Pioggia di meritatissimi riconoscimenti alla Juventus: dopo la nomina come “Miglior Manager d’Europa” recapitata a Giuseppe Marotta, è stato oggi il turno di Fabio Paratici, premiato a Piacenza con la Coppa d’Oro 2018. Notoriamente di poche parole, il DS bianconero si è concesso ai microfoni di RMC Sport raccontando ciò che, da qualche anno a questa parte, sta tentando di costruire insieme al resto della società torinese.

“Siamo da 7-8 anni tutti insieme, ci sono persone di grandissimo valore, come il presidente Agnelli che è il numero uno dell’ECA. C’è un grande lavoro di molte persone se siamo riusciti a fare ciò che abbiamo creato nel corso degli anni”.

Sei giornate e sei vittorie, ma, nonostante questo ruolino invidiabile, con tanto di trionfo a Valencia all’esordio stagionale in Champions League, i malumori son sempre dietro l’angolo. Argomento principe di questa tematica è senza ombra di dubbio Paulo Dybala, il numero 10 argentino che non ha avuto un avvio sprint in questa annata, ma che, come da egli stesso affermato, si sta rimettendo in carreggiata per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati. Riguardo a ciò, Paratici è molto sereno: “Il gol è importante, ma Paulo è un grande giocatore, lo ha dimostrato in tutti questi anni. Non poteva essersi dimenticato come si giocava. Ha fatto delle ottime prestazioni, esternamente si guarda solo al gol, invece noi notiamo anche come si comporta con i compagni, con la squadra”.

Non poteva certamente mancare un accenno a quello che a più riprese è stato definito “il colpo del secolo”, quel trasferimento che Nedved in primis ha dichiarato esser tutto merito del DS: L’intuizione non è venuta solo da me, ma anche a Pavel, Marotta, poi dalla disponibilità del presidente e di Allegri che ne ha caldeggiato l’arrivo. Poi l’integrazione di Cristiano è stata semplice perché è un grande campione, lui lo è dentro e fuori dal campo. È stato molto semplice”.

Dopo aver esercitato il “politically correct” alla domanda sull’antagonista stagionale della Juventus in Serie A, si è passati al settore nel quale Paratici è decisamente più ferrato: il calciomercato. Un cavallo di ritorno ed un talento in erba al centro del discorso del Direttore: Pogba è un giocatore del Manchester United, finché lo è meglio non parlare di altri calciatori. Fagioli sa come comportarsi in gruppo, pure importante come la Juve. Dipenderà soprattutto da lui, è difficile fare previsioni ora su un ragazzo di 17 anni a cui non dobbiamo mettere pressione”.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)