Se c’è un allenatore che in questo momento in Serie A sta faticando di più rispetto a quanto si aspettavano i tifosi, quell’allenatore è Vincenzo Montella. Il tecnico della Fiorentina è tornato sulla panchina viola dopo un triennio esaltante, chiusosi male al termine della stagione 2014-2015 dopo delle dichiarazioni non andate giù alla famiglia Della Valle. Se c’era però una cosa di cui quasi tutti gli appassionati del bel gioco e del Guardiolismo erano convinti, era che la carriera di Montella era appena iniziata, e la separazione dalla Fiorentina avrebbe consentito al tecnico campano di affacciarsi a palcoscenici più importanti per provare a vincere qualche trofeo, a livello nazionale e internazionale.

I numeri però parlano chiaro: dalla stagione 2015-2016, quella successiva alla separazione con la Fiorentina, Vincenzo Montella ha confezionato più sconfitte che vittorie (35 vittorie contro le 42 sconfitte). Le esperienze sulle panchine di Sampdoria, Milan, Siviglia e, di nuovo, Fiorentina, non hanno reso secondo le aspettative e, adesso, anche coloro che esaltavano Montella dopo tre anni di alto livello stanno iniziando ad avere qualche dubbio sulle reali qualità dell’Aeroplanino.

Nessuno mette in dubbio che il calcio espresso dalla Fiorentina di quegli anni era uno dei migliori, se non il migliore, a livello nazionale, ma da quel momento le squadre di Montella hanno tutte deluso le aspettative. È anche vero che nessuna delle squadre allenate in seguito da Montella poteva contare su un centrocampo del livello di Aquilani, Pizarro e Borja Valero, veri e propri motori di quella viola, ma è anche vero che senza i giocatori fondamentali per riprodurre quel tipo di gioco Montella avrebbe potuto cambiare il proprio sistema, per adattarlo alle qualità dei propri interpreti.

Il tecnico di Pomigliano d’Arco ha invece provato in ogni occasione ad emulare e a ripetere il gioco proposto sulle rive dell’Arno, con risultati che, a detta di tutti, sono stati sempre deludenti. Non possono infatti bastare la vittoria della Supercoppa Italiana con il Milan e il raggiungimento dei quarti di finale di Champions League e la finale di Copa del Rey con il Siviglia per considerare queste esperienze positive.

Per risollevare la propria carriera, ma anche per risollevare una Fiorentina che, ad oggi, non è matematicamente salva, servirà qualcosa di nuovo. Qualcosa alla Vincenzo Montella.

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)