Mettiamo sin da subito in chiaro le cose: il 2018 per la Juventus è stato un anno stellare. Non vi è termine più appropriato di questo e lo si evince analizzando qualche semplice dato: 101 punti conquistati (record europeo), 100 gol messi a segno, zero sconfitte in trasferta in campionato e 22 clean sheet su 36 gare disputate. Ma, ovviamente, i momenti di passione (in entrambe le declinazioni del termine) non son mancati.

LA DISFATTA ALLO STADIUM E LE VITTORIE IN EXTREMIS

Sono tre in Serie A le partite che hanno fatto la differenza nella stagione passata, quando la Juventus era costretta a recuperare il terreno perduto dal Napoli, che dominava, sin dall’inizio della stagione, il campionato italiano.
Il primo momento da incorniciare è assolutamente quella prodezza di Paulo Dybala all’Olimpico, contro una Lazio ostica e complicata da affrontare per chiunque, specialmente in trasferta. Una partita tirata, uno 0-0 quasi scritto, se non fosse stato per l’argentino, il dieci bianconero, la Joya che ha regalato una gioia immensa a tutti i suoi tifosi in pieno recupero, mettendo in rete un gol stupendo che ha stravolto anche i piani dei partenopei, i quali, dopo qualche ora, usciranno sconfitti dal San Paolo per mano della Roma.


Impossibile da scordare poi quella vera e propria mazzata, quella disfatta casalinga nel match clou della stagione che poteva valere l’intera posta in palio. Una gara disputata dalla Juventus in maniera scialba, timorosa, svogliata al cospetto di un Napoli pimpante, dominatore in lungo ed in largo per ampi tratti della partita, sino al culmine, inevitabile, del vantaggio: uno stacco perentorio di Koulibaly che faceva pendere l’ago della bilancia verso la Campania. Un colpo che poteva rivelarsi fatale, un macigno da metabolizzare il prima possibile, anche perchè di tempo a disposizione ne era rimasto davvero poco e perdere lo Scudetto, il settimo consecutivo, avrebbe rappresentato, senza girarci troppo attorno, un fallimento.

Fortunatamente per i bianconeri la stagione non andò a rotoli. Decisiva, allo stato dei fatti, fu la trasferta a San Siro, contro l’Inter di Spalletti, intento a far passare agli uomini del suo corregionale Allegri una serata da incubo. E non ci andò tanto lontano: dopo l’iniziale vantaggio bianconero, l’espulsione di Vecino, quella mancata e costantemente discussa di Pjanic, la reazione dei nerazzurri fu perentoria. Svantaggio ribaltato e, a pochi minuti dalla fine del match, Juventus sotto per 2-1. Poi l’impensabile: scambio tra Dybala e Cuadrado, col colombiano ad infilare Handanovic da posizione quasi impossibile ed infine l’apoteosi, con Higuain a trafiggere nuovamente il portiere interista con un’incornata da posizione ravvicinata.

UNA CHAMPIONS IN AGRODOLCE

Sono molti gli istanti che possono esser ricordati riguardo la passata Champions League, ma due su tutti rimarranno impressi nella mente dei tifosi bianconeri: la rimonta sul Tottenham a Wembley ed il doppio confronto col Real Madrid.

Dopo il 2-2 rimediato nella gara d’andata, infatti, i ragazzi di Allegri si erano ritrovati sotto 1-0 in casa degli Spurs e rimettere in sesto le cose, anche al cospetto di quella cornice splendida ma allo stesso tempo non favorevole, non era un compito per niente facile. Ci hanno pensato i soliti due, la coppia in HD: pareggio con tocco da pochi passi di Gonzalo, che poi, indossate le vesti da rifinitore, serviva al compagno d’attacco un filtrante al bacio che Dybala sparava sotto la traversa e che consegnava alla Juventus il passaggio del turno.

La sfida col Real, invece, è marchiata indelebilmente da quel fuoriclasse che attualmente sta facendo le fortune del club di Andrea Agnelli. Eh sì, Cristiano Ronaldo, autore di una doppietta nello 0-3 d’andata allo Stadium, ma soprattutto di quella rovesciata che ha fatto il giro del mondo e per la quale ha ricevuto la standing ovation da tutti i tifosi quella sera presenti.

Il match di ritorno in Spagna però è fin troppo bello per esser vero: Mandzukic, alla sua maniera, bussa per due volte e, allo scadere dei primi 45 minuti la Juve è avanti sorprendentemente per due reti a zero. Ci pensa Blaise Matuidi, con una zampata, a rimettere in equilibrio le sorti della gara, fino a che non accade l’irreparabile: minuti di recupero, dopo una serie di carambole la palla va a finire nell’area di rigore bianconera ed il contatto tra Benatia e Lucas Vazquez viene sanzionato dall’inglese Oliver col penalty. Proteste furibonde, espulsione di Gigi Buffon ed un seguito di chiacchiere che, probabilmente, son destinate a durare in eterno. Di concreto però c’è sempre lui, Cristiano. Bolide dal dischetto e bianconeri fuori dalla Champions.

TRA ADDII, BENVENUTI E BENTORNATI

10 luglio 2018. Tutto parte da questa data. Impossibile negarlo, questo giorno rimarrà scolpito nella storia bianconera e forse in quella di tutto il calcio. La Juventus annuncia, dopo giorni di un silenzio assordante, l’avvenuto ingaggio dal Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Sono circa 105 i milioni di euro che andranno a finire nelle casse dei blancos e ben 31 per 4 stagioni quelli destinati al campione portoghese, prelevato personalmente da Andrea Agnelli in Grecia, al resort Costa Navarino, situato ad appena 60 km da Kalamata.

Ma il mercato bianconero non è solo CR7: innesti importantissimi, rivelatisi fondamentali nel corso di questa prima parte della stagione sono anche quelli di Joao Cancelo (anche lui discepolo di Jorge Mendes), Emre Can e Mattia Perin.

Già, perchè la Juventus ha avuto a che fare anche con qualche addio d’eccellenza: uno su tutti, Gianluigi Buffon. L’ex capitano bianconero, dopo aver annunciato il suo addio (in sintonia col presidente), disputato la sua ultima gara, pianto insieme a quelli che saranno per sempre i suoi tifosi e alzato l’ultimo trofeo conquistato, ha deciso di proseguire la sua carriera da calciatore accasandosi al PSG. Ed un altro colpo al cuore è stato l’addio di Claudio Marchisio a poche ore dall’inizio della nuova stagione bianconera; il principino è divenuto zar di San Pietroburgo, scegliendo lo Zenit ed indossando la casacca numero 10 in onore, come dirà lui stesso, di Alex Del Piero.

E che dire dell’addio di Gonzalo Higuain? Trasferimento impossibile da posticipare per via di ragioni prettamente economiche, ma allo stesso modo strappalacrime. Il Pipita era e resta uno dei calciatori più amati dai tifosi bianconeri, ma il suo sacrificio, culminato con l’inaspettato ritorno di Bonucci e l’altrettanto inimmaginabile addio di Caldara, rappresenta per molti una pagina dolorosa del mercato juventino, anche al cospetto degli arrivi stratosferici prima menzionati.
Quando la tempesta sembrava essersi del tutto diradata, ecco un altro fulmine al ciel sereno: a salutare stavolta è Beppe Marotta, l’A.D. artefice, insieme al resto della dirigenza, della risalita ai vertici della Juventus.

UNA FINESTRA SUL PRESENTE

Il viaggio lungo il 2018 bianconero non può che terminare con una valutazione di quella che è stato l’inizio di questa nuova stagione. 53 punti ottenuti in Serie A, a +9 sul Napoli, rappresentano un bottino ghiotto e da tentar di mantenere sino al termine della stagione. A ciò va aggiunta la qualificazione agli ottavi di Champions League in qualità di prima classificata del girone: ad attendere la Juventus ci sarà Simeone ed il suo Atletico di Madrid. Ronaldo non ha deluso le attese: 14 reti in Serie A e 5 assist sono numeri pazzeschi, che però, se associati alla fama del calciatore, vanno quasi a rasentare la normalità.
La Coppa Italia, la Supercoppa italiana, la ripresa del campionato e, a seguire, la Champions League, sono gli appuntamenti che attendono la compagine torinese al rientro dalle meritate vacanze e che, a detta di tutti i componenti del club, la Juventus è pronta a centrare.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)