Il Mondiale per club, negli ultimi anni, è stato a dir poco un monopolio delle squadre europee, salve qualche exploit delle sudamericane (Boca e River).

La FIFA, dunque, ha deciso di mischiare le carte in tavola e ha pensato ad una splendida (e quantomai necessaria) riforma della competizione, ondevitare che sistematicamente la vincitrice della Champions faccia l’accoppiata anche con il Mondiale.

Ma in cosa consiste questa riforma? Andiamo a vedere i principali cambiamenti.

Il nuovo Mondiale per Club

Le squadre non saranno più 7 ma bensì 24, di cui 12 europee, 5 sudamericane, 2 africane, 2 asiatiche, 2 nordamericane e una dell’Oceania, che si qualificherà mediante uno spareggio. I 24 club saranno ripartiti in 8 gironi da 3 squadre, dove la prima classificata di ogni girone accederà alla fase finale. Per determinare i partecipanti conteranno le competizioni continentali.

Per quanto riguarda la messa in atto della riforma, essa partirà dal 2021, quando l’edizione inaugurale si svolgerà nella lontana Cina. La cadenza sarà poi quadriennale e non più annuale: stilre Mondiali, per dirne uno. Ovviamente la competizione non interferirà con le competizioni nazionali, dato che prenderà parte nella seconda metà di giugno.

Chi parteciperà delle europee?

Se si disputasse oggi, quali squadre europee parteciperebbero alla competizione? Oltre a Real Madrid e Barcellona, ossia le uniche due vincitrici delle ultime quattro edizioni, parteciperanno anche le altre due finaliste della Champions, ossia la Juve e l’Atletico di Madrid. Le rimanenti 8 saranno scelte in base al coefficiente Uefa, ossia Bayern Monaco, Siviglia, PSG, Borussia Dortmund, Manchester City, Benfica, Arsenal e Porto.

Mondiale per Club, si va verso una rivoluzione epocale: adieu piccola competizioncina che conta quasi come un’amichevole…

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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