C0mparse e campioni del mondo, ecco i calciatori che dal calcio dilettantistico sono giunti in nazionale.

 

“Starway to Heaven” canzone storica, dei Pink Floyd, incornicia l’argomento trattato in questo articolo. Si, perché passare dal calcio dei dilettanti, quello genuino in campi di terra battuta e polveroni, alla maglia azzurra dell’Italia, be, è una vera e propria scalata verso il paradiso. Andiamo ad analizzare le storie dei calciatori che c’è l’hanno fatta, che dal nulla hanno toccato il cielo con una mano.

 

Leonardo Pavoletti: Nasce a Livorno e muove i primi passi proprio nella provincia toscana, precisamente, nelle giovanili dell’Armando Picchi. Le qualità non passano inosservate agli osservatori del Viareggio che lo portano in Serie D dove con 16 reti inizierà la scalata al tanto agognato “calcio che conta”. Di li in poi trascinerà, a suon di gol, ogni club dove militerà. Un vero leader, una punta d’altri tempi, che prende per mano la propria squadra e cambia le sorti del match in qualsiasi momento, spesso e volentieri, con un gol dei suoi: quei colpi di testa precisi al millimetro e implacabili che lo hanno reso famoso in Serie A. Per Pavoletti una sola apparizione in maglia azzurra a 30 anni compiuti. Toccata e fuga, per lui, nel momento del picco della propria carriera, quando brillava con indosso la divisa del Cagliari. Il 26 Marzo 2019 esordisce, con gol, contro il Liechtestein in un match terminato con un 6-0 complessivo. Tutto sommato un esperienza indimenticabile, con esordio e gol. tutto assieme. tutto velocemente.

 

Manuel Lazzari: Una freccia implacabile nella faretra della Lazio. L’uomo in più, dai polmoni d’acciaio e dallo scatto fulmineo. L’instancabile Lazzari nasce a Valdagno (Vicenza) ed è li, nel piccolo borgo, che si avvicina al mondo del pallone per poi passare al Vicenza, storica società nostrana. Ma non tutto va come previsto: Manuel viene scartato e crolla meditando l’addio al calcio. Ma in cuor suo sa che non può e non deve arrendersi, cosi allaccia gli scarpini e ci riprova, ripartendo dai dilettanti, precisamente dal Montecchio Maggiore. Sarà un’ascesa lenta ma costante che lo porterà a centrare una doppia promozione con la maglia della Spal, dalla serie C alla Serie A, scrivendo pagine indimenticabili in quel di Ferrara. Esordisce nel Settembre del 2018 con la maglia dell’Italia, a 24 anni, contro il Portogallo. Alla sua seconda presenza ecco l’assist, il suo pane quotidiano, contro la Moldavia nella partita del 7 Ottobre.

 

Francesco Acerbi: Una storia incredibile, quella del difensore bianco-celeste. Una vita sulle montagne russe, cosi dovrebbe intitolarsi la sua biografia. Una vita che lo ha portato a giocare nel tempio del calcio, a San Siro, per poi veder sgretolarsi la propria carriera giorno dopo giorno a causa di una terribile malattia. Ma Acerbi da vero leone (questo il suo soprannome sottolineato da un tatuaggio) non ha chinato il capo e si è rimboccato le maniche diventando una colonna portante della Lazio e anche della nazionale allenata da Roberto Mancini. Il difensore classe 1988 inizia a tirare i primi calci nella Voluntas Brescia, affilata allo storico Brescia calcio. Toccherà con mano la serie D con la maglia del Pavia, seppur la sua sarà un’esperienza fugace. L’inizio della scalata alla Serie A avverrà con la maglia del Chievo Verona, nella provincia veneta farà parlare di se, in positivo ovviamente, tanto che il Milan deciderà di tesserarlo. La sua carriera sarà interrotta da un tumore al testicolo dal quale si riprenderà , lottando come un leone, per poi spiccare il volo con la maglia del Sassuolo. La sua prima convocazione in nazionale avverrà il 18 Novembre del 2014 a 26 anni. In quell’Italia allenata dall’allora ct Antonio Conte, esordirà all’ottavo minuto in un match amichevole contro l’Albania. In totale, ad oggi, ha collezionato 9 presenze condite da 1 gol.

 

Andrea Cistana: Il difensore classe 97′ si è legato in maniera indissolubile al Brescia calcio. Fin dalle giovanili difende la maglia dei leoni ma il grande salto, in prima squadra, tarda ad arrivare. Cistana non si da per vinto e indossate scarpe e calzettoni si trasferisce nel campionato di Serie D precisamente al Ciliverghe Mazzano. Al termine della stagione tornerà a vestire la maglia del Brescia ma partirà per un ultimo prestito in quel di Prato, rendendosi protagonista di una splendida stagione dove metterà in mostra tutte le proprie abilità. A Brescia sono tutti convinti, Cistana sarà il difensore titolare. A dispetto della sua giovane età dimostra una carattere spiccato e una personalità da veterano. L’attuale ct Mancini deciderà quindi di regalargli una chance convocandolo per le sfide contro la Bosnia Erzegovina e l’Armenia, nel Novembre 2019. Sfortunatamente il difensore bresciano verrà convocato, ma non scenderà mai in campo per difendere i colori della sua nazionale.

 

Kevin Lasagna: Nativo di San Benedetto Po (provincia di Mantova) la sua scalata alle categorie maggiori parte da lontanissimo, addirittura dal campionato di promozione. Ebbene si, Lasagna vestirà le maglie di Suzzara e Governolese per poi passare al Cerea (nella stagione 2012-13) in Serie D. La svolta arriverà con la maglia del Carpi che, a suon di gol e assist, trascinerà in Serie A. Nel 2017 poi, passera all’Udinese per 4,5 miloni di Euro. Un trasferimento che rappresenterà l’ennesimo passo avanti per la propria carriera che lo metterà in mostra anche agli occhi del ct della nazionale che deciderà di convocarlo. Alla sua prima apparizione, nell’Ottobre del 2018, si renderà protagonista di 1 assist contro la Polonia in Uefa Nations League. In totale collezionerà 5 presenze in maglia azzurra.

 

Gian Marco Ferrari: Il difensore, attualmente in forza al Sassuolo, inizia la sua carriera addirittura dall’Eccellenza con la maglia del Monticelli Terme. Nella stagione 2010-11 inizierà la sua scalata alla Serie A prima con i Crociati Noceto in Lega Pro per poi fare la spola fra Serie D e di nuovo Lega Pro con le maglie di Fiorenzuola e Renate. Il debutto in Serie B avverrà con la maglia del Crotone nella stagione 2014-15 collezionando la bellezza di 32 presenze divenendo un’uomo fondamentale nello scacchiere tattico dei calabresi. Il grande salto avviene per mano del Sassuolo nella stagione 2018- 2019, squadra dove attualmente milita con buonissimi risultati. La convocazione in nazionale avverrà nel Giugno del 2017, grazie al ct Giampiero Ventura, ma senza esordio, nella partita amichevole contro l‘Uruguay.

 

Alessandro Diamanti: Trequartista mancino dotato di un talento fuori dal comune; ad oggi alino (suo soprannome) sta scrivendo pagine importanti in terra australiana, con la maglia dei Western United Fc, illuminando con giocate strabilianti e prendendosi la scena da grande funambolo e campione. La sua carriera inizia nell’associazione calcio Santa Lucia, una società affiliata al Prato calcio. Da li in poi la sua vita calcistica sarà caratterizzata da un peregrinare infinito che lo porterà dapprima a vestire la maglia del Fucecchio, in Serie D per poi giocare nel Livorno, nel West – Ham e ancora nel Guanzhou Evergrande per poi tornare nella penisola italica e ripartire di nuovo per l’Inghilterra, direzione Londra. Diamanti, a dispetto del talento smisurato, verrà convocato in nazionale a 27 anni, nel Novembre 2010, grazie al ct Cesare Prandelli. In totale metterà assieme 17 presenze con 1 gol e 3 assist.

 

Fabio Grosso: Un nome che riporta alla mente i fasti dell’Estate del 2006, dove tutti ci ritrovammo abbracciati ad urlare il cognome di un calciatore che conoscevamo a malapena. Un’eroe per caso, un jolly spuntato fuori al momento giusto nel posto giusto. Ma la carriera del campione del mondo parte da molto, molto lontano. Stagione 1994-1995, Grosso esordisce in Eccellenza con la maglia della Renato Curi (Pescara) rendendosi protagonista di 47 gol in 100 presenze. Numeri che attireranno l’attenzione del Chieti e poi del Perugia di Serse Cosmi che ne esalterà tutte le qualità schierandolo da esterno sinistro nel 3-5-2. Vestirà maglie storiche e dal fascino indiscusso passando dall’Inter al Lione per poi terminare la carriera nella Juventus. La sua carriera si legherà a doppio filo alla maglia della nazionale. Debutterà a 25 anni, il 30 Aprile del 2003 agli ordini di mister Trapattoni per scrivere una storia leggendaria. In totale, in maglia Azzurra, collezionerà. 48 presenze condite da 4 gol e 5 assist, Di cui alcuni indimenticabili e marchiati a fuoco nella storia italiana.

 

Francesco Caputo: Ed eccoci giunti alla fine di questa lista, con il calciatore più chiacchierato in questi ultimi giorni. Francesco Caputo incarna il sogno di ogni giovane calciatore che sgomita e scalcia su campi polverosi e del calcio dei dilettanti. Un calcio genuino e romantico, che ha dato la luce a molti campioni della nostra amata Serie A. Ma tornando in tema, Caputo nasce ad Altamura ed è proprio nelle categorie inferiori, della Puglia, che muove i primi passi. Prima al Toritto e poi proprio nell’ Altamura calcio. La sua carriera arriverà al punto di svolta con la maglia dei galletti del Bari dove si metterà in mostra con 36 gol in 102 presenze.  Numeri niente male, che faranno intuire un grande prospetto del calcio italiano, agli addetti ai lavori. Caputo segnerà con grande frequenza senza farsi intimorire dal calcio professionistico vestendo le maglie di: Virtus Entella ed Empoli per poi giungere nella sua “isola felice”, il Sassuolo. Nella cittadina emiliana si consacrerà definitivamente ricevendo la convocazione nell’Agosto del 2020 dopo una stagione, quella 2019-2020, conclusa con numeri da capogiro, con 37 presenze e 21 gol conditi da 7 assist. L’esordio, con gol, avvenuto a 33 anni rappresenta un record. Infatti, Caputo, é il secondo debuttante più anziano, secondo solo ad Emiliano Moretti.