Qualche giorno fa in un’intervista rilasciata a Tuttosport, che vi abbiamo riportato su queste pagine, il Presidente dell’OL Jean-Michel Aulas ha strizzato l’occhio alla Juventus per la corsa che porta al suo “asso“, Tanguy Ndombélé, centrocampista in forza al Lione dall’inizio della scorsa stagione e che ora fa gola non solo ai bianconeri, ma anche alle big di Manchester e il PSG.

Mai balzato in prima pagina Ndombélé nelle ultime due stagioni, oramai, giocate in maglia OL, si è imposto come uno dei centrocampisti più importanti della Ligue1, tanto da guadagnarsi negli ultimi mesi un posto nella Nazionale Transalpina, appena laureatasi Campione del Mondo.
Le ottime prestazioni lo hanno fatto balzare tra i primi nomi nell’indice di gradimento del DS bianconero Fabio Paratici, che ha intenzione di investire per ringiovanire il centrocampo bianconero e nella prossima campagna estiva di calciomercato potrebbe lasciare Lione a fronte del pagamento di una cifra che facilmente raggiungerà i 60 milioni euro.

Tanguy Ndombélé impegnato in un duello con David Silva, durante la sfida di Champions League tra Manchester City e OL dello scorso 27 novembre

Nato il 28 dicembre 1996, a Longjumeau, nell’Ile de France, è il classico centrocampista moderno “box-to-box”. Ha diviso il suo percorso giovanile tra le squadre della sua zona, poi al Guingamp ed infine all’Amiens, squadra dalla quale l’OL lo ha prelevato nel 2017 per una cifra di 10 milioni che tra prestito iniziale e riscatto, quando proprio con l’Amiens era stato protagonista della cavalcata-promozione in Ligue1.

180 cm x 76 kg, Ndombélé è in possesso di una struttura muscolare particolarmente sviluppare, che lo aiuta a vincere gli contrasti fisici più robusti e a proteggere il pallone dalla pressione degli avversari. Nonostante la mole imponente del suo fisico una delle sue caratteristiche migliori è la progressione palla al piede veloce e potente. Grazie alla sua grande tecnica di base ed un’ottima agilità, riesce a cavarsela anche negli spazi stretti per questo è efficace anche nel dribbling.
Col pallone tra i piedi è molto efficace, oltre alle progressioni palla al piede, è dotato di una buona visione ed intelligenza nel distribuire il pallone e gioca prevalentemente ad uno o due tocchi al massimo. Nella fase di uscita dal possesso difensivo gioca sempre in maniera essenziale facendosi sempre trovare libero per lo scarico del compagno in possesso e giocando come sempre palla velocemente. Quando possibile dalla costruzione bassa o quando gioca il pallone nella trequarti campo avversaria cerca costantemente la verticalizzazione sia in zona centrale, sia sulle fasce.

In fase di non possesso è particolarmente attento a coprire gli spazi e ad aggredire il portatore di palla avversario, tuttavia in ripiegamento difensivo mostra una certa difficoltà nel corre all’indietro, essendo sempre l’ultimo a recuperare la posizione nella sua squadra.

In questa stagione ha messo a segno fino 6 assist, ma solo 2 gol, nonostante sembri avere una buona conclusione dalla media-lunga distanza. Un dato tuttavia dovuto ad una questione prettamente tattica, Ndombélé infatti in questa stagione ha giocato come interno in un centrocampo a due, in cui il compagno di reparto è stato perlopiù Houssem Aouar decisamente più tecnico e offensivo di lui, e che ha dunque maggiori libertà nell’inserimento. Ha comunque giocato sia in questa stagione, che nel corso della carriera anche come mezzala sia a destra, che a sinistra, e talvolta è stato impiegato nel ruolo di vertice basso davanti alla difesa nel centrocampo a tre, ruolo per il quale Guardiola sembra averne richiesto l’acquisto al dirigenza del City.

 

Stefano F. Utzeri (@utzi_26)