Storia del calcio femminile e breve panoramica sulle squadre di Serie A (2020- 2021)

Il calcio femminile muove i suoi primi passi in Inghilterra, nel 1863, con la nascita della Federazione Calcio Inglese. Di li in poi andrà incontro ad una crescita vertiginosa con numeri che aumenteranno a vista d’occhio. Infatti, dopo 30 anni saranno già 150 i club femminili pronti a darsi battaglia sul prato verde, Ma la beffa è dietro l’angolo. Nel 1912 la F.A. vieterà il gioco del calcio al gentil sesso causando una frenata improvvisa ma passeggera. Il Football, ormai, si sta diffondendo a macchia d’olio e nel resto del mondo una moltitudine di  giovani calciatrici in erba prendono coraggio e fondano team credendo in un sogno comune e sfidando le norme dell’epoca.

Storia del calcio femminile in Italia

In Italia si hanno testimonianze dal 1933 quando, a Milano, viene fondato il gruppo femminile calcistico che aprirà le porte ad una crescita esponenziale con squadre che spunteranno da ogni parte della penisola italica. Nord, centro e  Sud, in pochi anni, brulicheranno di club pronti a darsi battaglia con il culmine che verrà raggiunto nel 1958. Sarà proprio a metà secolo che si ergerà una figura che risponde al nome di Angela Altini, donna che darà un impulso enorme a tutto il movimento fondando l’associazione italiana calcio femminile. Di li in poi nasceranno squadre importanti quali: Veronese, Napoli, Secondigliano, Roma e Lazio Calogiuri. La crescita sarà lenta ma costante con il 1970 che rappresenterà un anno di svolta.  Finalmente il campionato femminile comincerà ad assomigliare a quello maschile con la nascita dei campionati nazionali di Serie A, Serie B, interregionale (serie C) e regionale (Serie D).

La Hall Of Fame italiana.

Carolina Morace: classe 64′, annoverata tra le migliori calciatrici di sempre.  Muove i primi passi al Trani, ma sarà alla Lazio che troverà la consacrazione e si ergerà a capocannoniere implacabile.  Il suo palmares parla da solo: vincerà per 12 volte il titolo di capocannoniere in SerieA, conquistando altrettanti campionati, conditi da 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana.  Sarà anche la prima donna a diventare allenatrice di una squadra maschile, ovvero, la Viterbese di Luciano Gaucci.

Patrizia Sberti: La sua carriera inizia al Pisa dove già si intravedono le grandi qualità che la porteranno ad esordire in Serie A a soli 17 anni. Durante la sua lunga carrierà vestirà le maglie del Prato, della Torres, della Lazio e dell’Agliana segnando una moltitudine di reti e dividendo lo scettro di capocannoniere con Carolina Morace. Al termine della carriera registrerà uno score complessivo di 309 reti, condite da 1 coppa italia e un campionato italiano di Serie A.

Patrizia Panico: Bomber implacabile, raccoglierà il testimone di Carolina Morace diventando una delle più grandi attaccanti della storia italiana. Il suo palmares parla da solo: 14 volte capocannoniere, ben 10 scudetti, 5 coppe italia e 8 supercoppe italiane. Donna dei record anche in nazionale con 110 reti in 204 presenze mai nessuna migliore di lei. Tra le maglie più importanti che indosserà nella sua carriera annoveriamo: la Lazio, il Torino, Bardolino Verona e la Torres.

Chiara Gazzoli: Nell’olimpo delle giocatrici per il maggior numero di reti segnate in una singola stagione ben 54 con la maglia del Foroni Verona. Al termine della carriera le statistiche parlano chiaro: 4 campionati di Serie A, 3 coppe Italia e 5 supercoppe italiane.

Daniela Sabatino: Esordisce con la maglia dell’Autolelli Picenun, in serie A, a soli 15 anni. Attualmente gioca nel Brescia ed é soprannominata “alta tensione” dai tifosi Bianco-Blu. Le sue statistiche, ad oggi, parlano chiaro: ben 426 gol in 544 apparizioni (in campionato e coppe nazionali).

Barbara Bonansea: Classe 91′, nasce come punta pura per poi spaziare sulla fascia e diventare un attaccante esterno implacabile unendo una tecnica sopraffina ad uno scatto fulminante. Ad oggi é uno dei simboli della nazionale Italiana di calcio femminile, autrice di un mondiale meraviglioso – nel 2019 – dove si metterà in mostra siglando una doppietta contro l’Australia e giocando una fase a gironi da vera trascinatrice.  Nel campionato italiano si è messa in mostra, prima, con la maglia del Brescia per poi esplodere definitivamente con quella della Juventus Women.

Sara Gama: Spazio anche ai difensori in questa lista di leggende del calcio giocato. Classe 89′ muove i primi passi con la maglia della Triestina per poi consacrarsi con la maglia della Juventus Women. Grande personalità sia dentro che fuori dal campo sostenendo, più e più volte, l’avvento del professionismo nel calcio femminile. Nel 2018, nella giornata internazionale della donna, viene inserita da “Mattel” nelle 17 personalità femminili più importanti a livello internazionale per: “l’impegno profuso nel mondo del calcio femminile che ha ispirato le nuove generazioni”.

La nostra Serie A 2020-2021.

Le squadre elencate di seguito hanno una storia recente poiché la FIGC nel 2015 approva la delibera 365/L tramite la quale i club – di calcio – professionistici possono acquisire società – femminili – dilettantistiche concedendo l’uso del nome e del marchio per incentivare la crescita del calcio femminile, – in Italia –  incrementare il numero di giovani tesserate e valorizzare la nazionale.

Fiorentina Femminile: Nasce nel 2015 come diretta emanazione della ACF Fiorentina. E’ il primo club ad essersi legato ad una società professionistica seppur sia la discendente del Firenze Calcio Femminile nato nel 1979. Palmares: 1 scudetto 2 coppe Italia e e 1 supercoppa. Stadio: Dino Bozzi (3800 posti).

Florentia San Gimignano: Nasce nel 2015 grazie al visionario presidente Tommaso Becagli, rimasto folgorato durante un match di calcio femminile decide che quella sarà la strada da intraprendere nel futuro immediato. Fonda la Florentia San Gimignano. Stadio: Santa Lucia di Gimignano (1500 posti).

Milan Women: Nasce nel 2018 come Associazione Calcio Femminile Milan, seppur negli anni precedenti siano esistite diverse società ma tutte slegate dall’AC Milan. La prima allenatrice in assoluto è stata l’ex capocannoniere Carolina Morace, che però darà le dimissioni dopo una sola stagione. Subentrerà, quindi Maurizio Ganz attuale ct. Stadio: Vismara (1200 posti).

Juventus Women: La sezione femminile nasce nel 2017 seppur in passato siano esistite diversi club (femminili) in quel di Torino, tra i quali annoveriamo la Real Juventus e la Juventus Torino (tutt’ora esistente). Vera e propria mattatrice del massimo campionato italiano conta, nella sua breve storia, già un palmares di tutto rispetto con 3 scudetti, 1 coppa Italia e 1 supercoppa italiana. Stadio: Juventus training center di Vinovo (400 posti).

Sassuolo Calcio Femminile: Nasce nel 2016 con la denominazione di Reggiana femminile ma poi passerà sotto la direzione del Sassuolo Calcio che ne acquisirà i diritti e gestirà e ne farà la propria sezione femminile. Non mancheranno le critiche da parte dei tifosi della Reggiana, che nel match contro il Vittorio Veneto, mostreranno tutto il loro disappunto sigillando il portone dello stadio “Mirabello” con del silicone e facendo ritrovare dei chiodi nel manto verde dello stesso stadio. Stadio: Enzo Ricci (4000 posti).

Empoli Ladies: Nasce nel 2016 ed è la sezione femminile dell’omonima squadra maschile.  Stadio: Centro Sportivo Monteboro.

Roma Women: A Roma il calcio affonda le sue radici già negli anni 60′ quando nascerà la Roma Calcio Femminile. Nel 2004 apparirà sulla scena romana, invece, la Res Roma che nel 2018 contribuirà con circa 22 tesserate alla fondazione della neonata Roma Women. Elisa Bartoli è sicuramente l’atleta di maggior spicco delle Giallo-Rosse, roccioso difensore dalla grande personalità vero e proprio punto fermo sia del club che della nazionale italiana. Curiosità: Nel ruolo di consigliere della Roma Women è presente Mia Hamm, statunitense, incoronata tra le migliori calciatrici della Storia del calcio femminile. Stadio: Tre Fontane (3000 posti).

Pink Bari: Anche chiamata Pink Sport Time è un’associazione calcistica nata nel 2001 per iniziativa di un gruppo di ex atlete con l’intento di valorizzare giovani calciatrici femminili. Nel 2014 raggiunge un accordo con l’allora presidente, del Bari Calcio, Gianluca Paparesta. Ad oggi gioca in Serie A difendendo i colori del Bari, il Bianco ed il Rosso. Stadio: Antonio Antonucci (600 posti).

Inter Milano Women: Nasce nel 2018 dando vita alla prima sezione femminile, in 110 anni di vita, del club nerazzurro. Ottiene subito la promozione in Serie A dove troverà il Milan Women per il primo storico derby della Madonnina, al femminile. Stadio: Giacinto Facchetti – Suning Training Center.

Hellas Verona Women: Istituita nel Settembre 2018, emanazione della precedente AGSM Verona iscritta al campionato italiano dilettantistico. Verrà acquisita dal club del presidente Setti iscrivendosi al campionato di Serie A stagione 2018-2019. Stadio: Aldo Olivieri (2900 posti).

Napoli Femminile: Fondata nel 2003, fa il suo ingresso in Serie A solamente nel 2020 affiliandosi al Napoli Calcio maschile. In realtà, a Napoli, esisteva un altro club che rispondeva al nome di Calciosmania con maglie Bianco Verdi.  La società appena citata si fonderà con la Venus Napoli con la creazione dell’ A.S.D. Napoli Calcio Femminile. Stadio: Caduti di Brema (4000 posti).

San Marino Academy:Le prime due squadre – femminili – a calcare i campi ai piedi del Monte Titano saranno laDogana e Cosmos mentre la San Marino Academy verrà Istituita nel 2004  e cambierà nome nel 2017 passando sotto il controllo diretto della Federazione Sanmarinese Giuoco calcioPromossa nell’attuale Serie A, tramite il coefficente correttivo – utilizzato causa Covid-19, pur arrivando terza in classica nella Serie B 2019-2020.

La situazione attuale e le prospettive di sviluppo.

Giuridicamente, ad oggi, le calciatrici italiane sono considerate delle dilettanti, anche coloro che calcano i campi della Serie A – sopra citata-. Il massimo salariale, a livello annuale, ammonta a 30.658,00 Euro. Nel resto del mondo la situazione appare differente. In Usa, Giappone ed Australia, ad esempio, le atlete sono riconosciute con lo status di “calciatrici professioniste” alla stregua dei colleghi maschi. I numeri sono in continua crescita, con un boom appena dopo i mondiali giocati in Francia nel 2019. La strada, per il riconoscimento del professionismo,appare lunga e impervia ma la storia insegna che le calciatrici non sono disposte ad arrendersi, finché l’arbitro non fischia la fine.