Paolo Scaroni, presidente del Milan a partire dal rilevamento del club da parte del fondo Elliot, si è concesso in una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport: tanti i temi trattati, a partire dal rapporto con Fassone e con la vecchia società cinese, senza dimenticare gli obiettivi posti dalla nuova gestione sportiva posti da Paul e Gordon Singer.

Queste le sue dichiarazioni:

“Per me il comportamento di Mister Li è inspiegabile: un signore che fa un piano e non rispetta il suo stesso piano. Come possiamo definire Mister Li? Un punto interrogativo che non è stato evaso e che forse non lo sarà mai. L’ho visto tre volte nella mia vita, non gli ho mai parlato perché non parla nessuna lingua a parte il cantonese. Ma a me non interessa nulla di quello che è successo, guardo avanti. Di certo è stata una vicenda inspiegabile, non ci ho capito un accidente, ma io penso a cosa deve fare il Milan nei prossimi due anni, non a Mister Li. Cosa non ha funzionato? Il continuo tira e molla sui soldi. Le squadre vincono le partite, ma i campionati li vincono le società. Si passava il tempo a parlare di milioni mancanti e certe cose arrivano fino allo spogliatoio. I famosi ultimi 32 milioni dovevamo averli per forza perché se non fossero stati messi non avremmo potuto iscriverci al campionato: come fa un club come il Milan a campare in questo modo? Si crea un senso di precarietà deleterio per tutti. Mentre per quanto riguarda la campagna acquisti, vedo che Leonardo e Maldini hanno smontato molto di ciò che era stato allestito. Un motivo ci sarà pure. Fassone? Parecchie cose non le abbiamo condivise e parecchie di queste le ho viste dopo, perché non venivano portate nel Cda. Questo per me è oggetto di critica. In termini di scelte, come quella di separarsi da M-I Stadio (la società che gestisce San Siro e le attività connesse), mi sono trovato in disaccordo, mi parevano decisioni sbagliate. Elliot? Nel calcio successo e insuccesso sono estremamente visibili. L’impatto è pazzesco. Quindi Elliott da un lato guarda a questo investimento dal punto di vista finanziario, e dall’altro come qualcosa che può giovare alla reputazione. A loro interessa che il Milan torni a essere quel Milan che ha fatto innamorare 400 milioni di persone in tutto il mondo. Elliott ha molta attenzione nei confronti di questo club, e poi Paul e Gordon Singer sono grandi appassionati di calcio. Hanno un disegno a 3-5 anni. Liverpool e Arsenal, per esempio, vengono valutati 2 miliardi di sterline. Occorre creare valore e per farlo serve tempo”.