Lionel Messi

”Messi parte lo stessooooooooooo!”. Ci sono telecronache che restano impresse nella memoria: solitamente sono quelle dei Mondiali, dei grandi trionfi della nostra squadra del cuore o della Nazionale, ma poi ci sono anche quelle traversali. Il ”gol da cento milioni di euro” di Bale contro il Barça, il ‘‘Cos’abbiamo visto all’Olimpico” di Roma-Barça con gol di Florenzi da casa sua, il gol di Maradona ”relatado” da Victor Hugo Morales e tante altre: l’urlo di Riccardo Trevisani, con annessi (e meravigliosi) voli pindarici di Lele Adani, probabilmente si inserirà tra queste in futuro. Perchè una telecronaca diventa storica anche semplicemente perchè il momento è storico, e quel momento lo era eccome.

1° maggio 2005, il Barça gioca contro l’Albacete e un 18enne Lionel Messi segna il primo gol della sua carriera. 1° maggio 2019: Leo Messi, che ha vissuto varie vite calcistiche – una da esterno offensivo, una da falso nueve nella squadra più bella dell’era moderna, un’altra da tuttocampista che ”cuce” da regista avanzato, attacca da ala e finalizza da nove -, realizza il gol numero 600 contro il Liverpool nella semifinale di Champions League. Nel primo tempo Leo era apparso sulle gambe, quasi come se fosse infortunato e sicuramente al 30%, nel secondo si è scatenato: vantaggio Barça a sua firma, bis con una punizione fantascientifica da distanza siderale, assist sfiorato per il poker, visto che Dembelé ha sciupato un’occasione incredibile. Una gara da leader e da migliore del mondo, in barba alle critiche. I numeri di Lionel Andrés Messi Cuccitini sono qualcosa di inspiegabile a livello umano: 48 gol in 46 gare stagionali (34 in Liga, 12 in Champions, 2 in Copa del Rey), ma soprattutto 600 gol in 683 partite disputate in carriera.

Per intenderci, Cristiano Ronaldo ha realizzato 600 gol in 800 match, e ha due anni in più, ma non è tutto: Leo segna un gol ogni 76′ in stagione (e non citiamo gli assist), uno ogni 81′ in carriera, e ha punito praticamente chiunque. Il Liverpool, con la doppietta in UCL, è diventato l’ennesima vittima: Leo ha segnato 24 gol in 32 gare alle inglesi, 36 gol al Siviglia che è la sua vittima preferita, 29 all’Atletico, 27 al Valencia, 26 al Real Madrid. Per arrivare a quota cento ha impiegato quattro anni e mezzo (16 gennaio 2010), per arrivare a 200 due anni (19 febbraio 2012), e in un anno ha raggiunto i 300 (16 febbraio 2013): i 400 gol sono arrivati l’8 aprile 2015, i 500 gol il 23 aprile 2017, il #Messi600 il 1° maggio 2019. Intervallo costante di due anni, e una miglior stagione da 73 reti per Leo: correva il 2011-12, con 50 gol in 37 gare della Liga (!) e 14 in Champions. Eppure, Lionel Messi non ha segnato a tutti: ci sono nove club che l’hanno affrontato e sono rimasti incolumi, e tra questi anche due italiane.

La progressione di Leo Messi

INTER, BENFICA, UDINESE E… NON SOLO: I NOVE CLUB ”RISPARMIATI” DA LIONEL MESSIXerez, Cadiz, Real Murcia, Uda Gramenet, Al-Sadd, Rubin Kazan, Udinese, Inter e Benfica. Club che non hanno nulla in comune, a parte il fatto di essere stati ”graziati” da Lionel Messi. Come avrete sicuramente notato, ci sono due italiane. L’Udinese disputò la sua unica Champions League affrontando nel girone Werder, Barcellona e Panathinaikos, e sfiorando la qualificazione nel ritorno contro i blaugrana (bastava un pari, fino all’85’ si era sullo 0-0): Messi giocò l’andata, non riuscendo a segnare nel 4-1 dei culé al Camp Nou, e rimase in panchina 90′ al ritorno. Contro l’Inter, invece, ci ricordiamo tutti come andò: Messi opaco nello 0-0 del girone, Messi annullato dalla gabbia di quattro uomini studiata da Mourinho e dalla paratissima di Julio Cesar nelle semifinali (3-1 Inter a San Siro, 1-0 Barça al Camp Nou). Leo non ha giocato le due gare del girone 2018-19 per infortunio, e dunque non ha mai segnato ai nerazzurri: Messi a secco anche contro il Benfica, affrontato nella fase a gironi della Champions League 2013-14 (dopo averlo evitato per infortunio del 2005-06), con uno 0-0 e la vittoria per 2-0 del ritorno, dove la Pulce consegnò due assist. Concludiamo il discorso ”europeo” con la più sorprendente tra le imbattute contro Leo Messi, il Rubin Kazan, che affrontò il Barça due volte nei gironi di Champions League nel 2009-10 e nel 2010-11: quattro gare senza reti per l’argentino, e la sconfitta datata novembre 2009 è l’ultima per il Barcellona in UCL, nelle gare con Messi in campo (l’ultima ”reale” nelle semifinali della Champions 2012-13, con Messi out). Imbattibilità ”mondiale” invece per l’Al-Sadd: una gara nel Mondiale per Club, vinta 4-0, ma Messi a secco.

E poi, ci sono le avversarie ”casalinghe”. Si parte con l’UD Gramenet, club che attualmente milita nella Tercera Division spagnola, e che si tolse il lusso di battere un Barcellona carico di riserve nella Copa del Rey 2004-05: finì 1-0, con Messi all’asciutto. Passiamo al 2005-06, e Messi non segna contro il Cadiz nella Liga: 3-1 Barça, ma ”solo” un assist per Leo. Andando avanti, ecco il Real Murcia, affrontato nella Liga 2007-08: 5-3 blaugrana e due assist per la Pulce, senza segnare. Infine, lo Xerez: nel 2009-10 Messi parte dalla panchina in entrambi i match, e non trova mai la via del gol nei 73′ giocati. Nove squadre e nove storie differenti dunque, accomunate tutte dal fatto di essere state graziate da un Messi più o meno giovane e dal fuoriclasse più implacabile dell’ultimo ventennio. Per loro (soprattutto per le ”piccole”), è un record di cui vantarsi, per Leo una piccolissima e impercettibile ”macchiolina di sugo” su una carriera strepitosa, da analizzare col microscopio e raccontare ai posteri. Arrivederci al prossimo record, Leo.

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(di Marco Corradi, @corradone91)

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