In occasione del lancio della sua nuova piattaforma web con SHADO, parte di H-FARM IndustryLeonardo Bonucci è stato intervistato dai microfoni di Vanity Fair. Tra i tanti temi affrontati dal capitano del Milan, l’uso dei social network, la malattia del figlio e alcune confessioni calcistiche.

I primi ricordi tornano a due anni fa, dopo l’Europeo, quando Bonucci e la compagna scoprirono della malattia del loro figlio, Matteo: “Pensare che eravamo tutti insieme, dopo l’Europeo. Ci siamo svegliati la mattina e Matteo si comportava in maniera strana. Allora siamo andati in ospedale e ci siamo usciti dopo 25 giorni. La scala delle priorità cambia, guardi le cose da un’altra prospettiva. Nella sfortuna, abbiamo avuto la fortuna che tutto si sia risolto per il meglio: episodi così ti uniscono ancora di più. Prima di entrare in sala operatoria mi ha guardato e mi ha fatto il verso del leone. Io gli dicevo sempre che era il mio leone. Quindi, nonostante la situazione, ha trovato la forza per farmi un ruggito.”

Poi, il pensiero va all’altro figlio, Lorenzo, e la mente torna a quel famoso Derby della Mole in cui lui indossò in tribuna la maglietta del Torino, squadra del suo idolo Andrea Belotti: “Mia moglie non mi aveva detto né che lui gliel’aveva chiesta né tantomeno che lei gliel’aveva comprata. Così, quando io gli ho detto mettiamoci la maglia della Juventus per vedere la partita, lui mi ha detto <<no, io ne ho un’altra>>. A quel punto, me lo sono visto apparire dalla camera vestito granata. Mi sono fatto una risata e gli ho fatto la foto che poi ho postato sui social.”

A proposito di social network, è inevitabile pensare agli incresciosi e vergognosi attacchi subito dal capitano rossonero in estate, in seguito al suo approdo a Milano, da parte dei suoi ex-tifosi: “Sì, io leggo quasi tutto quello che mi scrivono. E quando ti insultano la famiglia, sopratutto dopo che hai passato certe cose, ti sale il veleno dentro. Vorresti andarli a prendere a casa: E, poi, magari sono gli stessi che ti chiedono un selfie se ti incontrano. Bisogna farsi scivolare addosso certi commenti e concentrarsi sul resto. I social sono pericolosi, ma possono essere anche importanti per far passare messaggi positivi.”

 

Sulla presunta lite in spogliatoio durante la finale di UEFA Champions League dello scorso anno a Cardiff: “Non c’è niente di vero in tutto quello che è stato scritto riguardo all’intervallo della finale di Champions.”

Sull’importanza di sua moglie, Martina Maccari: “Se negli ultimi anno sono maturato, è merito di mia moglie. Anche se all’inizio, quando ci siamo conosciuti, non ci siamo piaciuti subito. Per fortuna abbiamo perseverato ed è scoccata la scintilla. Il primo anno alla Juventus, quando spesso andavo in panchina e non ero contento del rendimento, stavo per trasferirmi a San Pietroburgo. Lì mi è stata vicina ed è stata fondamentale.”

Sull’esclusione dai Mondiali di Russia 2018: “Fino all’ultimo pensavamo di poter raddrizzare la partita. E’ stata una delusione incredibile anche per noi giocatori, ma lo sport a volte riserva pure delusioni.”

Sul futuro del calcio italiano e della FIGC: “Penso che avrebbe bisogno di persone come Tommasi, Maldini, Costacurta. Gente che conosce bene questo sport, che è stata una bandiera del movimento. Se una volta smesso entrerò in Federazione? Io voglio provare a fare l’allenatore. Ma prima, a carriera conclusa, voglio farmi qualche bel viaggio con tutta la famiglia. Prima tappa, il Perù.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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