Il sipario sul campionato del Milan è tristemente calato domenica. Lo ha fatto scorrere la Roma, rifilando l’ennesima dèbacle interna a una squadra priva di motivazioni gioco e idee. Ma ancora una speranza esiste: si chiama Coppa Italia. Sabato contro la Juventus i rossoneri potranno tornare, dopo cinque anni, a giocarsi un trofeo.

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La finale sembra senza storia: negli ultimi 8 confronti ufficiali la Juve è sempre uscita vincente e dal 1990 ha vinto anche tutte e cinque le finali di coppa giocate contro il Milan. Ma occhio, proprio questa sicurezza potrebbe essere la chiave di volta per ribaltare il pronostico. E lo sa mister Brocchi (sempre più in dubbio per la prossima stagione), che dovrà fare leva sulle motivazioni di un collettivo che è fuori dall’Europa da due stagioni e che proprio contro i campioni d’Italia ha disputato una delle migliori partite della stagione, l’ultima di Mihajlovic. Verrà recuperato (ma partirà dalla panchina) Niang dopo quattro mesi e inoltre la Juve avrà fuori Bonucci, Marchisio e Khedira, oltre a Buffon.

Ma di solide basi su cui costruire non ce n’è. Cristian Brocchi, messo al timone, senza esperienza, di una barca più grande di lui, ha fatto appena 8 punti in 6 partite, perdendo anche il piccolissimo successo del sesto posto. Comunque vada, dai novanta minuti di sabato non uscirà il Milan del futuro. Per quello servono idee, soldi e talenti. E, purtroppo, all’orizzonte non si vede nessuno dei tre.

Stefano Francescato