Se i Mondiali di atletica di Doha, in Qatar, dovevano essere la prova generale dei Mondiali di calcio del 2022, non siamo messi bene. Clima insopportabile, gare a notte fonda e stadi vuoti sono gli elementi che sono saltati agli occhi degli osservatori. Oltre allo stravolgimento del calendario: come per il calcio, i Mondiali si disputano eccezionalmente in autunno anziché in estate, obbligando a un superlavoro gli atleti.

L’obiettivo del Qatar era mostrare agli occhi degli scettici che il clima tropicale non sarebbe stato un problema. Prima sono stati costruiti stadi costosissimi, con miriadi di bocchettoni che mantenevano costante la temperatura. Poi, nonostante si gareggiasse in autunno, alcune gare come la maratona femminile sono state fatte partire a mezzanotte. Un orario improponibile, anche se è vero che l’atletica è molto più influenzata dal clima rispetto al calcio. Con trenta gradi e umidità al 70 per cento, 28 atlete su 68 si sono ritirate e almeno due sono finite in ospedale. Atleti e allenatori hanno parlato di impossibilità di gareggiare, visto che l’umidità permette di respirare con difficoltà. E le atlete afflosciate accanto alla pista non sono state certamente un bello spettacolo per il mondo dell’atletica.

Ma il problema del Qatar è stato anche il pubblico. Il Khalifa International Stadium ha 50mila posti a sedere, per metà coperti da teloni. Le presenze in tribuna non hanno superato le 2mila. per la maggior parte dirigenti, atleti non in gara e familiari. E persiste anche il problema d’immagine del Qatar, che avrebbe costruito i suoi stadi extralusso sfruttando gli operai: ne sarebbero morti 5mila in dieci anni.

Tutto questo non lascia presagire niente di buono in vista dei Mondiali 2022, dal 21 novembre al 18 dicembre. L’anomala procedura di assegnazione, avvenuta il 2 dicembre 2010 a Zurigo, fece molto discutere: vennero aggiudicate due edizioni nello stesso tempo – l’altra era Russia 2018 -, con un preavviso di ben 12 anni per il Qatar per terminare i propri stadi e garantire condizioni dignitose. Promessa, per ora, non rispettata.