Mondiale per Club 2019

Il Mondiale per Club 2019, una delle edizioni più entusiasmanti degli ultimi anni, si avvicina alla sua conclusione: tra due giorni Liverpool e Flamengo si affronteranno al National Stadium di Doha (sabato, h. 18.30 italiane) per contendersi un trofeo molto ambito da entrambe le squadre. Proprio in quel giorno, finirà il regno “triennale” del Real Madrid da campione del mondo: dopo 176 partite e tre anni consecutivi (1.098gg), i blancos giocheranno domenica contro l’Athletic Bilbao senza il badge di campioni del mondo, che verrà ereditato da una tra Flamengo e Liverpool. Ci attende un match ad altissima qualità e tensione: andiamo ad analizzarlo insieme.

MONDIALE PER CLUB 2019: FLAMENGO E LIVERPOOL, IL CAMMINO VERSO LA FINALE– Il cammino verso la finale non è stato agevole nè per il Mengão, nè per i Reds, in quello che è stato uno dei Mondiali per Club dal livello più alto degli ultimi anni. A pochi minuti dall’ultima scoppola dell’Al-Sadd, che ha perso malamente 6-2 nella finalina per il 5° posto contro l’Esperance Tunis (Xavi&co. in dieci dal 23′), il Flamengo è sceso in campo coi titolarissimi contro gli arabi dell’Al-Hilal: 4-1-3-2 con Diego Alves in porta; Rafinha, Rodrigo Caio, Pablo Marì, Filipe Luis in difesa; Willian Arão davanti alla difesa; Everton Ribeiro, Gerson, De Arrascaeta a supportare Gabigol e Bruno Henrique. Di fronte, i ragazzi di Razvan Lucescu, con Giovinco e Bafetimbi Gomis in attacco dopo il riposo nel turno precedente (e la rete di Bafé da subentrante): sulla carta il match era totalmente squilibrato, e invece il Flamengo di fatto non ha giocato il primo tempo. Paralizzato dalla tensione, “scaricato” a livello di energie nervose dai festeggiamenti per Libertadores e Brasileirao e turbato da questioni extra-campo (Bruno Henrique, forse risultato positivo all’antidoping), il Mengão ha lasciato totalmente il controllo del match all’avversaria: l’Al-Hilal ha dominato con un possesso palla coraggioso ed efficace, segnando la rete del vantaggio con Al-Dawsari. Un match totalmente squilibrato a favore dei sauditi, ma nella ripresa ecco il rientro del Flamengo: azione tutta in velocità partita da Gabigol, assistita da Bruno Henrique e definita da Arrascaeta per il pareggio al 49′, poi una fase di stanca e il completamento della rimonta. Bruno Henrique, sin lì evanescente, ha segnato di testa il 2-1 al 78′, AlBulayhi ha insaccato in rete il definitivo 3-1 con un’autorete per evitare la rete di Gabigol. Flamengo in finale, seppur con qualche patema d’animo.

Patemi d’animo che ha affrontato anche il Liverpool. I Reds hanno optato per una via differente, facendo un ampio turnover: Firmino, Alexander-Arnold e Mané in panchina, van Dijk e Wijnaldum in tribuna. Spazio a una formazione sperimentale con Alisson in porta; Milner, Henderson, Gomez e Robertson in difesa; Oxlade-Chamberlain, Lallana e Naby Keita in mezzo; Salah, Origi e Shaqiri in attacco. Di fronte un Monterrey coraggioso e guardingo al tempo stesso: il 4-2-3-1 offensivo iniziale (Pabon, Pizarro, Gallardo dietro Funes Mori) diventava un 5-4-1 in fase difensiva, con Vangioni che si stringeva accanto ai centrali e Gallardo scalato a terzino. Una mossa tattica che ha dato vita a una partita entusiasmante, col Monterrey capace di mettere in difficoltà più volte la difesa britannica, “ballerina” a causa dell’adattamento di Henderson e Milner. Reds avanti con Naby Keita al 12′, ma subito raggiunti come un fulmine da Funes Mori (14′): i Rayados hanno assaltato il fortino del Liverpool, andando a sfiorare il raddoppio in un paio d’occasioni con Pabon, autore di una partita strepitosa e bravo in entrambe le fasi. I Reds hanno traballato, rischiato e poi si sono rialzati coi cambi di Klopp: gli ingressi di Mané, Alexander-Arnold e Firmino e il conseguente calo fisico del Monterrey hanno consentito al Liverpool di tornare in auge e segnare la rete del vantaggio all’ultimo respiro. Proprio quando tutti pensavano ai supplementari, ecco il 2-1 firmato da Firmino al 90′: vittoria e Liverpool in finale contro il Flamengo.

MONDIALE PER CLUB 2019, LIVERPOOL-FLAMENGO: LA PRESENTAZIONEFlamengo e Liverpool vivranno questa finale come il perfetto completamento di un percorso in vincente. Il Mengão ha conquistato Brasileirao e Libertadores e cerca uno storico tris, i Reds dopo aver vinto la Champions League stanno dominando la Premier League e sperano di sfatare due tabù nello stesso momento: non vincono il campionato inglese dal 1990 (non si chiamava ancora Premier, fate voi…) e non hanno mai vinto la Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club. Una delle sconfitte più clamorose arrivò proprio contro il Flamengo e nel lontano 1981: il Mengão aveva vinto la sua prima Libertadores (dopo tre finali), i Reds partecipavano alla prima Intercontinentale dopo aver saltato l’edizione 1977 per scelta ed aver assistito alla cancellazione del torneo nel 1978. Da una parte Zico e il futuro torinista Junior (all. Carpegiani), dall’altra Grobbelaar, Dalglish e Graeme Souness, allenati da Bob Paisley (6 campionati inglesi, 3 Coppe di Lega, 6 Community Shield, 3 Coppe Campioni, 1 UEFA, 1 Supercoppa UEFA): il destino dei rubronegros sembrava scritto, e invece ecco la sorpresa. Il Flamengo passa in vantaggio con Nunes (12′), arrotonda con Adilio (34′) e chiude tutto con Nunes al 41′: 3-0 e brasiliani in trionfo contro i Reds. Una vittoria che sarà la benzina che sfrutterà il Flamengo per provare a conquistare il Mondiale per Club, diventando la prima sudamericana/brasiliana vincente dal Corinthians (2012), ma anche il propellente di Jurgen Klopp e dei suoi giocatori: il Liverpool, dopo quella finale, ha perso anche nel 1984 (Independiente) e nella finale del suo primo Mondiale per Club (2005, San Paolo). Quindi il Flamengo vuole provare a strappare il titolo di campioni del mondo al Liverpool per la seconda volta, dopo altrettante Libertadores, mentre i Reds cercano di sfatare un tabù.

Zico alza l’Intercontinentale del 1981

Ma che match dobbiamo aspettarci? Dimenticatevi le versioni sbiadite di Reds e Flamengo viste nei giorni scorsi. Il Liverpool schiererà il tridente Salah-Firmino-Mané e tutti i titolari, il Mengão confermerà la formazione della semifinale e teoricamente è più fresco, dato che non gioca da una quindicina di giorni perchè la sua stagione (impegnativa e faticosa, più di 80 match) si è conclusa. Da un lato il ritmo altissimo e le giocate nello stretto del Liverpool, dall’altro la cadenza brasiliana e l’abilità nel governare gli spazi aperti del Flamengo: probabile che Gabigol e Bruno Henrique giochino più larghi per sfruttare gli spazi alle spalle di Robertson e Alexander-Arnold, ed è altrettanto probabile che Jorge Jesus studi qualche “trappola” tattica per frenare lo strapotere fisico dei Reds. D’altronde, anche il tecnico portoghese ha una sfida da completare: dopo essere diventato il secondo tecnico europeo a vincere la Libertadores, può diventare il primo allenatore del Vecchio Continente capace di portare sul tetto del mondo una squadra sudamericana. Il suo predecessore, quel Mirko Jozic che vinse tutto col Colo Colo e fece sua la Libertadores nel 1991, cadde nella finale dell’Intercontinentale contro la Stella Rossa e perse 3-0: il Flamengo visto in Libertadores può certamente fare bella figura e giocarsi la partita, ma dovrà partire a tutta sin dall’inizio. Altrimenti, il Liverpool avrà vita facile. Vedremo come giocheranno le due squadre, e che vinca il migliore!

(di Marco Corradi, @corradone91)

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