Krzysztof Piatek è un nuovo calciatore del Milan. Tra prime impressioni, riflessioni sul passato e ambizioni future, si è raccontato in esclusiva a Przeglad Sportowy.

Era un’offerta che non potevo rifiutare” – dice il polacco, soddisfatto e felice – “negli ultimi giorni ho dormito poco, sono stati davvero intensi e carichi di adrenalina“.

Il nuovo bomber rossonero è apparso subito consapevole del peso delle sue nuove responsabilità:

Ho tante pressioni, ma sto cercando di liberarmene, concentrandomi solo sul duro lavoro. Ho bisogno un attimo di concentrarmi e rilassarmi un attimo dopo queste ultime ore frenetiche” dice ai microfoni della testata polacca.

Dopo un giovedì trascorso interamente a Milanello, le prime sensazioni sono ottime: “È incredibile. Sono arrivato in un grande club e voglio realizzare i miei sogni. Voglio crescere e sono sicuro di aver preso la decisione giusta. Mi sento benissimo, i miei nuovi compagni mi hanno accolto alla grande, anche senza il battesimo della linea di calci, un rito solito in tutte le squadre” dichiara ridendo l’attaccante nato a Dzierżoniów.

Dopo aver descritto queste prime ore da milanista come una favola, torna serio: “Ho parlato con Gattuso. È stato uno scambio di opinioni molto cortese. Era contento che mi fossi finalmente aggregato al gruppo e mi ha fatto l’in bocca al lupo”.

Ancora stregato da Milanello, l’ex Genoa è estasiato: “Qui è tutto ad un livello top mondiale. Sei campi, due riscaldati e uno artificiale. Due palestre, una grande sala da pranzo, una stanza per ogni calciatore. È un posto fantastico, l’ho intuito sin da subito. Dopo la visita alla sala dei trofei la mia mascella si è spalancata. È un punto di arrivo, una cima che si raggiunge solo se si gioca a calcio per tutta la vita”.

Si è preso la Serie A a suon di gol, in soli 6 mesi, ma il classe 1995 si sente già maturo: “Sono arrivato a Genova con una grande prospettiva di sviluppo. La situazione è lievitata con l’inserimento del Milan e nessuno poteva assumersi il diritto di rallentare questo processo di crescita. Questo è un club leggendario, la vita, così come il calcio, sa essere imprevedibile“.

Relativamente alla foto che lo ritrae da bambino con un asciugamano con lo stemma rossonero, Piatek dichiara: “Erano gli anni d’oro del club, molti miei coetanei e molti miei parenti hanno sempre tifato per il Milan. Fino ad ora potevo vestire solo l’asciugamano, ora posso vestire la maglia ufficiale“.

Nonostante l’ambizione, però, la testa è sul futuro, sullo sviluppo e la maturazione calcistica: “Ho 23 anni e so di dover fare ancora molto, lavorare duro per rimanere a galla. Non annegherò nelle difficoltà. Voglio giocare in Champions con il Milan e proverò fino alla fine a realizzare questo sogno“.

C’erano altre offerte per lui, non lo nega: “Si, c’era il West Ham che offriva molto, ma il Genoa ha rifiutato. Aveva già l’accordo col Milan, con cui è sempre in ottimi rapporti“.

Sulla decisione di evitare la maglia numero 9 dice: “Ne ho parlato con i dirigenti. Volevo quella maglia ma mi hanno detto che avrei dovuto guadagnarmela. Dev’essere una ricompensa, un premio per chi la merita. Adesso devo dimostrare di meritarmela, a loro e a me stessa. Sabato c’è Milan – Napoli, l’ultima settimana è stata folle, ma sono pronto per giocare. La popolarità e i gossip non devono distrarmi. Ho tante cose per la testa ma devo pensare al campo, perciò sono a disposizione di Gattuso. Milan – Napoli è una grande sfida. Il mio connazionale Milik è in gran forma e non vedo l’ora che arrivi sabato. Devo dare tutto in allenamento per meritarmi il posto da titolare“.

Un sogno diventato realtà, dunque, quello rossonero per Piatek. Ma lui vuole dimostrare a tutti di poter dire la sua e non svegliarsi. L’urlo di battaglia è arrivato, appuntamento a San Siro: il pistolero è pronto.

Giuseppe Lopinto