Domani è il giorno. Dopo un po’ di anni (troppi, forse), torna ad essere importante per la vetta un classico del calcio italiano. Da una parte, quella degli ospiti, la Juve schiacciasassi di Allegri che macina punti anche senza giocare al meglio. Dall’altra il Milan di Montella che, nonostante un mercato criticatissimo, si trova al secondo posto. La lista degli indisponibili è lunga per entrambe le squadre: in totale mancheranno Antonelli, Asamoah, Bertolacci, Calabria, Chiellini, Mandragora, Mati Fernandez, Montolivo, Pjaca, Rugani e Vangioni. Se nel Milan, però, l’unico ballottaggio è quello che vede Locatelli favorito sulla mediana rispetto a Sosa, con confermato il 4-3-3 con Donnarumma in porta, Abate, Paletta, Romagnoli e De Sciglio in difesa, Kucka e Bonaventura insieme al vincente del ballottaggio a centrocampo e in attacco Suso, Bacca e Niang, nella Juve i dubbi sono maggiori, essendo i bianconeri reduci dalla trasferta di Lione: in porta confermatissimo Buffon e davanti a lui il classico 3-5-2 con Bonucci al centro della difesa accompagnato da Benatia a destra e Barzagli (favorito su Evra) sulla sinistra, Dani Alves (favorito su Lichtsteiner) sulla fascia destra e Alex Sandro sulla sinistra, con in mezzo Khedira e Pjanic insieme a uno tra Hernanes e Lemina (con il brasiliano in vantaggio sul gabonese) a centrocampo. In attacco, ovviamente, non ci sono dubbi: nonostante il rientro di Mandzukic la coppia titolare sarà Dybala-Higuain.

Una partita dal gusto particolare, dunque, arricchito dallo scontro nello scontro tra Gigi e Gigio, un sempreverde Gigi Buffon che con 3 parate si libera delle critiche contro l’astro nascente Gigio Donnarumma, già in nazionale maggiore a 17 anni.

Ovviamente si sono fatti sentire anche gli allenatori: se Allegri non intende cambiare assetto di gioco per fronteggiare le ripartenze del Milan, Montella fa capire che “Per fronteggiare una grande squadra come la Juve bisogna alternare ogni modo di gioco. Non c’è una strategia sicura per battere la Juve, bisogna saper fare bene tutto nei momenti giusti”. L’aeroplanino ha poi improntato tutta la conferenza stampa sulla tranquillità: devono stare tranquilli i giovani nonostante il tutto esaurito di San Siro, giocando compatti, bisogna stare tranquilli e non esaltarsi nonostante i grandi complimenti, è tranquillo lui che, dopo che gli è stato chiesto se questa fosse la vigilia più importante delLa sua carriera fino a questo punto, ha risposto che “è sicuramente una partita importante, ma ho già preparato una finale di Coppa Italia e una semifinale di Europa League. Come attesa siamo lì”. Allegri, invece, ha inizialmente lodato il Milan per l’ottimo inizio di stagione, lasciandosi andare a qualche attimo sentimentale visto che sarà l’ultimo Milan Juve della presidenza Berlusconi: “Dispiace perché Berlusconi ha fatto la storia del Milan, ha vinto tutto. Sono legato a lui e a Galliani, come è normale. Dispiace, ma il mondo sta cambiando. La Juve è l’unica squadra con la stessa proprietà da cento anni”, spendendo anche parole di elogio per chi come Cuadrado risulta essere sempre decisivo partendo dalla panchina: “Quando costruisci una squadra con delle ‘riserve’ che possono entrare e spaccare la partita, sono fondamentali. Cuadrado e Pjaca sono le nostre carte che ci possono cambiare le partite”.

Nicola Cavagnetto

PER TUTTE LE NOTIZIE E GLI AGGIORNAMENTI, SEGUICI SU AGENTI ANONIMI

img_0024-1.jpg