Luci a San Siro. Questa volta per davvero: Milan Inter al 23° turno di campionato significa primo posto in classifica. Dopo anni di derby decisivi per un piazzamento in Europa League o solamente per la supremazia cittadina, adesso si fa sul serio. Inter e Milan si sono riprese lo spazio che compete loro. Si sono guadagnate la testa della classifica attraverso un duello emozionante che le ha viste rivaleggiare sin dalla prima giornata. Sempre divise da pochi punti, sempre appaiate, sempre a braccetto là davanti. Come se fosse una trama scritta da uno sceneggiatore che nell’arco narrativo di queste 22 giornate ha preparato il terreno per arrivare a questo punto qui: il derby dei derby. Una di quelle partite già dense di significato senza bisogno di caricarle ulteriormente, con tante chiavi di lettura, tanti duelli individuali interessanti, tante storie pregresse: tanti filoni narrativi che sembrano convergere in un unico punto. Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, ore 15, il derby di Milano. Quello vero.

Corsi e ricorsi storici

Materazzi e Rui Costa osservano il lancio di petardi dalla Curva Nord (Fonte: Calciatori Brutti)

Erano ben 10 anni che non si assisteva a un derby di campionato con le due milanesi prime in classifica. Il 2 aprile 2011, alla trentunesima giornata, era il Milan che precedeva l’Inter di due sole lunghezze. Quel derby finì 3-0 per i rossoneri con la doppietta di Pato e il rigore di Cassano al 90′. In quella partita si decisero le sorti del campionato: lo vincerà infatti il Milan, chiudendo a +6 sull’Inter seconda. Tuttavia non si tratta di una eccezione, anche l’anno prima il derby risultò essere uno snodo fondamentale per la stagione delle due squadre. Il 24 gennaio 2010 in una Milano fredda e nebbiosa va in scena alla ventunesima giornata il derby di ritorno. L’Inter capolista deve difendere il primato in classifica da un Milan in rimonta che insegue la squadra di Mourinho staccata di sole 3 lunghezze. Sarà una partita piena di polemiche e di veleni. Finirà 2-0 per l’Inter con le reti di Milito e Pandev. La squadra nerazzurra, che terminerà la gara ridotta in 9 vs 11, acquisirà grazie alla vittoria quella consapevolezza e quella determinazione che la porteranno a conquistare uno straordinario Triplete. Il Milan, al contrario, perderà certezze e terminerà il campionato al 3° posto a 12 punti dall’Inter.

I derby infatti, nella storia delle due squadre di Milano hanno sempre avuto il potere di indirizzare la stagione. Non solo in campo italiano, ma anche in Europa. Sia nel 2003 che nel 2005 le due squadre si affrontarono in Champions League. Rispettivamente in semifinale e ai quarti. Entrambe le sfide videro trionfare la sponda rossonera che nel 2003 poi vinse anche la finale, nel 2005 invece la perse. Erano gli anni in cui Milano era l’epicentro del calcio mondiale e San Siro il teatro in cui si esibivano i migliori attori del panorama internazionale. Milano Caput Mundi.

Le Chiavi Tattiche

Ibrahimovic e De Vrij si contendono il pallone ad alta quota (Fonte: Milanlive.it)

Ora le due squadre non sono ancora al livello di qualche decennio fa, però stanno attraversando un processo di crescita che, complici i problemi della Juventus, le ha portate in cima alla classifica. Non è un caso che dopo anni di derby deludenti dal punto di vista calcistico, nell’ultimo quinquennio abbiamo assistito a partite giocate a viso aperto da entrambe le squadre e dall’esito incerto fino al fischio finale. Dall’arrivo di Pioli sulla panchina del Milan (e di Ibrahimovic) inoltre, il livello agonistico delle partite è ulteriormente cresciuto. Negli ultimi tre derby infatti, i rossoneri sono sempre partiti molto forte andando in vantaggio in tutte le occasioni. La pressione offensiva del Milan è stata quindi la chiave per minare la costruzione dal basso degli uomini di Conte e per acquisire il predominio territoriale in campo. Tuttavia queste partenze forti solo in un caso hanno portato alla vittoria dei rossoneri, nelle altre due occasioni invece l’Inter è riuscita a rimontare, facilitata nell’ultimo scontro anche dall’espulsione di Ibrahimovic nel secondo tempo.

Oltre all’approccio, nella partita di domenica sarà di fondamentale importanza la fascia destra. Chi prenderà il sopravvento in questa zona di campo probabilmente potrebbe mettere la gara in discesa a proprio favore. Oltre a Hakimi e Theo Hernandez, in quel settore opereranno anche Rafael Leao da una parte e Niccolò Barella e Milan Skriniar dall’altra. Proprio Leao nel derby d’andata aveva rappresentato il maggiore pericolo per l’Inter stravincendo il duello diretto con D’Ambrosio. In quel ruolo lì però questa volta giocherà Skriniar, il difensore più in forma dei nerazzurri. La velocità, la potenza fisica e la tecnica di questi grandi interpreti daranno vita a uno dei duelli più interessanti della partita. Ma di certo non l’unico.

Ibrahimovic e Lukaku

Fuori da San Siro, il murales raffigurante il famoso scontro tra Ibrahimovic e Lukaku (Fonte: Corriere dello Sport)

Pur non giocando nella stessa zona di campo invece, lo scontro mentale più importante si giocherà agli estremi del campo e vedrà tutti i riflettori puntati sui due totem delle rispettive squadre: Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic. Dopo l’ormai notorio scontro tra i due in Coppa Italia è naturale che l’attenzione sia rivolta a loro, pronti a cercare di captare qualsiasi parola, qualsiasi sguardo o atteggiamento che potrebbe vedere i due giocatori coinvolti. Evidente che il conflitto tra i due abbia lasciato degli strascichi in generale, non solo tra i protagonisti diretti ma anche tra le due compagini. Tutto ciò non fa che aggiungere pepe a queste sfida. Si spera tuttavia che stavolta la tensione non porti a degli eccessi e che il duello si consumi a livello calcistico. La calma e la freddezza con cui i due fuoriclasse riusciranno a gestire la partita sarà decisiva per le loro squadre. Da una parte Ibrahimovic, vero veterano della Serie A, colui che è riuscito solamente con la sua presenza a cambiare l’intero paesaggio dalle parti di Milanello: prima si respirava lo smog della zona Europa League, ora l’aria pulita e rarefatta dell’alta classifica. Dall’altra parte Lukaku, il gigante, vero fulcro della manovra interista che nel giro di neanche due anni è riuscito a far cancellare l’immagine di Mauro Icardi dalla testa dei tifosi neroblu.
Due pretendenti, due fuoriclasse, tanti duelli individuali, una sola città: Milano. Un unico derby: Milan-Inter. Eyes on the Prize.