Oggi pomeriggio, alle ore 18, l’Atalanta affronterà il Milan a San Siro. La squadra di Gian Piero Gasperini deve riscattare un avvio di campionato difficile, in quanto – dopo la prima netta vittoria sul Frosinone e il prezioso pareggio per 3-3 in casa della Roma – nelle ultime due gare sono arrivati altrettanti ko, prima all’Atleti Azzurri d’Italia contro il Cagliari e poi quello di lunedì scorso in casa della Spal, col risultato terminato 2-0 grazie alla doppietta dell’ex di Andrea Petagna.

La gara di oggi contro i rossoneri sarà certamente speciale per Mario Pasalic, approdato a Bergamo circa un mese fa dal Chelsea ma due stagioni fa artefice di un’ottima annata proprio con la maglia del Milan. Oltre all’indimenticabile rigore decisivo segnato nella finale di Doha, valida per la Supercoppa italiana, contro la Juventus e che ha consegnato un trofeo al club di via Aldo Rossi dopo lo scudetto del 2011, la mezzala croata classe 1995 ha messo in luce ottime qualità, spazzando via lo scetticismo iniziale nei suoi confronti.

Nel 2015/2016 infatti il giocatore aveva disputato, anche a causa di diversi infortuni, una stagione in ombra al Monaco. I più vedevano Pasalic come una sorta di van Ginakel 2.0, e invece l’ex Elche – grazie a buone e convincenti prestazioni – ha fatto ricredere i più.

Eccetto il gol al Frosinone realizzato alla prima giornata di campionato, il suo inizio all’Atalanta non è stato semplicissimo, ma il tempo è tutto dalla sua parte, anche perché la società di Percassi – che lo ha strappato alla concorrenza della Fiorentina – crede e punta molto su di lui.

Proprio ieri il calciatore  stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport“, aveva espresso le proprie sensazioni in vista della gara di oggi: “L’opportunità di giocare anche in Europa mi allettava molto, significava che tutti avremmo trovato più spazio e visibilità. Ora siamo out, ma ci riprenderemo: la vera Atalanta è quella del primo tempo contro la Roma. Serve solo più attenzione. Ilicic e Rigoni? La concorrenza aiuta, ti spinge a dare sempre il meglio di te. E poi con Gasperini si lavora tantissimo, sto imparando a giocare più avanti e a lavorare su gol e assist“.

Poi sul Milan: “nizialmente sarei dovuto rimanere a Milano almeno per un altro anno, poi cambiò gestione e furono fatte altre scelte. Peccato, pensavo che sarebbe potuta essere la squadra giusta per me. E poi c’era Montella, chi se lo dimentica: una volta parlando di me disse: “Ma quale prestito! Io lo comprerei!”. Per noi questa partita è troppo importante, abbiamo il dovere di fare bene. Al Milan devo tanto, mi ha insegnato la pressione di giocare in un grande stadio e mi ha aiutato a crescere come uomo“.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)