Durante la conferenza stampa alla vigilia del match casalingo del Milan contro il Verona, il tecnico Gennaro Gattuso ha voluto tenere alta la guardia dei suoi giocatori.

«Una settimana fa queste mura ancora tremavano, ora non dobbiamo ripetere l’errore fatto contro il Benevento con l’Hellas. Ci giochiamo l’Europa League, non possiamo sbagliare. Priorità a domani e poi avremo 4 giorni per la Juventus. La storia ci dice che con le piccole fatichiamo, ecco perché ci vuole testa e massimo sforzo». Un’altra figuraccia fu anche quella della gara d’andata, persa con un netto 3-0 nella “fatal Verona”. «Non dobbiamo ripetere la gara fatta col Benevento, serve essere uniti e giocare da squadra senza lasciar loro spazio. All’andata ci hanno ucciso con il campo aperto, ricordiamoci come siamo stati mali dopo quella sconfitta per il senso di rivalsa. La storia ci dice che li abbiamo sempre sofferti e non dimentichiamo la figuraccia fatta da loro».

Ma cosa succede se dovesse arrivare un’altra figuraccia? «Niente, speriamo che non arrivi. Facciamo di tutto per non farla arrivare. Dovesse arrivare, ci metteremo il nostro bel faccione, prenderemo le responsabilità e lavoreremo ancora di più. Poi nel calcio una figuraccia è sempre dietro l’angolo, pensiamo di stare bene di testa e con una grande mentalità. Ma guardate che qua non è successo nulla, cosa pensate sia successo ultimamente? Fatemi capire. Non capisco questa domanda. Sono l’uomo più umile al mondo e non voglio fare il fenomeno, ma sembra che con questa domanda sotto la mia gestione non si sia fatto nulla. Di Çalhanoglu dicevate che era un bidone, guardate ora, Biglia per voi era sbagliato e guardatelo ora. Tutti avete massacrato di questa rosa, non dimentichiamo come siamo arrivati fino a qua. Quante gare ho perso? 4 o 5? Mi piace valorizzare, osservare come sono cresciuti i ragazzi di settimana in settimana. Possiamo discutere di tutto con voi, anche che ci manca il bomber da 20 gol, ma mettiamoci tutti nelle condizioni di capire che magari abbiamo sbagliato, io stesso. È questione di priorità e sempre mi prenderò le mie responsabilità e i miei esami di coscienza. Non abbiamo sbagliato gli attaccanti: Kalinic i gol li ha sempre fatti, André Silva se lo vendiamo in un’ora trova la squadra e Cutrone è giovane ma ha passione e ha voglia. Non è solo colpa loro, ma anche di chi gli fa arrivare la palla e chi prepara gli schemi e chi li fa lavorare. Facciamo le macumbe per far arrivare in doppia cifra Patrick fino a fine stagione (ride, ndr)».

Finale di Coppa Italia

«Prima pensiamo all’Hellas, la testa non deve andare alla Juventus. Domani giochiamola bene, dimostriamo di stare bene e questa settimana ho visto la squadra brillante, che dopo la vittoria di Bologna è più libera. Questa settimana? La sento molto e la vivo col mio stato d’animo. Ora sono concentrato su come finire la stagione, senza ascoltare le chiacchiere e toccando con mano la situazione della squadra. Sento che si parla del mercato, del bomber, ma da parte di tutti noi c’è solo l’obiettivo di chiudere in bellezza, facendo qualcosa di importante e poi vedremo»

Preparazione Milan – Hellas

«Spero di averli preparati. Molte volte pensavo di aver trasmesso la testa giusta e invece abbiamo perso… Poi devo analizzare il perché di certe gare e mi faccio un’esame di coscienza, perché quando si perde la responsabilità è più la mia che loro. In questo momento mi sono interrogato spesso se si possa fare di più, farli lavorare meglio. Che parole ho usato? Ho iniziato subito dopo Bologna: spirito di rivalsa, ricordiamoci le pappine che ci hanno dato ed il bruciore di stomaco che ci hanno fatto vivere dopo quel 3-0. Dobbiamo sentire prima la puzza di bruciato e ricordarci che abbiamo sempre faticato con loro»

Romagnoli e il mercato

«Alessio ha fatto tutto con i compagni e può essere della gara, ma vediamo domani. Mercato? Ho sempre detto che per migliorare questa squadra servano tre o quattro giocatori. Siamo giovani, per alzare l’asticella serve spirito e mentalità, gente abituata a certe tipo di gare. Può essere vero che stiamo cercando gente di esperienza ma non basta, cerco leader e gente che sappia giocare a calcio»