dovuto smaltire, e non poco, la rosa con le cessioni di Nzonzi, Gerson, Gonalons e Coric. Importantissimo è il rinnovo arrivato il 14 agosto di Nicolò Zaniolo che lega il suo nome a quello della Roma fino al 2024.

Già a marzo sembrava arrivata al capolinea l’avventura in giallorossa di Edin Dzeko con Antonio Conte pronto ad accoglierlo a Milano sponda nerazzurra. Il 16 agosto è arrivato invece un inaspettatissimo rinnovo fino al 2022 che garantisce a Fonseca un attaccante di primissimo livello. Poco più di un mese prima è arrivata però il cocente addio di un El Shaarawy che aveva dimostrato nelle ultime due stagioni, l’ultima specialmente, di aver raggiunto una maturità che gli permetteva di mettersi ormai la squadra sulle spalle. I 13 milioni annui offerti dallo Shanghai Shenhua hanno però convinto il Faraone a salutare il vero calcio e a trasferirsi in Cina per circa 16 milioni di euro. Altro rinnovo fondamentale a livello tecnico e ambientale è quello di Under avvenuto subito dopo quello di Zaniolo, il turco prolunga con la Roma per altri 4 anni. Punta di diamanta è però senza ombra di dubbio Henrikh Mkhitaryan che garantirà a Fonseca un’ottima arma da utilizzare in tutti e tre i ruoli alle spalle di Dzeko. Operazione importante è stata infine quella che ha portato al Lipsia l’acquisto più oneroso della storia della Roma. Parliamo di Patrick Schick che dopo due anni in ombra, in cui ha dimostrato ben poco, è stato ceduto in prestito oneroso (3.5) con diritto di riscatto a 28 mln alla squadra tedesca. Al suo porto è arrivato dall’Atletico Madrid Nikola Kalinic in prestito a 2 milioni con riscatto fissato a 9. In uscita Defrel, Verde e Sadiq sono stati sacrificati per motivi tecnico-finanziari.

Se sarà un mercato buono, ottimo o rovinoso ce lo dirà solo il campo. E’ però evidente che Petrachi ha fatto una campagna acquisti oculata, funzionale e soprattutto attenta ai conti del club, evitando quindi follie come quella che portò a Roma Pastore, Nzonzi e Defrel per un complessivo di circa 65 milioni di euro. Come sempre ora però, parola al campo…

Gianmarco Ricci (@RicciGianm)