Liverpool

Liverpool contro Flamengo, la storia che si ripete e un tabù da sfatare. 13 dicembre 1981: a Tokyo si affrontano il Liverpool di Bob Paisley e il Flamengo di Zico, che ha vinto la sua prima (e sino a un mesetto fa, unica) Copa Libertadores. Da assegnare la Coppa Intercontinentale, e i Reds sembrano gli assoluti favoriti: hanno vinto tutto in patria e fuori, manca solo quel trofeo, che invece va al Mengão, che vince con un sonoro 3-0. 38 anni dopo, e dopo la seconda Libertadores flamenguista griffata da Gabigol e Bruno Henrique, le due squadre si ritrovano nella finale del Mondiale per Club: il Liverpool ha vinto sei Champions ma non ha mai conquistato la Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club (3 ko, una rinuncia, una finale non disputata per assenza d’accordo sulla data), i brasiliani invece sognano di completare uno storico triplete con Brasileirao, Libertadores e Mondiale. Dopo due semifinali sottotono, ma comunque ad alta intensità grazie al Monterrey (meritatamente terzo: le riserve battono ai rigori l’Al-Hilal), ecco la finalissima attesa da tutti: Liverpool contro Flamengo, Klopp contro Jorge Jesus, la scuola europea e l’intensità contro la tecnica sovrana del calcio brasiliano. Come capita ormai dal 2013, a spuntarla è l’Europa: il Liverpool sfata il suo tabù e, dopo 1.098 giorni e tre anni di regno “mondiale” dei blancos, succede al Real Madrid nell’albo d’oro del Mondiale per Club.

MONDIALE PER CLUB 2019: LE SCELTE DEI TECNICI– Formazioni-tipo per entrambe le squadre, col Flamengo che schiera gli stessi undici della semifinale (ma con un’intensità differente) e il Liverpool che torna ai titolari dopo l’ampio e rischioso turnover contro un Monterrey coraggioso e davvero pericoloso dalle parti di Alisson. 4-3-3 per Klopp: Alisson in porta; difesa con Alexander-Arnold, Gomez, van Dijk e Robertson; Naby Keita, Henderson e Oxlade-Chamberlain in mezzo; davanti il tridente con Salah, Firmino e Sadio Mané. Immancabile 4-1-3-2 per Jorge Jesus, che conferma in toto la formazione che ha vinto tutto tra Brasile e Sudamerica: Diego Alves in porta; Rafinha (con caschetto), Pablo Marí, Rodrigo Caio, Filipe Luis dietro; Willian Arão a proteggere la difesa; Everton Ribeiro e De Arrascaeta sulle fasce con Gerson in mezzo a dare copertura; Gabigol e Bruno Henrique a sfruttare gli spazi e giocare in campo aperto appena possibile. Hanno fatto qualcosa come 75 gol stagionali in due (44 Gabigol, 31 BH): sono loro i principali pericoli per i Reds.

MONDIALE PER CLUB 2019: FIRMINO NEI SUPPLEMENTARI, LIVERPOOL SUL TETTO DEL MONDO– Un favoloso duello tra Europa e Sudamerica: Liverpool-Flamengo è questo, una sfida equilibrata per ritmo e intensità, ma anche per tutto il resto, perchè a lungo le squadre rimangono ex-aequo su tiri in porta, passaggi e % di passaggi riusciti ecc ecc. La decide il guizzo di un campione, quel Roberto Firmino che aveva già portato un Liverpool spento alla finalissima: quando venne acquistato per 40mln dall’Hoffenheim, i “giudici” dei social network presero in giro i Reds, e invece i veri intenditori sapevano che il brasiliano era un giocatore dalla classe e intelligenza tattica sopraffine. Ma veniamo alla partita, che è stata emozionante e ben giocata da entrambe le squadre. Ritmi alti e ottima intensità per entrambe le squadre: il Liverpool gioca in rapidità per portare al tiro i tre davanti, il Flamengo si affida alle fiammate di Bruno Henrique tra centro e sx, e alla finalizzazione di Gabigol dopo una lunga ragnatela di passaggi. Ne esce un match piacevole e ricco di occasioni: il primo squillo è di Firmino, che però calcia alto. Risponde con un tiro fuori misura De Arrascaeta, e il festival degli “alti” viene completato da Naby Keita, che spreca un ottimo assist di Salah. Bruno Henrique parte più decentrato sulla sinistra e fa malissimo al Liverpool: i terzini dei Reds impazziscono per la sua velocità, e il brasiliano ha due occasioni da rete, con Alisson attento e ben piazzato. Gioca bene Bruno Henrique, gioca bene il “gemello” Gabigol: il brasiliano non soffre lo scontro con van Dijk, il miglior difensore al mondo, e gioca un’ottima gara ispirando i movimenti dei compagni, giocando in profondità e sfiorando il gol. Ad oggi non ci sono state offerte concrete dall’Europa, ma siamo certi che arriveranno, dopo questo match e un’annata da 44 gol in 54 partite. Nel mentre, il primo tempo si chiude con un’altra occasione per Salah, che sfiora la rete in ripartenza. I Reds meriterebbero il vantaggio, ma il Flamengo tiene botta.

La ripresa si apre con la sfuriata ad alta intensità del Liverpool: Firmino centra il palo, Salah calcia fuori poco dopo. Risponde però a tono il Flamengo: un gran tiro di Gabigol si spegne di poco a lato, poi è Alisson a negare la gioia del gol all’ex interista. Salah riporta avanti i Reds, che rischiano grosso ancora per “colpa” di Gabriel Barbosa: una rovesciata inventata dal brasiliano impegna Alisson e per poco non si va a posizionare in rete. Nel finale è però nuovamente il Liverpool a spingere: tiro piazzato di Henderson, Diego Alves vola e toglie la sfera dall’angolino alto, salvando i suoi. Il Flamengo rischia grosso al 93′: l’arbitro fischia un rigore per un presunto contatto tra Rafinha e Mané che in realtà non c’è, perchè il senegalese si lascia cadere in maniera plateale (e anche antisportiva) non appena vede il suo tiro andare a finire tra le braccia di Alves. Nessun tocco di Rafinha, e infatti la VAR annulla giustamente il penalty. Si va ai supplementari dunque, e con due scenari diversi: il Liverpool ha fatto cambi conservativi dello scacchiere tattico iniziale, Jorge Jesus invece ha messo dentro bocche di fuoco e potenza offensiva. Nei supplementari il Flamengo si troverà così a giocare con Diego (trequartista) e Arao in mezzo, Vitinho-Lincoln-Gabigol-Bruno Henrique davanti. E, dopo il gol subito, entrerà anche Berrio per Willian Arao, lasciando così del tutto scoperto il centrocampo. L’ardore di Jorge Jesus, che vuole diventare il primo europeo capace di vincere il Mondiale/Intercontinentale con una sudamericana (Mirko Jozic, che vinse la Libertadores col Colo Colo, perse 3-0 con la Stella Rossa nel 1991), costa caro al Flamengo, che si scopre e subisce gol in contropiede al 99′: Mané è un fulmine e aziona Firmino, che salta un difensore col controllo e mette a sedere Diego Alves, segnando la rete decisiva. Il Liverpool vince grazie al suo fuoriclasse, e la rete rende vano l’assedio finale del Flamengo. Mondiale per Club al Liverpool, che sfata il suo tabù: Klopp è sempre più una leggenda dei Reds, e ora dovrà vincere quel campionato che manca dal 1990.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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