Siamo di fronte al giorno della verità nel Mondiale per Club: un Real Madrid non scintillante, ma trascinato in finale da Gareth Bale (tripletta), si gioca la finalissima contro il sorprendente Al-Ain del portiere Khalid Eisa, del funambolo brasiliano Caio e di Marcus Berg. Finalina del 3° posto invece per River Plate e Kashima Antlers: andiamo a vedere cos’è successo quest’oggi negli Emirati Arabi.

REAL MADRID-AL AIN 4-1: MONDIALE PER CLUB AI BLANCOS

Il Real Madrid è ovviamente favorito, e Santiago Solari conferma l’undici che ha battuto il Kashima Antlers: Llorente in mediana con Modric-Kroos ai lati, Casemiro out e il tridente che vede Lucas Vazquez e Bale ai lati di Benzema. L’Al-Ain risponde con un 4-4-1-1 più difensivo: Caio a supportare Berg, El Shahat-Abdulrahman-Doumbia-Yaslam a centrocampo e Khalid Eisa a tenere in piedi i suoi, come sempre. Il Real Madrid domina il gioco, arrivando al 78% di possesso palla nei primi minuti, ma rischia grosso al 12′: El Shahat si mangia un gol clamoroso, Sergio Ramos salva sulla linea sfiorando l’autorete. Gol sbagliato, e gol subito: i blancos passano avanti nell’azione seguente grazie a Luka Modric, il cui tiro ad effetto non lascia scampo al portiere avversario. Khalid Eisa è battuto, ma può rifarsi nei minuti seguenti: prima salva su Lucas Vazquez (15′), poi su un bel tiro di Luka Modric e su un colpo di testa di Gareth Bale (38′), salvando i suoi e consentendo all’Al-Ain di chiudere sotto 1-0. Una mano la dà anche Benzema sbagliando un gol fatto, mentre per gli emiratini il migliore è Caio: il brasiliano, che secondo noi (lo ripeteremo alla nausea per lui e Khalid Eisa) farebbe bella figura anche in Europa, segna il gol del pareggio, purtroppo per lui in fuorigioco, e ha un’altra occasione non sfruttata. Real Madrid avanti 1-0 al 45′.

La ripresa parte con un ritmo soft, e si accende al 60′: su un’azione da corner, l’Al-Ain manda la palla fuori area e Marcos Llorente fulmina Khalid Eisa con un missile dal limite dell’area. 2-0 Real Madrid, e gli emiratini tentano una reazione, ma devono anche fare i conti con Bale, che impegna il portiere avversario. Caio potrebbe segnare in contropiede, ma Courtois esce ed evita problemi ai blancos, che segnano il 3-0 al 78′: il classico gol di testa da corner di Sergio Ramos, che esulta andando ad abbracciare Isco. L’Al-Ain trova il gol dell’onore all’86’ con Shiotani, e si fa del male al 90′: Nader devia il cross di Vinicius Jr e fa autogol per il 4-1 finale, sigillato dall’errore di Caio al 93′. Vittoria netta e terzo Mondiale per Club consecutivo per il Real Madrid, il quarto negli ultimi 5 anni: l’Al-Ain perde con onore, e viene applaudito dai tifosi locali.

MONDIALE PER CLUB 2018: AL RIVER LA FINALINA PER IL 3° POSTO

Dopo l’eliminazione a sorpresa contro l’Al-Ain, Gallardo decide di vivere una finale 3°-4° posto ”differente”: spazio alle seconde linee, che potranno così dire ai figli e nipoti di aver giocato nel Mondiale per Club. Il River Plate schiera un 4-4-2 con Lux in porta, Moreira-Pinola-Martinez Quarta-Casco dietro, De La Cruz-Palacios-Zuculini-Mayada in mediana e Borrè al fianco del classe ’99 Julian Alvarez in attacco: Palacios gioca anche per ”punizione”, era stato uno dei peggiori contro l’Al-Ain, mentre il Kashima Antlers cambia 3/4 della difesa dopo il disastro contro il Real Madrid e rispolvera (giustamente) Uchida

La prima occasione è dei giapponesi, con un gol mancato dal difensore Jung dopo una clamorosa carambola, e il Kashima Antlers perde il suo portiere per infortunio: Kwon ha la peggio dopo uno scontro con Borré, e lascia il posto a Sogahata, che prende subito gol. Siamo al 24′, e Zuculini lo ”buca” su un corner, esultando e caricando il River Plate: il Kashima Antlers reagisce centrando la traversa con Abe, ma si chiude sull’1-0 al 45′. Nella ripresa il River Plate segnerebbe il 2-0 con Borré, ma Rocchi annulla per un fuorigioco che in realtà non sembra esserci (nuovo errore dell’arbitro italiano): Gallardo rende più offensivo il River Plate con Nacho Fernandez, Quintero e il Pity Martinez super-sostituti dalla panchina, e la mossa funziona. È proprio il Pity a raddoppiare al 73′ sull’assist di Julian Alvarez, e il Kashima finisce sotto 2-0: i nipponici reagiscono con Nagaki, che centra la traversa con un tiro a giro e il palo pieno su punizione, ma crollano nel finale. Un fallaccio su Borré causa il rigore, trasformato dal colombiano all’88’, mentre al 93′ si prende la scena il Pity Martinez: arcobaleno per battere Sogahata e doppietta nell’ultima uscita con la maglia del River Plate, visto che a gennaio sarà in MLS con l’Atlanta United. Il River Plate vince 4-0, chiude terzo e ha un grande rammarico: poteva e doveva giocarsi la finalissima contro un Real Madrid non irresistibile.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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