“Io sono impegnatissimo su questo fronte, per me è un tassello fondamentale per il successo del Milan, come dell’Inter e di tutte le squadre di calcio. Se non ci mettiamo anche noi ad avere degli stadi moderni come gli inglesi, i tedeschi e anche gli spagnoli, credo sia difficile che la Serie A possa riprendersi quel ruolo che aveva 15 anni fa e che ha visto deteriorarsi un po’ in questo periodo. Abbiamo presentato la nuova domanda al Comune di Milano che recepisce le osservazioni fatte dalla giunta, ora dovrà passare dal vaglio degli uffici. Ma sono ottimista, ne parlo con sindaco ed assessori e tutti si rendono conto che fare a Milano lo stadio più bello del mondo sia una cosa irrinunciabile. Aggiungerei poi che anche sotto il profilo dell’occupazione, in un momento difficile per la nostra città, avere due investitori pronti a mettere 1 miliardo e 200 milioni occupando 3mila persone per parecchi anni mi sembra sia qualcosa a cui non si possa dire no. Io credo che il primo mattone lo metteremo nel corso del prossimo anno, nel momento in cui la giunta di Milano approverà il progetto passeremo ad una progettazione di dettaglio. Ci vorrà qualche mese e investimenti per 50 milioni di euro solo per questa frase. Verso metà dell’anno prossimo potremo dare inizio ai lavori. Questo è il disegno che abbiamo in testa”. Così il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha dettato nella giornata di ieri le tempistiche per l’inizio dei lavori per il nuovo stadio che ospiterà le partite dei rossoneri e dell’Inter.

Come riporta Tuttosport nell’edizione odierna, il tempo stringe. Alcune forze politiche cittadine preferirebbero rinviare il dossier del nuovo impianto al prossimo Consiglio comunale che uscirà dalle elezioni della prossima primavera. Inter e Milan invece hanno molta più fretta e vogliono accelerare.