Archiviato anche il 28esimo turno di Serie A, eccoci qui, come di consueto, con il nostro appuntamento con la rubrica MoviolAA Serie A, pronti ad analizzare tutti gli episodi da VAR del weekend.

Cagliari-Fiorentina 1-1

Nell’anticipo di venerdì sera diretto da Daniele Doveri, da rivedere solamente la rete Viola, segnata all’88 da Federico Chiesa. Dopo il gol, il VAR verifica la posizione del figlio d’arte, lanciato in campo aperto e tenuto in gioco da Lykogiannis.

SPAL-Roma 2-1

Nella sfida di Ferrara, da rivedere i due calci di rigore assegnati da Gianluca Rocchi e dalla sua squadra arbitrale. Al ’52, c’è il rigore per la SPAL: Petagna buca Marcano e, sul suo inserimento, Juan Jesus lo stende. Dopo consulto VAR, Rocchi conferma giustamente la sua decisione. Al ’57, invece, rigore per i Giallorossi: Zaniolo serve Dzeko che, trattenuto da Cionek, viene steso in area di rigore. Solo giallo per il calciatore spallino. Tuttavia, il VAR sarebbe potuto intervenire anche per decretare il cartellino rosso.

Genoa-Juventus 2-0

Diversi episodi da rivedere nella gara del Marassi, diretta da Marco Di Bello. Al ’30, il direttore di gara assegna un calcio di rigore per il Genoa, a causa di un tocco di mano di Cancelo che intercetta un passaggio di Kouamé. Richiamato dal VAR, tuttavia, torna sui suoi passi: è involontario il tocco del portoghese. Al ’40, poi, è la Juventus a chiedere il tiro dal dischetto: su cross, Lerager si appoggia su Mandzukic che, stretto anche da Pedro Pereira, viene tirato a terra. Tante proteste da parte dei Bianconeri ma, dopo silent check, Di Bello lascia correre: decisione corretta. Al ’57, infine, la rete annullata a Dybala: la Joya segna ma, in principio, era irregolare la posizione di partenza di Emre Can.

Empoli-Frosinone 2-1

Nella gara del Castellani, diretta da Davide Massa, da rivedere solamente il calcio di rigore assegnato ai padroni di casa. Al ’16, infatti, l’Empoli chiede un penalty per un contatto fra Paganini e Farias in area ospite. Dopo che il direttore di gara ha lasciato correre, il responsabile VAR, Gianluca Manganiello, lo richiama a rivedere l’azione, portandolo a cambiare la sua decisione precedente e ad assegnare il tiro dal dischetto.

Milan-Inter 2-3

A San Siro, nel posticipo, ottima direzione del direttore di gara Marco Guida. Tuttavia, vi sono diversi episodi da rivedere. Al ’66, il direttore di gara assegna un calcio di rigore in favore dei Nerazzurri per un contatto fra Politano e Castillejo in area rossonera. Se da un lato è vero che l’ex-Sassuolo allarga la gamba e cerca il contatto, dall’altro, l’esterno spagnolo, ingenuamente, non fa nulla per evitare lo scontro. Decisione corretta quella del direttore di gara, confermata anche dal VAR. Al ’79, poi, check del VAR in occasione del pareggio rossonero: infatti, sul cross di Calhanoglu, Romagnoli spizza di testa, prima di trovare la deviazione di D’Ambrosio, che carambola sui piedi di Musacchio che mette in rete. In netto offside Piatek, tuttavia, la posizione dell’attaccante polacco è ininfluente ai fini dell’azione. Tra l’altro, il terzino nerazzurro colpisce il pallone in pieno braccio, quindi, in caso mancato concretizzarsi della rete, ci sarebbe potuto stare un VAR in field review per un possibile calcio di rigore per i Rossoneri. All’88, infine, intervento scomposto di Andrea Conti ai danni di Lautaro Martinez: per Guida è rosso. Richiamato dal VAR, poi, cambia decisione, estraendo solo il cartellino giallo. Effettivamente, il terzino rossonero colpisce l’argentino con la gamba bassa e non con quella alta. Siamo al limite, ma è corretto sanzionare l’ex-Atalanta solamente con l’ammonizione.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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