1-11-2017: Napoli vs Manchester City=2-4. Quella data rischia di segnare, drammaticamente, la stagione dei partenopei.

In quell’occasione il Napoli giocó un’ottima partita ricevendo i complimenti di Guardiola e venendo etichettato come “il calcio più bello d’Europa”. Da quella sera però il giochino sembra essersi rotto: dapprima l’infortunio di Ghoulam che ha costretto Sarri a lanciare nella mischia Mario Rui e come alternativa Maggio (non proprio un titolarissimo). Poi il momento di flessione di Mertens che da cecchino infallibile si è trasformato in una brutta controfigura del folletto belga che faceva impazzire le difese avversarie e infine il calo fisico e corale che ha portato, non solo ad un gioco meno veloce e armonioso, ma anche a risultati non proprio eccellenti. Nelle ultime tre partite il Napoli ha segnato 2 goal: uno dopo una respinta su calcio di rigore a Udine e uno in mischia ieri sera in Olanda, rete inutile peraltro. In queste tre famose sfide il Napoli ha raccolto solo 3 punti perdendo le due partite più importanti: quella in casa contro la Juventus e quella di ieri sera in Olanda che, complice la sconfitta del City di Guardiola, è costata l’eliminazione dalla Champions League degli uomini di Sarri.

È inevitabile parlare di crisi o comunque di un momento di calo da parte degli azzurri che pagano, sicuramente l’aver iniziato presto la stagione con il preliminare di Champions League in agosto contro il Nizza, ma anche la poca profondità della rosa: ieri sera con l’infortunio di Insigne è toccato a Zielinski fare l’esterno offensivo e quando Sarri ha deciso di sostituire Callejon (anche lui in netto calo) è entrato Ounas, buon giocatore ma sconosciuto a molti.

Il Napoli, dunque, ha fallito due esami di maturità consecutivi in una sola settimana ma la stagione non è, ancora, compromessa. Ora gli uomini di Sarri dovranno essere bravi a rimboccarsi le maniche, non piangersi addosso, e ripartire subito: nel 2018 ci sarà un’Europa League da provare a vincere e, ancora prima, domenica arriverà la Fiorentina al San Paolo: urge una vittoria sia per la classifica, dove potrebbe arrivare il primo posto, sia per il morale. Sarri e il Napoli non possono fallire il terzo esame consecutivo.

A cura di Filippo Rivani