Mors tua, vita mea. I latini non si sbagliavano, volenti o nolenti va sempre a finire così. Se da una parte c’è la tifoseria del Benevento (in 1600 in trasferta) che gioisce, quella di casa versa lacrime amare.

Lacrime amare perchè si è conclusa con il peggior epilogo possibile: la mancata vittoria. Tutte e due le squadre sapevano dell’importanza della partita e si vede: i 22 in campo non si risparmiano un metro, non tirano indetro la gamba e ci mettono tutti loro stessi. Il Perugia prova a fare la partita, il Benevento si difende in maniera efficacie e prova a far male di rimessa e su palle inattive. Il primo tempo finisce 0-0, dove l’unica notizia degna di nota è l’ammonizione di Puscas, che salterà la finale d’andata.

Nel secondo tempo c’è poco spazio per la tattica e molto per il cuore e la confusione. Mister Bucchi manda dentro tutti gli attaccanti, Baroni controbatte piazzando il bus davanti a Cragno e facendo uscire dalla panchina tutti i difensori. Ad avere la meglio sembra essere il Benevento che, da azione da angolo, trova il vantaggio proprio con Puscas. Nel finale tanti palloni in area dei campani e proprio da una confusa iniziativa arriva il gol di Nicastro. 1-1 ma passa il Benevento, grazie al gol di Chibsah all’andata.

La finale di andata sarà Carpi-Benevento, con le streghe che si giocherano l’intera stagione al ritorno tra le mura amiche. Saranno 180 minuti di fuoco: siete pronti?

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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