Mondiale per club

L’occasione per salire sul tetto del mondo, la prova estrema per il Gremio di Renato Portaluppi e Luan e una grande opportunità di rilancio per il Real Madrid, che ha bisogno di un trofeo per iniziare a rilanciare una stagione sin qui più complicata del previsto: la finale del Mondiale per Club ci regala tanti temi, e il match dello Zayed Sports City Stadium è tutt’altro che scontato, dopo le difficoltà mostrate dai blancos (con mezza difesa out) nella semifinale contro l’Al-Jazira.

L’atmosfera non è delle più calorose negli Emirati Arabi Uniti, ma ci sono tutti i protagonisti attesi, eccezion fatta per l’infortunato Arthur. Zidane si gioca il consueto 4-3-1-2 con Ramos a guidare la difesa (affianca Varane), Carvajal-Marcelo in fascia e la mediana composta da Kroos, Casemiro e Modric a supportare Isco e le punte Cristiano Ronaldo e Benzema, mentre Renato conferma il suo 4-2-3-1 e la formazione-tipo attuale: Edilson, Geromel, Kannemann e Bruno Cortez devono proteggere Marcelo Grohe, Jailson-Michel faranno da cerniera in mezzo e poi ecco il trio Ramiro (ala tattica)-Luan-Fernandinho alle spalle di Lucas Barrios. Ne esce un match molto bloccato in avvio, con le squadre che si studiano e il Gremio che fa una partita prettamente difensiva per contenere i mostri avversari: Renato Gaucho e i suoi ragazzi si difendono con ordine e rischiano pochissimo, non creando però neppure un’occasione offensiva. È il Real, infatti, a sfiorare la rete in due occasioni: prima Modric colpisce a lato di poco con un gran sinistro (24′), poi Cristiano Ronaldo spara alto su punizione al 390. 0-0 alla fine del primo tempo, e il Tricolor Gaucho sta tenendo contro i blancos: stupisce però la prestazione totalmente incolore di Luan, che sta sentendo la pressione della grande sfida, e delude uno spento Lucas Barrios.

La ripresa si apre con le proteste del Gremio per un possibile rigore su Ramiro (qualche dubbio), ma soprattutto con la rete che spacca la sfida e la rende più divertente: Jailson commette un errore imperdonabile, lasciando una punizione a Cristiano Ronaldo dalla sua mattonella, e CR7 non perdona con una traiettoria fantascientifica che va a colpire nell’unico buco lasciato dalla barriera. 1-0 Real al 53′ e 423° gol in 415 gare coi blancos per Cristiano, che si conferma animale da coppe e finali: lo schiaffo risveglia il Gremio e fa alzare i ritmi della sfida, con gli spagnoli che lasciano fare gli avversari e provano a fare malissimo coi contropiedi e le rapide azioni dei loro campioni. Cristiano Ronaldo si vede annullare giustamente un gol (fuorigioco di Benzema, assist-man), Casemiro costringe Grohe a deviare goffamente coi pugni e Modric colpisce l’ottavo palo in sei gare per le merengues: il Gremio prova a pungere con gli innesti di Everton (goleador in semi) e Jael (per Barrios e un disastroso Ramiro), ma non riesce a costruire vere e proprie occasioni pur tenendo molto palla e sfruttando la velocità dei suoi avanti. Il Gremio ha ritmi bassi, Luan non è assolutamente in serata e i brasiliani non riescono a mettere neppure un cross per Jael: le occasioni, così, sono tutte per il Real Madrid, con Grohe (una vita nel Gremio) che salva su Cristiano Ronaldo e compie un autentico miracolo sulla trivela di Gareth Bale, entrato all’80’ e subito in palla. L’assedio finale di un Gremio spento e confuso (che non crossa mai in quella che, all’incirca, è l’85a gara nel 2017) non porta esiti, e il Real Madrid può festeggiare: è il terzo Mondiale per Club in quattro anni per i blancos, il secondo consecutivo e l’ottavo titolo in due anni (il 5° nell’anno solare 2017) per Zizou Zidane, che è già il secondo tecnico più vincente nella storia del club.

FINALE 3°-4° POSTO- PACHUCA-AL JAZIRA 4-1: IL 3° POSTO È MESSICANO– Dopo l’ottima prestazione contro il Real Madrid, ci si aspettavano grandi cose dall’Al-Jazira nella finalina di questo Mondiale per Club, e invece ha prevalso la qualità superiore di un Pachuca dominante nell’arco della sfida. Non c’è il super-portiere Khaseif (infortunato) negli emiratini, mentre i Tuzos lasciano fuori Honda (a sorpresa) per puntare sul tridente composto da Urretavizcaya, Angelo Sagal e Franco Jara: l’imprevedibilità aiuta i messicani, che vanno avanti con Urreta al 37′ e, dopo il pari di Alrezzi al 57′, finiscono col dilagare irrimediabilmente. Franco Jara riporta subito avanti il Pachuca al 60′, e poi ci pensano De la Rosa (79′) e Sagal su rigore all’84’ a siglare il poker che vale il terzo posto finale per i Tuzos: bella scoppola per l’Al-Jazira, che chiude malissimo il Mondiale da wild-card.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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