Dopo un inizio di campionato a mezzo servizio causa recupero da un infortunio, il Milan ha ritrovato uno dei suoi uomini chiave, Giacomo Bonaventura. Il centrocampista  ha rilasciato una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport-Stadio‘, toccando tanti argomenti.

L’arrivo di Ringhio Gattuso sulla panchina rossonero ha ridato entusiasmo a tutto l’ambiente, un po’ demoralizzato dopo una prima parte di stagione non all’altezza delle aspettative: “Un modo di lavorare diverso dove ci sono grande intensità, pochissime pause, il livello degli allenamenti si è alzato molto. Inoltre il nostro allenatore ha un carattere forte, una grande passione, è onesto, è riuscito a dare a tutti noi una grande voglia di migliorare, un’unità di intenti importante. Gattuso è molto bravo a motivare anche chi gioca di meno. Non abbandona nessuno al suo destino, cerca sempre di recuperarlo”.

Bonaventura dà anche un suo giudizio su quella che secondo lui è stata la svolta, lanciando tra le righe una frecciatina all’ex tecnico Vincenzo Montella: “L’intuizione più importante di Gattuso è stata quella di riproporre la difesa a 4. Finalmente abbiamo un modulo ben preciso e lo stiamo portando avanti. Adesso non c’è più confusione, la situazione è chiara per tutti. Quando si cambia modulo e tanti allenatori non è un bene per noi calciatori. In questi ultimi anni abbiamo avuto a che fare con tanti, troppi cambi su tutti i fronti“.

Gennaro Gattuso, ex tecnico della Primavera, è stato promosso in prima squadra il 27 novembre dopo l’esonero di Montella.

Uno dei maggiori problemi imputati al Milan è la non eccezionale vena realizzativa dei suoi attaccanti, nonostante i diversi milioni spesi in estate per allestire un reparto offensivo con i fiocchi. Jack ne è consapevole ma è ottimista: “Sicuramente in fase offensiva dobbiamo fare di più, stiamo rendendo meno rispetto le aspettative iniziali. Ci mancano lucidità e precisione. Non è facile, come nel caso di André Silva, adeguarsi ed ambientarsi subito nel nostro campionato. Ci sono dinamiche di gioco diverse, bisogna avere doti di apprendimento particolari perché bisogna abbinare una grande crescita ad altrettanta qualità. Ma io penso che anche Nikola Kalinić e Patrick Cutrone possano e debbano migliorare. Tutti i sensori di Milanello indicano che siamo sulla strada giusta”.

Potrebbe essere proprio Bonaventura ad accrescere la casella ‘gol fatti‘, vista la sua grande capacità di inserimento che lo porta spesso e volentieri a segnare: “Gattuso esorta noi centrocampisti a cercare il gol. Quindi verticalizziamo molto, andiamo alla ricerca di reti importanti considerato anche il momento non felicissimo degli attaccanti”.

Domenica alle 18 a San Siro arriva la Lazio, vera sorpresa di quest’anno, che si presenta terza in classifica con il miglior attacco del campionato. Mercoledì prossimo si replicherà sempre a Milano per la Tim Cup. Le due partite potrebbero determinare una svolta decisiva per gli obiettivi del Diavolo: “Sicuramente per noi sarà un doppio banco di prova importante. La Lazio è una squadra molto forte e soprattutto in gran forma. Ha dimostrato che può lottare al vertice in ogni competizione. Si tratta di una squadra molto solida in difesa, è una dote che in Serie A alla lunga paga. Così come ha un attacco eccezionale, che, comunque, non dipende o meno dalla presenza di Ciro Immobile, come si è visto contro il Chievo quando la Lazio è dilagata proprio nel momento in cui ha dovuto fare a meno del suo centravanti titolare”.

Inevitabile, quindi, la domanda sugli obiettivi futuri, considerando che il Milan è ancora in piena lotta in tutte le competizioni : “Ci attendono due mesi importanti, che possono e devono determinare al meglio il nostro futuro in campionato, in Coppa Italia ed in Europa League. Sì, perché il Milan sta combattendo e si sta battendo ancora su tre fronti, sta tenendo fede alle aspettative, ai programmi della scorsa estate. Con Gattuso si sono visti dei cambiamenti concreti: bisogna avere fiducia in questo Milan”.

Infine una riflessione sul suo rapporto con Montella, con il quale il feeling si è un po’ arrugginito con il passare del tempo, sfociando nel plateale disappunto esibito al momento della sostituzione durante l’ultima partita in panchina dell’Aeroplanino: “Con Montella è accaduto che, all’inizio di questa stagione, avrei dovuto lavorare più duramente e diversamente per ritrovare la forma migliore dopo l’infortunio della stagione precedente. Invece dopo poche settimane di lavoro è iniziata l’Europa League, dove sono stato subito utilizzato a tempo pieno. Questo impegno non mi ha permesso di affrontare il campionato al 100%. Quando non stai al 100%, te la prendi per cose che, in condizione normale, non ti toccano. Subentra un po’ di frustrazione, non mi era mai successo di uscire dal campo arrabbiato (riferendosi al match casalingo pareggiato contro il Torino n.d.r.)”.

Alessandro Badalin