L’Inter esce vittoriosa dal derby di ritorno con un rotondo 0-3. La squadra di Conte, dopo un’ottima partita, ha legittimato il primato già guadagnato domenica scorsa a seguito della vittoria contro la Lazio.

Ma ripercorriamo insieme il “film” della partita.

I nerazzurri partono subito forte e si affidano, come al solito, ad una delle loro armi migliori: le sgroppate di Lukaku. Il belga punta l’area del Milan, salta Romagnoli, entra in area dal vertice destro, cerca il cross basso per Lautaro, ma la palla viene intercettata dalla scivolata di Kjaer. Il pallone, però, torna in possesso del 9 nerazzurro che rientra sul suo piede, alza il cross che arriva preciso sulla testa di Lautaro che insacca, tutto solo, il gol dell’1-0. È il quinto di gioco.
Messa la partita sui binari giusti, la squadra di Conte può impostare la prestazione come gli è più congeniale e attende il Milan abbassando il baricentro. I rossoneri creano solo un’occasione con Theo che con un destro sporco sfiora il palo alla sinistra di Handanovic. Col passare dei minuti, comunque, il copione della partita si rivela chiaramente: Milan a cercare di pareggiare e Inter pronta a ripartire. Per un Hakimi un po’ in ombra – anche ammonito, salterà il Genoa – c’è un Perisic in grande spolvero. Inter che, comunque, gestisce il vantaggio senza esporsi troppo e il primo tempo scivola via sempre troppe emozioni.

Nel secondo il Milan parte molto forte, ma si scontra su tre ottimi interventi di Handanovic che chiude due volte la porta ad Ibrahimovic. I primi 10, 15 minuti della ripresa sono, infatti, a totale appannaggio del Milan. L’Inter ha il merito di non scomporsi e, con un’azione partita da dietro, trova Lukaku che scarica bene su Hakimi che sfugge alla marcatura e attacca lo spazio, serve Eriksen libero sul limite, il danese serve coi giri giusti l’accorrente Perisic che mette una rasoiata tesa che trova Lautaro che insacca il 2-0 beffando l’incolpevole Donnarumma. Per il Milan è una mazzata, soprattutto a livello psicologico. Dopo 10 minuti almeno di ottima fattura, il secondo gol spezza le gambe agli uomini di Pioli. Neanche Meitè per Tonali e Leao per Rebic sortiscono effetto e, di lì a poco, un contropiede quasi in solitaria di Lukaku, si conclude con una precisa staffilata mancina nell’angolo sinistro basso della porta difesa dal 99 rossonero, condannando il Milan ad un passivo di 0-3 che non cambierà più da lì al 90°. Il secondo tempo scivola così, senza eccessivi altri sussulti.

Il Milan non ha giocato male, anzi. Però paga un po’ la minore brillantezza fisica di quest’ultimo periodo che, sommata all’impegno infrasettimanale nella fredda Serbia, certamente, ha inciso. In ombra anche due dei suoi uomini simbolo: Ibrahimovic e Calhanoglu, meno efficaci di altre volte. Dall’altra parte, comunque, ha trovato un’Inter molto abile a sfruttare lo scarso filtro del centrocampo rossonero, fattosi trovare spesso scoperto. Kessie ha cercato di tamponare come ha potuto, ma la solita prestazione super di Barella, la pulizia di Brozovic, l’Eriksen sempre più in crescendo, gli hanno impedito di imporsi come spesso gli è accaduto quest’anno. Lato Inter va segnalata anche l’ennesima grande prestazione difensiva. Da diverse settimane, ormai, l’Inter ha recuperato solidità e certezze difensive dopo un avvio difficile. Quando sollecitato, poi, Handanovic ha risposto presente.

Il Milan ha certamente pagato il periodo di appannamento fisico. L’assenza di Bennacer, infortunatosi giovedì in coppa, ha poi aggiunto difficoltà ad una sfida già impegnativa. Ora gli uomini di Pioli non devono smarrire la bussola e restare concentrati. Giovedì il Milan ospita la Stella Rossa nel ritorno dei sedicesimi di Europa League e poi va all’Olimpico ad affrontare la Roma che la tallona in campionato. Momento clou per i rossoneri, chiamati al riscatto.

Sull’altra sponda del Naviglio, naturalmente, oggi si festeggia, ma Antonio Conte ha già dettato la linea: si attende una grande Inter anche nelle prossime due, contro Genoa e Parma. Il tecnico salentino ha già visto la sua squadra perdere qualche punto di troppo contro squadre meno attrezzate dei nerazzurri. La prima candidata, o quasi, a vincere il campionato, deve ora dimostrare di saper mantenere alta la concentrazione anche con squadre meno attrezzate. Anche per l’Inter, quindi, arriva un momento importante. Dopo queste due sfide, infatti, ci sarà lo scontro contro l’Atalanta e poi un filotto di partite più alla portata. L’Inter è chiamata ad accelerare. Se sarà quella vista oggi pomeriggio, per tutte le rivali, Juventus in testa, non sarà facile scalzare gli uomini di Conte dalla prima posizione