Rodrigo ha detto più volte di voler cambiare aria e la Fiorentina rappresenta per lui l’opzione ideale” diceva appena due mesi fa Bruno Conti, agente di De Paul, promesso sposo ai viola durante tutta la stagione estiva ma alla fine rimasto tra le fila dell’Udinese per consacrarsi ed esplodere definitivamente.

A giudicare dallo score in campionato fatto registrare finora, al nativo di Sarandì sono bastate appena sei giornate di Serie A sotto la guida di Julio Velazquez per dimostrare a tutti, finalmente, che il numero 10 sulle spalle non gli pesa più e, anzi, lo esalta.

Quattro gol segnati in 6 partite giocate, il capocannoniere dell’Udinese è tra i pochi, se non addirittura l’unico, ad essere esentato da asfissianti logiche difensive e autorizzato ad esprimere quanto più possibile la sua fantasia con la palla tra i piedi, finora rivelatasi decisiva per il reparto avanzato dei friulani.

Il pollo“, questo il suo soprannome ai tempi del Racing Avellaneda, è un calciatore argentino a tutti gli effetti, ma nonostante in Italia abbia cambiato ben 6 allenatori, solo l’ultimo arrivato ha avuto il coraggio di scommettere al 100% su di lui e di non tarpagli le ali. La Fiorentina in estate era disposta a spendere quasi 15 milioni per portarlo in Toscana, ma Velazquez gli ha promesso una parte da protagonista assoluto, con annessa licenza di inventare pressoché illimitata.

Iachini, suo primo mister tricolore, lo schierava da mezzala in un 3-5-2, Delneri lo usava da esterno sull’out di destra nel 4-4-2, Oddo addirittura come trequartista nel 3-5-1-1; Velazquez ha scavato nel passato di De Paul e gli ha cucito una posizione su misura.

Nel Racing – dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili e dove era tornato in prestito nel 2016 dopo un anno e mezzo infelice al Valencia –  giocavo largo a sinistra e quella è la posizione dove mi trovo nettamente meglio” ha sempre detto il classe 1994, e Velazquez lo ha accontentato.

In questo inizio di stagione, infatti, l’albiceleste ha avuto un ruolo particolarmente elastico: a sinistra sulla linea dei centrocampisti in fase di non possesso e ovunque lo porti il suo talento quando la palla è bianconera.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con il nuovo commissario tecnico della nazionale argentina, Lionel Scaloni, che lo ha convocato in vista delle amichevoli che la selecciòn disputerà il 12 e il 16 ottobre rispettivamente contro Iraq e Brasile.

Passerà dunque dal bianconero al biancoceleste Rodrigo, che non ha mai nascosto il sogno di vestire la maglia che fu del suo idolo Juan Roman Riquelme.

Attenzione però, il cambio di casacca durerà una settimana o poco più, perché adesso l’Udinese vuole tenersi stretta, molto stretta, la più bella scommessa vinta durante gli ultimi anni.

Giuseppe Lopinto