Direttamente dal ritiro della Nazionale, Lorenzo Insigne, esterno offensivo del Napoli, ha rilasciato un’intervista al sito della UEFA dove ha rivelato alcuni retroscena della sua carriera calcistica e dell’importanza di vestire la casacca partenopea.

Così l’ex Foggia e Pescara: “Tutti dicevano che ero bravino, ma troppo basso. E io, ad un certo punto, volevo smettere perché pensavo fosse inutile continuare. Poi arrivò il Napoli e quel provino che andò bene…“.

Passando al capitolo Champions League, Insigne parla della sfida col Manchester City, senza però dimentciare la sua rete al Real Madrid nel match dello scorso febbraio: “Affronteremo la squadra di Guardiola senza paura. Loro hanno grandi campioni, ma giocando da squadra possiamo metterli in difficoltà. Abbiamo qualità, dobbiamo scendere in campo fiduciosi di poter far bene. Il gol al “Bernabeu”? Non è una cosa che succede sempre, a maggior ragione ad un napoletano come me che indossa la maglia azzurra. Sono sogni che ognuno di noi conserva sin da bambino, spero che altri possano vivere le stesse emozioni“.

Infine, una battuta sulla piazza campana e sui tifosi del Napoli: “Tutti i giocatori che indossano la maglia della squadra della propria città possono avere dei problemi. E le aspettative dei tifosi nei miei confronti, essendo napoletano, possono starci. Ricordo che quando ero piccolo, il nostro pubblico riempiva lo stadio per una partita di Serie C: questo non capita mai“.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)