L’effetto Neymar a Parigi si è visto solo in parte. Un matrimonio costato 222 milioni nell’estate 2017, il più costoso della storia, che finora non ha prodotto il salto di qualità. Né sul campo né tantomeno in alcune voci del bilancio societario.

I dati economici pubblicati oggi dal Paris Saint Germain, relativi alla stagione scorsa, non lasciano dubbi. Da quando è arrivato Neymar dal Barcellona – vicenda dai mille veleni e non ancora conclusa – i parigini hanno perso 14 milioni di euro di sponsor, passando da 108,1 a 94,1 milioni (-13%). Per questo la dirigenza è corsa ai ripari: anche questa stagione sarà probabilmente in calo, visto che il club vincerà “soltanto” il campionato francese ed è uscito male dalla Champions, ma il Psg ha siglato un accordo dal 2020 con il gruppo alberghiero Accor che garantirà 60 milioni di euro annui di introiti pubblicitari.

In compenso, Neymar ha avuto un effetto boom sul merchandising: magliette e oggetti griffati hanno generato guadagni da 36,2 a 55,3 milioni di euro (+53%). In totale, il Psg per la stagione 2017-18 ha ottenuto 540 milioni di euro di ricavi. Un numero cinque volte più alto rispetto al 2011, quando il club venne acquistato dallo sceicco qatariota Nasser al Khelaifi. Sotto la sua presidenza il Psg si è trasformato, cannibalizzando il campionato francese ma senza mai superare i quarti di Champions. Pur avendo il trio d’attacco Cavani-Neymar-Mbappè, nessun allenatore è mai riuscito a portare la squadra ai vertici del calcio europeo. E neanche l’acquisto di Neymar, diventato anche ambasciatore in vista dei prossimi Mondiali del 2022, che si giocheranno proprio in Qatar, ha potuto invertire questa tendenza.

Alla voce ricavi, l’acquisto del brasiliano è anche servito a riempire quasi completamente il Parco dei Principi a ogni partita casalinga, specialmente quelle di Champions. Vengono venduti il 99% dei biglietti disponibili (contro il 95% precedente), con i ricavi da biglietto saliti da 52,8 a 61 milioni (+16%). Sono 800mila le magliette vendute dal Psg (non solo Neymar) dopo l’accordo con la Jordan, di cui 150mila solo nel mese di lancio.

Insomma, soltanto la voce “pubblicità” ha subito un calo dall’arrivo di Neymar, forse legato alla sua immagine di tuffatore seriale amplificata dal Mondiale russo nell’estate scorsa. Anche mediaticamente, infatti, tutti parlano del Paris: nel 2018 sono stati pubblicati 1,63 milioni di articoli a tema Psg, l’83% in lingua straniera. I profili social sono seguiti in tutto da 89 milioni di persone, 10 in più dell’anno precedente. Sommando i profili dei giocatori si arriva alla cifra stratosferica di 395 milioni di followers, il 95% al di fuori della Francia.

Neymar, 27 anni, ha segnato 48 gol in 53 partite con la maglia del Paris Saint Germain, nono miglior marcatore nella storia del club con una rete in meno di George Weah (capocannoniere assoluto è il compagno Edinson Cavani con 192 reti in otto stagioni). Nel 2018, nonostante il suo acquisto e quello di Kylian Mbappè, pagato 180 milioni al Monaco, i parigini sono stati eliminati agli ottavi di finale dal Real Madrid, poi campione d’Europa per la terza volta consecutiva. Al Bernabeu finì 3-1 (vantaggio di Rabiot, poi doppietta di Cristiano Ronaldo con un rigore e sinistro di Marcelo), e anche al ritorno il Psg venne sconfitto in casa 1-2 (Cristiano Ronaldo, pareggio di Cavani e tiro deviato di Casemiro).

Il copione si è ripetuto quest’anno, ma stavolta l’eliminazione arriva da una rimonta incredibile. Dominio all’andata con 0-2 a Old Trafford (Kimpembe + Mbappè), clamoroso 1-3 a Parigi da un Manchester United in piena emergenza e imbottito di ragazzini (doppietta di Lukaku, Bernat e rigore decisivo di Rashford al 94′). Neymar era infortunato da gennaio, ha potuto solo assistere all’ennesima eliminazione. Lui rientrerà tra un mese, il Psg l’anno prossimo. Ancora una volta ripartendo da zero.

Stefano Francescato