E’ un Monchi soddisfatto dei progressi della sua Roma, qualificata ai quarti di finale di Champions per la prima volta dopo undici anni. Il ds ha parlato a Roma Radio, rilanciando le ambizioni europee del club in vista del sorteggio di domani a Nyon.

Ora dobbiamo dimostrare di essere cresciuti – dice Monchi – confermandoci anche a Crotone, diamo un segnale di maturità. Con la Samp loro avevano già vinto dopo venti minuti e ora si aspettano che noi pensiamo ancora alla Coppa. Non possiamo fermarci alla vittoria, serve equilibrio. Questo è il primo problema, se iniziamo a vincere siamo i più forti di tutti ma appena le cose cambiano diventa un disastro“.

Quando giocavo sono dovuto scappare tre volte dai tifosi che mi volevano picchiare – continua il ds –  l’ultimo anno non potevamo neanche uscire dalla porta; quando poi siamo tornati in Liga sono diventato il più acclamato. Se una squadra non vince da sette partite, è normale che arrivino critiche e chi non capisce questo fattore non è in grado di fare calcio. Ho fatto tanti errori e ho imparato, adesso penso sempre alla prossima partita“.

La Roma è tornata tra le prime otto d’Europa, ma l’urna di domani rischia di consegnare ai giallorossi un avversario tremendo: “Non saprei quale squadra sia meglio per noi. Il Manchester City per me è la più forte di tutte, anche il Chelsea non ha meritato di perdere, ma quando c’è Messi in giornata non ce n’è. Real Madrid e Juventus sono fortissime, costruite per vincere tutto. Il Siviglia? Sono abituati a giocare partite importanti, a gestire la pressione. Affrontarli per me sarebbe un’emozione incredibile“.

Infine, una frecciata ai suoi giocatori: “Vorrei che pubblicassero immagini su Instagram solo dopo una finale di Champions, non per la qualificazione ai quarti. Bisogna rendere normale ciò che ora non lo è. Alisson? Da ex portiere, sarebbe al mio livello se giocasse a occhi chiusi. Tutti si fidano di lui“.

Stefano Francescato