Domani il Mondiale per Club 2019 entra ufficialmente nel vivo: dopo l’antipasto vissuto negli scorsi match, entrano in scena Liverpool e Flamengo, le finaliste annunciate di questo torneo. Proveranno a rovinare la festa l’Al-Hilal di Giovinco e Bafetimbi Gomis e i messicani del Monterrey, reduci da una partita ad altissima qualità contro l’Al-Sadd di Xavi. Andiamo a fare il punto sul torneo e presentare le due semifinali.

MONDIALE PER CLUB 2019: IL RIASSUNTO DELLE “PUNTATE” PRECEDENTI– Tutto era iniziato col preliminare tra i qatarioti dell’Al-Sadd, qualificati come campioni della nazione ospitante e allenati da Xavi, e gli oceanici dell’Hienghéne Sport, provenienti dalla Nuova Caledonia e vincitori della OFC Champions League. Una partita che sulla carta non aveva storia, per la differenza di valori, e che invece è stata decisamente piacevole: il possesso palla lento e sterile dell’Al-Sadd, sommato ai numerosi errori sottoporta e alla difesa “allegra” dei qatarioti (16 gol subiti in 8 match della Qatar Stars League) hanno dato una speranza all’Hienghéne, che di suo ci ha messo grande volontà e capacità nel coprire gli spazi. I giocatori della Nuova Caledonia, ancora dilettanti (alcuni fanno parte della nazionale di beach soccer) e reduci da un ko nella Coupe de France contro una squadra di 5a serie (disputano il torneo perchè espressione dei territori d’Oltremare), non solo hanno retto il colpo, ma hanno anche spaventato Bounedjah e compagni: nel 1° tempo l’Hienghéne ha avuto tre occasioni con Roine, nel secondo ha pareggiato i conti. L’Al-Sadd era andato avanti proprio col gol di Bounedjah al 26′ ed è stato ripreso dal già citato Roine al 47′: l’Hienghéne ha portato gli avversari ai supplementari giocando una partita encomiabile e approfittando degli errori sottoporta di Akram Afif e compagni, ma poi è crollato fisicamente nel 1° overtime, subendo le reti di Abdelkarim Hassan e Pedro Miguel “Rò-Rò”.

3-1 e Al-Sadd al turno successivo, dove ha incontrato il Monterrey, una squadra dall’elevato tasso tecnico: Antonio Mohamed ha ereditato la formazione vincente plasmata da Diego Alonso, con talenti del calibro di Rodolfo Pizarro e un Rogelio Funes Mori in forma smagliante. Pizarro ha ispirato i Rayados, ma non ha segnato: il Monterrey ha comunque dominato nel 1° tempo, passando in vantaggio con lo spettacolare gol dalla distanza di Leonel Vangioni al 23′. Rispetto al debutto l’Al-Sadd ha mostrato un possesso palla e una manovra più fluida, ma ha pagato i consueti svarioni difensivi: bravo Rogelio Funes Mori, ex baby-fenomeno del River che è rinato coi colori biancoblù, a inserirsi nel mezzo della retroguardia qatariota e trovare il 2-0 al 46’pt. Xavi è stato bravo a spronare i suoi, che hanno reagito nella ripresa: Bounedjah ha riaperto le ostilità al 66′, Rodriguez le ha chiuse del tutto al 77′, rendendo vano il 3-2 firmato da Abdelkarim Hassan all’89’. Monterrey avanti e pronto a sfidare il Liverpool, mentre l’Al-Hilal ha battuto con qualche difficoltà l’Esperance Tunis: non tanto per la pericolosità dei tunisini, ispirati solo da Badri, quanto per le scelte di Razvan Lucescu, che ha lasciato a riposo Giovinco e Bafetimbi Gomis in vista delle semifinali. Una scelta che ha pagato: Gomis è entrato al 65′, e otto minuti più tardi ha segnato il gol-vittoria che ha portato gli arabi alla sfida contro il Flamengo. Semifinale conquistata e i due big più riposati per l’Al-Hilal.

MONDIALE PER CLUB 2019, FLAMENGO-AL HILAL: SFIDA TRA EX, E FLA CHIAMATO AL SUCCESSO– Quello tra Flamengo e Al-Hilal sarà il match dei corsi e ricorsi storici, tra due club che geograficamente sono agli antipodi, per colpa di due ex “illustri”. Da un lato Gustavo Cuellar, dall’altro… Jorge Jesus. Il centrocampista colombiano, frangiflutti che ha disputato un grandioso “quarto di finale” contro l’Esperance Tunis, era al Flamengo fino al termine del mese di agosto: Gustavo Cuellar era un’assoluta colonna della squadra brasiliana, ma ha scelto i petroldollari dell’Al-Hilal, trasferendosi in Arabia Saudita. Ha vinto la AFC Champions League insieme a Giovinco e compagni, ma ha anche visto gli ex “amici” brasiliani alzare la Copa Libertadores, sconfiggendo il River Plate grazie alla doppietta in extremis di Gabigol: proprio l’ex Inter (44 gol in 53 partite, capocannoniere di Brasileirao e Libertadores) è uno degli assoluti trascinatori del Mengão, insieme a quel Bruno Henrique che trema, perchè in Brasile voci non ufficiali parlano di una sua positività all’antidoping (da confermare) che distruggerebbe una stagione grandiosa, con oltre 30 gol e tantissimi assist. Il Flamengo vuole vincere e ritrovare in finale quel Liverpool che sconfisse nella finale dell’Intercontinentale 1981, dopo aver vinto quella che fino a pochi giorni fa era la sua unica Libertadores, e per farlo si affiderà alle tattiche dell’altro ex della semifinale che verrà disputata domani alle 18.30: Jorge Jesus, dopo l’addio allo Sporting, approdò proprio all’Al-Hilal nell’estate 2018. Di fatto, ha contribuito a creare quel gruppo che ha vinto l’AFC Champions League con Lucescu, con una serie di 16 vittorie e solo un ko in venti match tra campionato e coppe, salvo poi lasciare polemicamente il club il 30 gennaio di quest’anno, per importanti divergenze col club riguardo al budget trasferimenti e agli acquisti. Ha trovato l’America col Flamengo, vincendo tutto al primo anno da tecnico e dando mentalità a una squadra ricca di campioni, ma storicamente “bella e sconfitta”, e ora ritrova quell’Al-Hilal su cui vorrà vendicarsi. Al termine del match sorriderà solo uno tra Gustavo Cuellar e Jorge Jesus, col tecnico portoghese ovviamente favorito: il Flamengo ha una rosa di campioni, l’Al-Hilal se la giocherà con l’organizzazione, coi recuperi di Cuellar e con la coppia d’attacco Giovinco-Gomis. Due vecchie volpi europee che proveranno a bucare la difesa del Flamengo, e far soffrire due centrali in condizione come Rodrigo Caio e Pablo Marì.

Flamengo, la probabile formazione (4-1-3-2): Diego Alves; Rafinha, Rodrigo Caio, Pablo Marì, Filipe Luis; Willian Arao; Everton Ribeiro, Gerson, De Arrascaeta; Gabigol, Bruno Henrique. All: Jorge Jesus.  

Al-Hilal, la probabile formazione (4-4-2): Al Maiouf; Al Burayk, Jang, Albulayhi, Al Shahrani; Carrillo, Carlos Eduardo, Gustavo Cuellar, Al Dawsari; Giovinco, Gomis. All: Razvan Lucescu. 

MONDIALE PER CLUB 2019, LIVERPOOL-MONTERREY: I RAYADOS DI FRONTE A UNA SFIDA MONUMENTALE– Il Monterrey ha fatto il suo, battendo l’Al-Sadd con qualche patema d’animo in più rispetto alle attese, ma ora viene il bello. Antonio Mohamed sa di aver ereditato quella che è un’autentica Ferrari nel NordAmerica, che ora si trova ad affrontare la squadra più in forma del globo terracqueo. Il Liverpool di Jurgen Klopp vive un momento straordinario: dopo aver conquistato la Champions League ed esserti tolti un peso dalla coscienza (aveva perso le finali di Europa League e UCL nel 2016 e nel 2018), i Reds hanno deciso di togliersi anche dalla testa il peso di quella Premier League mai vinta dal 1990 ad oggi. Anzi, di quella Premier League mai vinta e basta: da quando il torneo ha preso quel nome, con la “scissione” del 1992 e l’esplosione dei ricavi, il Liverpool non ha mai vinto il campionato. Nella stagione che porterà al trentennale dell’ultima vittoria in terra britannica, i Reds hanno probabilmente la maggior chance della Premier League: i Reds hanno conquistato 49pti sui 51 disponibili senza perdere in stagione, e hanno già un margine di 10pti sul Leicester e 14pti sul Man City, distrutto nel confronto diretto. La formazione di Klopp è ormai una cantilena fissa nella mente dei tifosi del Liverpool, che assisteranno a una situazione surreale: mentre Salah, Firmino, Mané e compagni si trovano in Qatar per la semifinale del Mondiale per Club prevista per le 18.30 di mercoledì, le riserve e il vice dei Reds sono in Inghilterra per affrontare l’Aston Villa nel quarto di finale della EFL Cup, che non è stato rinviato nonostante la concomitanza “mondiale” e le richieste del club. Si giocherà domani, e per questo Klopp ha portato solo venti giocatori a Doha, con minori alternative e una formazione titolare che sembra scontata. I Reds sono ampiamente favoriti in semifinale e vogliono vincere il Mondiale, un altro trofeo mai conquistato: il Liverpool ha perso tutte le finali disputate tra Intercontinentale (1981 e 1984: rinunciò nel 1977 e nel 1978 non si disputò il torneo) e nuovo formato (2005, vs San Paolo), e Klopp deve sfatare un altro tabù. Per farlo, meglio iniziare distruggendo il sogno del Monterrey. I Rayados hanno un’ottima squadra e hanno ritrovato un’anima offensiva e spumeggiante con Antonio Mohamed, reduce dal fallimento “casalingo” con l’Huracan: Sanchez e Vangioni sono i leader difensivi, il pibe Rodriguez e Gonzalez impostano in mezzo, la trequarti formata da Pabon, Rodolfo Pizarro e Gallardo ispira Rogelio Funes Mori. Funes Mori e Pizarro sono le stelle e i giocatori più attesi del match: l’ex River segna gol a raffica in Messico e ha distrutto la concorrenza di Vincent Janssen, trovando una seconda giovinezza dopo gli anni “sprecati” in seguito all’addio ai Millonarios, il fantasista ex Chivas è il leader tecnico della squadra e sogna l’Europa. Chissà che, com’è già accaduto recentemente per Minamino e altri giocatori acquistati dai Reds, un grande match contro il Liverpool non lo porti a realizzare quel sogno: le sorti dei Rayados passano dai suoi piedi, in un match che vede il Liverpool nettamente favorito.

La probabile formazione del Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Lovren, van Dijk, Robertson; Milner, Henderson, Wijnaldum (Oxlade-Chamberlain); Salah, Firmino, Mané. All. Jurgen Klopp. 

La probabile formazione del Monterrey (4-2-3-1): Barovero; Medina, Montes, Sanchez, Vangioni; Rodriguez, Gonzalez; Pabon, R. Pizarro, Gallardo; Funes Mori. All. Antonio Mohamed. 

(di Marco Corradi, @corradone91)

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