Sicuramente è l’uomo simbolo di questa squadra. Alejandro Darío Gómez, o più semplicemente “Il Papu”, è il capitano e leader dell’Atalanta che da due anni sta incantando in Italia ed in Europa.

Nell’ultimo week end di campionato, l’Atalanta ha sconfitto per 4-1 (ultima rete capolavoro proprio di Gomez) l’Inter certificando il suo ritorno dopo il brutto avvio di stagione.

Il numero 10 atalantino ha parlato oggi ai microfoni di Tuttosport parlando a 360° di passato, presente e futuro.

La intervista inizia spiegando uno dei motivi per cui il Papu Gomez si è interessato al pallone si era appassionato al cartone giapponese Holly & Benjii.  “Quand’ero piccolo, non mi perdevo una puntata di questi cartoni animati. Holly & Benji in Argentina erano semplicemente i Supercampeones. Tornavo da scuola e alle cinque, cascasse il mondo, mi piazzavo davanti alla tv. Mi piaceva Holly, il numero che portava sulla maglia, lo stesso che porto io, i gol che segnava e il modo in cui li segnava“.

Dopo questo breve excursus nel passato del bambino Gomez, il capitano dell’Atalanta analizza l’andamento della squadra di Gasperini negli ultimi anni ed in questo avvio di campionato: ” questi sono gli anni migliori nella storia dell’Atalanta e io li sto vivendo benissimo e la gente si ricorderà di noi per molti anni. La squadra aveva patito molto lo choc di Copenaghen, l’eliminazione ai rigori dai preliminari di Europa League dopo tutta la fatica che avevamo fatto per arrivare al playoff. Ma questo è un club di livello europeo per solidità, organizzazione, strutture, uomini. Con un pubblico che non ti lascia mai solo: i tifosi ci danno una carica pazzesca, allo stadio si respira una passione contagiosa.

Non può non essere nominato il principale artefice del “miracolo Atalanta”, il presidente della società Antonio Percassi e l’Amministratore delegato Luigi Percassi. “E poi, i Percassi. il presidente, Antonio e l’amministratore delegato, suo figlio Luca: non c’è stato un momento in cui abbiano perso la fiducia in noi e in Gasperini. Anche e soprattutto quando sono arrivate le sconfitte di fila ed eravamo piombati nella zona bassa della classifica. L’atteggiamento dei dirigenti nel momento più critico è stato determinante: la squadra si è ricaricata, ha conquistato le quattro vittorie di fila, è rinata. I Percassi sono gente molto seria, l’Atalanta riflette la loro immagine e i loro progetti“.

Un altro artefice di queste stagioni è sicuramente l’allenatore Giampiero Gasperini. Grazie al lavoro dell’allenatore l’Atalanta ha potuto valorizzare e vendere dei giovani del proprio vivaio permettendole di effettuare delle operazioni fondamentali per continuare il processo di crescita: “Questo allenatore è un fenomeno. In un anno e mezzo ha visto partire Gagliardini, Kessie, Conti, Caldara, Spinazzola, Petagna, Kurtic, per citare almeno sette uomini molto importanti nella stagione del quarto posto e del ritorno in Europa dopo ventisei anni. L’organico è cambiato radicalmente, ma Gasperini non ha cambiato le sue idee di un millimetro. Prima viene il gioco, un gioco sempre d’attacco che, si vinca o si perda, diverte chi viene allo stadio”.